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Prossimo incontro mensile di preghiera in Chiesa

SABATO 3 GIUGNO – INCONTRO MENSILE DI PREGHIERA IN CHIESA – CENACOLO “LA CASA DI MIRIAM” –


Chiesa di San Benedetto Torino – Ore 16,00 – Programma:
Invocazione allo Spirito Creatore – S. Rosario – Preghiera di liberazione alla Vergine di Nazareth (Dal nostro libro “Liberaci dal male”) – Lettura e meditazione di Giovanni 16 – Preghiera davanti al SS.mo Sacramento – Salmo 129 – Confiteor – Regina Coeli – Partecipazione libera
Info Tel. 340-5892741

Cenacolo La Casa di Miriam 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino
www.lacasadimiriam.altervista.org

Narratologia e opposizione dei personaggi biblici – Seminario alla Casa di Miriam – 2-4 giugno 2017

 
 In sede – Un estratto dalle nostre dispense (gratuite) sull’opposizione Davide-Saul – Partecipazione libera
 
“Dal momento dell’elezione regale privata, avvenuta in Rama, sino alla morte del re Saul, i rapporti di Davide con quest’ultimo sono contrassegnati dal carattere dell’antitesi, non soltanto caratteriale bensì più profondamente teologica. Le varie forme di attentato alla vita del suo successore che Saul elabora di volta in volta, rispecchiano in realtà il marcato smarrimento teologico rispetto all’ordine della filiazione divina da parte del re benianimita, di fronte al quale “Davide incarna così l’innocente perseguitato che il Signore tuttavia protegge da chi lo vuole morto” (cfr. Mazzinghi L., 1-2 Samuele, Ed. Messaggero, Padova 2005, p. 82). Nel rispetto di Saul, la figura di Davide esprime contemporaneamente la paternità e la filiazione divina: egli, futuro re, è già qui la rappresentazione del Figlio-Re che verrà, vittima sacrificale che ripone unicamente nella paternità divina il proprio rifugio […]”.
 
PER INFORMAZIONI:
Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino
Tel. 340-5892741
www.lacasadimiriam.altervista.org
 

“L’essenza del Cristianesimo in Romano Guardini” –

di Francesco G. Silletta – Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam – 2. Ristampa – € 15,00

“Egli non è ‘un risvegliato’, od un ‘compiuto’, uno che ‘sia giunto a completa perfezione’. Come si è già considerato precedentemente, Gesù non percorre alcun ‘sentiero’, la sua autocoscienza non presenta uno sviluppo progressivo. Gesù non ammonisce i suoi discepoli affinché cerchino in se stessi e nella sua dottrina la propria salvezza, bensì afferma di essere Egli stesso la salvezza che annuncia, è Lui stesso la Buona Novella, la Verità rivelata: “Cristo in persona è il momento decisivo della salvezza” .
Non è possibile, pertanto, separare nel Cristianesimo la forma dal contenuto. L’una e l’altro hanno la stessa essenza, Gesù Cristo’

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam – Info: Tel. 340-5892741 – Piazza del Monastero, 3 – Torino

 PRESENTAZIONE DEL LIBRO “MEDITAZIONI SULLA FEDE” – di Francesco Gastone Silletta – Edizioni La Casa di Miriam 24h –  distribuzione Proliber – Disponibile nelle librerie cattoliche
 
 

IL PASTICCIO DEL S. PADRE SU MEDJUGORJE

UN GRAVE SCIVOLONE (che compromette molte cose)

Era meglio che Francesco tacesse su Medjugorje, e mantenesse per se stesso quelle che lui stesso ha definito come personali posizioni. Si tratta infatti delle personali posizioni di un pontefice, non di un qualunque uomo di fede. Ossia di “personali posizioni” capaci di influenzare il parere di moltissimi fedeli: peraltro il tono, la gestualità, il linguaggio utilizzati nell’esprimere la sua ormai esplicita e palese diffidenza rispetto a Medjugorje (e si badi bene: la domanda postagli da quel giornalista era chiaramente riferita a Medjugorje, non ad altri contesti mariofanici in genere che si rivendicano come attuali nel mondo), hanno espresso un sentimento che va oltre la semplice “contrarietà”.
Anzitutto la sua precisazione previa, dal sapore quasi dispregiativo, rispetto a ciò che la teologia, con un linguaggio che andrebbe rivisto e migliorato, definisce come “rivelazioni private”. Su questa pagina tempo addietro abbiamo riportato un estratto da un bellissimo (e veramente teologico) studio di Karl Rahner riguardo la vera natura delle rivelazioni private e soprattutto la loro incidenza (non “assertiva”, dice Rahner, ma “imperativa”) rispetto alla rivelazione pubblica (altro termine obsoleto e fuorviante per come viene comunemente inteso). Ebbene, già da quella sua prima esternazione sull’aereo, in risposta a quel giornalista, il Santo Padre ha espresso molto di più di una sua personale diffidenza: si è percepita in realtà una sensazione di disprezzo. Poi è entrato nel merito, a dire il vero pasticciando non poco, nel suo riferimento al lavoro della Commissione d’inchiesta, nonché ad una diversificazione critica delle prime, delle intermedie e delle attuali apparizioni a Medjugorje. Stupisce molto, in questo senso, il fatto che il Santo Padre dica di aver letto tutto (facendo più volte i complimenti a Ruini per il lavoro svolto – sempre nel suo discorso in aereo, ndr). Stupisce perché da come si è espresso, sembra non avere capito granché, per usare un eufemismo, non solo del discorso teologico delle apparizioni (cioè se siano reali o meno), bensì della loro stessa cronistoria. Per esempio, se è emersa una “possibile apertura” rispetto alle primissime apparizioni, poi sdoganata da un freddume rispetto a quanto accade invece nel contesto attuale, stupisce come il Papa dica che una Madre (la Madonna) non dà appuntamento alla tal ora o al tal luogo per rilasciare un messaggio. A parte lo sgomento che suscita una interpretazione di questo tipo del comportamento stesso della Madonna, dal momento che ella, PROPRIO IN QUANTO MADRE, ha il diritto, il potere e la sollecitudine di apparire come, quando e secondo il fine che le sembri migliore per il bene dei suoi figli, fosse pure programmando un appuntamento quotidiano o settimanale o come lo si voglia con loro; un diritto che né Pietro, né Paolo, né gli Apostoli, né tantomeno i loro successori possono vietare, anche solo in termini dialettici, alla Madre di Dio. Tuttavia non è questo a scandalizzarci di più nelle parole del Santo Padre. Piuttosto è la sua esplicita non conoscenza dei fatti storici relativi a quelle prime apparizioni, che a suo modo ha invece in qualche modo “difeso” rispetto alle contemporanee: infatti, proprio durante quelle, semmai, molto più di quanto non accada da diverso tempo in qua, la Madonna avvertiva praticamente ogni giorno i veggenti delle sue imminenti “visite”, in luoghi progressivamente distinti rispetto ai recenti (ormai fissi e noti): dalla collina, alla Chiesa, dalle abitazioni private alle stradine del paese, persino in auto (cfr. il 30-6-1981) e via dicendo. Non a caso, guardando ancora una cronistoria ufficiale delle apparizioni, si osserva come solo nei primi due anni le apparizioni ed i messaggi dati dalla Vergine avessero una frequenza assai maggiore e teologicamente più “urgente” rispetto ai presenti, oltre che un contenuto tematicamente molto più esplicito, impellente, profetico, rispetto a quanto non accada negli ultimi anni. Anche gli stessi fenomeni “semantici”, cioè correlati ai segni di varia natura (nel cielo, per esempio, ma anche di altro genere), si sono verificati molto più intensamente fra l’81 e l’82 che non nei tempi recenti, dove sì, questo è vero, forse una smaniosa ansia epifanica avvolge un certo ordine di fedeli contemporanei quando si recano sul posto, pur tuttavia “l’abuso non toglie l’uso” e l’oggettività di quei segni (lasciando perdere la moltitudine di guarigioni e conversioni) rimane inconfutabile ad una critica onesta.
Alla luce di questo, viene allora a rivelarsi un controsenso dialettico quanto il Papa afferma rispetto al fatto che le primissime apparizioni potrebbero nascondere segnali di verità, mentre quelle successive (e le attuali), dove “la Madonna dà un appuntamento alla tal ora, presso il tal luogo”, farebbero pensare ad un falso, ad un “capo ufficio delle poste” (peraltro si percepisca una sorta di intrinseca offesa a chi davvero svolge questa professione). Appunto perché se “un appuntamento alla tal ora o al tal luogo” davvero è rinvenibile nel discorso mariano, ciò riguarda semmai proprio le prime apparizioni (quelle su cui è stato detto che potrebbero avere contenuti di verità), che non le più recenti (su cui molto si è invece insinuato di negativo).
Un altro controsenso, questa volta non storico, ma teologico, il Papa lo crea laddove dice che effettivamente tante persone vanno a Medjugorje e là si convertono. Se dunque viene riconosciuto quale luogo di conversione, suona davvero distorta l’idea di un luogo che non abbia veramente a che vedere con le apparizioni della Madonna, salvo scivolare in psicologismi critici, come avviene del resto anche nell’interpretazione di certe guarigioni ivi realmente avvenute (effetto placebo, ecc.).
E poi perché entrare così nello specifico rispetto alla propria posizione, sapendo che esistono milioni di fedeli che, se da un lato amano Medjugorje, dall’altro niente affatto negano l’autorità petrina, l’osservanza dell’insegnamento del Magistero, la pratica dei sacramenti, il valore della carità, ma anzi, proprio attraverso l’esperienza di Medjugorje vivono con maggiore luce tutto questo?
Ridurre tutto ad una semplice “gaffe” del Papa non è onesto nei suoi stessi confronti. Poteva esserlo qualora ciò non fosse stato preceduto da tutta una serie di “battutine” che, sino a ieri (13 maggio, ndr), potevano essere interpretate come non direttamente riferibili a Medjugorje. Ora no. Il Papa è stato chiaro come non mai, pur manifestando un suo (inaspettato, almeno per noi) difficoltoso approccio linguistico, teologico e storico-critico rispetto non solo alle apparizioni, cosa in fondo ancora meno grave, ma al vero senso teologico delle cosiddette (odiamo questo termine, ma tant’è) rivelazioni private. Quasi fossero surrogati dell’economia soprannaturale cristiana e per essa tutto sommato inutili.
Pietro non può parlare con questa sufficienza di rivelazioni che “private o no”, hanno Dio quale sorgente volitiva, Dio stesso come polo comunicativo e ancora Dio, e il Dio unitrino, non un “dio” ipotetico o “impersonale”, quale fine, riferimento e meta.
Davvero deludente per noi tutto ciò che il Santo Padre ha detto riguardo al “suo” parere rispetto a Medjugorje. Amaro, tanto più nella misura in cui affatto egli appaia poter retrocedere rispetto a certi convincimenti personali, estesi a tutto un folto gruppo della gerarchia ecclesiastica.
E confessiamo che se su altri argomenti, rispetto ai quali una “sospettosa” confusione del Santo Padre pareva latente e su cui tuttavia, per amore di Pietro, ci siamo schierati sempre in sua difesa, cercando sempre di interpretarne in senso buono, “ermeneuticamente” una ambigua latitudine di senso, qui davvero il vaso tracima.
Ecco allora che non possiamo far altro che sostenere nella preghiera i dubbi del Santo Padre (e della maggior parte dell’autorità ecclesiastica) rispetto non solo a Medjugorje, ma sull’approccio stesso del cattolico alla Madonna, al suo modo di comunicare con i propri figli nella storia e, ancora più in profondità, sulla concezione cristiana del mondo, delle cose e delle persone. Sul ruolo di Maria nella storia della salvezza.

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino
www.lacasadimiriam.altervista.org

FRANCESCO G. SILLETTA – TUTTI I LIBRI 2015/2017

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam – Distribuzione Proliber

 

1. “Guarire con Maria. Itinerario di preghiera per una guarigione interiore” – Coll. Spiritualità – € 15,00
2. “Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione” – Coll. Teologia – € 37,00
3. “Liberaci dal male. Preghiere di liberazione. Testi inediti” – Coll. Spiritualità – € 12,00
4. “Locuzioni interiori notturne” (Vol. 1) – Coll. Spiritualità – € 12,00
5. “Locuzioni interiori notturne” (Vol. 2) – Coll. Spiritualità – € 12,00
6. “Meditazioni sulla fede” – Coll. Spiritualità – € 15,00
7. “Conversazioni con me stesso. Sui pastori che abbandonano le pecore” – Coll. Narrativa – € 15,00
8. “Elia, il profeta migrante” – Coll. Sussidi biblici – € 19,00
9. “Novena a S. Maria Maddalena per la liberazione dalle ossesioni” – Coll. Spiritualità – € 7,00
10. “L’essenza del Cristianesimo in Romano Guardini” – Coll. Teologia – € 15,00

Edizioni e Cenacolo La Casa di Miriam 24h – Piazza del Monastero, 3 – Torino – Tel. 340-5892741

 – CORSO TEOLOGICO INTENSIVO GRATUITO – 21-28 – LUGLIO 2017: “La conoscenza di Gesù nel IV Vangelo” – LA CASA DI MIRIAM TORINO

Novità – “Kύριε, πάντα σὺ οἶδας” (Gv 21,17) – “La conoscenza di Gesù nel IV Vangelo” – Corso full-immersion con rilascio attestato di partecipazione – 21-28 luglio 2017 – Organizzato dalle Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam Torino –
Letture, studi e preghiere con il Vangelo di Giovanni full-time – Dispense, articoli e studi a disposizione dei partecipanti –
Testo di riferimento del corso: “Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione. Una rilettura materno-filiale dell’essere-amato” – di Francesco G. Silletta –

Il volume (368 pagine) si trova anche nelle principali librerie cattoliche – Distribuzione Proliber – € 37,00 – Posti limitati

Informazioni sul corso o sui nostri testi:
Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam 24h
Tel. 340-5892741 – Piazza del Monastero, 3 – Torino
www.lacasadimiriam.altervista.org

15-20 maggio 2017 (dispense gratuite in sede) – Studi narratologici alla Casa di Miriam Torino


“Che cos’è dunque il punto di vista (PDV)?” – scrive D. Marguerat – “È il rapporto che il narratore ha con la storia raccontata.

Il PDV è dunque un posizionamento cognitivo che il narratore adotta quando mette in racconto la storia che vuol presentare. Sul personaggio collettivo dei «giudei» nei vangeli, ad esempio, si distingue il PDV al contempo critico e distanziato di Marco dal PDV più ostile di Matteo con la sua fissazione sulla figura dei farisei, e infine la massificazione alla quale procede Giovanni che fa dei «giudei» un’entità uniformemente aggressiva nei confronti del Rivelatore. Il PDV è un posizionamento del narratore che si applica a tutti gli elementi della narrazione, si tratti di persone, di oggetti o di valori […]”
(D. Marguerat, Il punto di vista nella narrazione biblica, pp. 115-116)

[…] In quanto “autore” del racconto, Giovanni ne imbastisce la trama nella propria mente e affida “a una parte di se stesso”, l’incarico ricevuto da Gesù stesso (21,22.23a) di “narrare” il mistero della propria venuta tra gli uomini, affinché il suo racconto divenga una testimonianza che “rimane”, cioè sopravviva ai vari processi migratori che si alterneranno, nella coscienza dei suoi lettori, sino al suo ritorno (Francesco G. Silletta – Studi narratologici e vangelo – Edizioni La Casa di Miriam)
DISPENSE GRATUITE IN SEDE –

“STUDI NARRATOLOGICI E VANGELO” – LA CASA DI MIRIAM TORINO 15/20 MAGGIO
Edizioni Cattoliche e Cenacolo La Casa di Miriam 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino

– La preistoria teologica dell’uomo storico: l’uomo “in principio” –

Studi sulla Teologia del corpo di S. Giovanni Paolo II alla Casa di Miriam Torino – Dispense gratuite in sede – 5-10 maggio 2017

 

Nella rivelazione dell’essere umano che Dio ci dona sono contenute le verità essenziali dell’essere umano stesso.

Tra queste verità è inclusa la creazione dell’uomo maschio-femmina ad immagine di Dio (Gen 1,27), la cui presa di coscienza è per l’uomo il fondamento per il proprio auto-conoscersi e quindi auto-distinguersi nel creato.

La creaturalità spazio-temporale dell’uomo, infatti, proprio nella bimorfologia sessuale è il punto basilare di quell’“antropologia adeguata” tanto propugnata da S. Giovanni Paolo II, poiché essere creatura implica un’origine divina dell’uomo e una totale dipendenza in ordine all’essere unicamente da Dio, al di fuori di qualsiasi evoluzione o tecnica.

La Bibbia permette così all’uomo di scoprirsi tale nel proprio essere, mediante un duplice racconto della creazione costituito da due parti anacronistiche ma tuttavia non tra di loro antitetiche […]

 

Edizioni e Cenacolo La Casa di Miriam 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino
Tel. 340-5892741
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I grandi pensatori russi – Studi di settore alla Casa di Miriam –  Torino

“[…] Il significato e la dignità dell’amore, inteso come sentimento, dipendono dal fatto che esso ci costringe a riconoscere nell’altro, realmente e con tutto il nostro essere, quello stesso valore centrale e assoluto che, in forza dell’egoismo, noi ammettiamo soltanto in noi stessi, sino a determinare lo spostamento del centro stesso della vita personale […]” (V.S. Solov’ëv)
 
I GRANDI PENSATORI RUSSI – Dopo N.A. Berdajev, integriamo gli incontri di studio e i dibattiti sui pensatori russi con il pensiero e la storia singolare di V.S. Solov’ëv –
EDIZIONI LA CASA DI MIRIAM – STUDI IN SEDE – DISPONIBILI DISPENSE GRATUITE
 
Piazza del Monastero, 3 – Torino
Tel. 340-5892741
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PROSSIMO INCONTRO DI PREGHIERA IN CHIESA DEL CENACOLO

“LA CASA DI MIRIAM TORINO”:

Domenica 14 maggio 2017 – ore 16,00 – Chiesa di San Benedetto – Torino – Partecipazione libera

TRIDUO PASQUALE – SILENZIO, MEDITAZIONE E PREGHIERA – LA CASA DI MIRIAM TORINO

I giorni più importanti dell’anno liturgico si presentano davanti a noi: la nostra redenzione viene ad attuarsi mediante il sacrificio di Cristo. Entriamo con umiltà, silenzio ed abnegazione in questo grande mistero della nostra fede: la passione, morte e risurrezione del Figlio di Dio venuto nella carne, Gesù Cristo. Cerchiamo di addentrarci con partecipazione dentro i testi sacri che raccontano questo evento, ascoltiamo il linguaggio con cui Dio vorrà parlare al nostro cuore nella preghiera e nel distaccamento dagli impegni mondani. E che sia davvero una Santa Pasqua.

Edizioni e Cenacolo La Casa di Miriam 24h – Piazza del Monastero, 3 – Torino – Tel. 340-5892741

Studi sulla filosofia di Vincenzo Gioberti – In sede – La Casa di Miriam Torino – Piazza del Monastero, 3 – 

“Nel genio civile e nazionale consiste la volontà dei popoli. Per questo gli Stati hanno l’essere di una persona, come gli individui, e sono dotati, né più né meno, di intendimento e di volere. E come l’individuo muore, quando le potenze dell’animo cessano del commercio organico, così una nazione si estingue, quando perde la sua morale e politica indipendenza. Perciò le influenze dell’indole nazionale nel destino dei popoli, corrispondono agli influssi della facoltà volitiva nelle altre doti dell’uomo individuale […]”
(V. Gioberti, Introduzione allo studio della filosofia)
 
Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam – Studi
Piazza del Monastero, 3 – Torino
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“Materialismo evoluzionista, panteismo e teismo” –

Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev – Studi alla Casa di Miriam Torino

“[…] Una mistica di tipo panteista-emanatista è costretta a negare l’idea di creazione; dal suo punto di vista, la vita è un fuoriuscire e un trasfondersi della Divinità nel mondo e del mondo nella Divinità, della Divinità nell’uomo e dell’uomo nella Divinità. Per una mistica di questo tipo, l’uomo si disperde totalmente nella Divinità e la Divinità si disperde totalmente nell’uomo, e così via. Quando Dio nasce nell’uomo, l’uomo muore. Non si dà alcun incremento creativo, ma solo una ridistribuzione della potenza. In questa tipologia rientra non solo Eckhart, ma anche Plotino e tutta la mistica indiana. Questa mistica, in sostanza, non conosce né l’atto creativo di Dio né la creatività umana. Ad una concezione di Dio panteista-emanatista è legata anche la dottrina della filosofia contemporanea che sostiene l’idea secondo cui la creazione della cultura sarebbe accompagnata da una decrescenza e da una morte dell’essere. Nella creazione autentica nulla decresce ma, al contrario, tutto si accresce, esattamente come quando Dio crea il mondo, allorché la potenza divina non va decrescendo per il suo passaggio nel mondo ma si accresce di una nuova potenza che prima non esisteva. Nella sua forma estrema, la concezione di Dio panteista-emanatista porta ad una visione del mondo conservatrice, perché se resta fedele a se stessa, finisce necessariamente per negare l’uomo. Ciò, evidentemente, non implica affatto la negazione della grande verità del panteismo, che può perfettamente essere ricompresa anche nella visione di Dio teista. […]
Il materialismo (evoluzionista) è profondamente antitetico rispetto alla concezione di Dio teista, che ammette l’atto creatore, mentre può essere accostato alla concezione di Dio panteista, che nega l’atto creatore. Nell’universo materialista nulla si crea e tutte le cose non fanno altro che ridistribuirsi e passare da uno stato ad un altro. Il materialismo interpreta la legge della conservazione dell’energia come una negazione della creazione e come un’affermazione della conservazione dell’essere. Anche la dottrina dell’emanazione, dall’altra parte, deve riconoscere la legge della conservazione dell’energia col suo carattere chiaramente conservatore. La creazione implica un incremento di energia che si realizza non a partire da un’altra energia ma dal nulla e perciò non attribuisce un valore assoluto ed universale alla conservazione dell’energia, ma anzi la supera […]”

Studi in sede – Ricerche di settore – Teologia e pensiero – Possibilità consultazione gratuita di testi, ricerche e articoli in sede –
Edizioni cattoliche e cenacolo “La Casa di Miriam” 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino
www.lacasadimiriam.altervista.org

Piazza del Monastero, 3 – Torino
www.lacasadimiriam.altervista.org

DALL’INCONTRO DI PREGHIERA DEL 5 MARZO 2017

INCONTRO IN CHIESA DEL 5 FEBBRAIO 2017 DEL CENACOLO LA CASA DI MIRIAM

Meditazioni dal libro “Guarire con Maria” –

Edizioni e Cenacolo “La Casa di Miriam Torino”

I

 
 

ge

ATTO DI RINUNCIA ALLE SATANICHE PROPOSIZIONI

(Testo di Francesco G. Silletta – Ed. La Casa di Miriam)

“L’eloquenza della tua Parola, Signore Gesù, è per noi principio di conoscenza.
Per la verità e la forza della tua Parola, noi rinunciamo a Satana, perché vogliamo aderire pienamente alla tua disposizione salvifica per noi.
Noi rinunciamo innanzitutto alle sue voci, che disorientano la nostra coscienza e indeboliscono la nostra volontà.
Noi rinunciamo alle sue proposte spirituali, alle sue inclinazioni ed ai suoi condizionamenti interiori
Per ogni ferita prodotta dalla tua santa incoronazione spinosa, noi domandiamo liberazione del pensiero, purificazione intellettuale e rinnovamento spirituale. Proporzionatamente al male che Satana ha inflitto alla tua carne umana, per scoraggiare l’ingresso umano nella dimora dei redenti, noi domandiamo profondità di conoscenza, libertà nell’acquisto delle virtù, volontà di santificazione e spirito di carità. 
Noi rinunciamo, ancora, alle immagini, alle memorie, ai ragionamenti che con arguta malizia Satana infligge alla nostra autocoscienza; rinunciamo ai dubbi, ai sospetti ed alle argomentazioni con cui, con sapiente inganno, cerca di atterrire il nostro slancio vitale e la nostra disposizione verso il bene e la pace.
Noi rinunciamo, per il sangue che copiosamente è fuoriuscito dall’Agnello Immolato, a qualunque genere di colloquio, confronto, argomentazione, relazione con il Principe del Male, l’insolente e falso locutore infernale.
Ora, in forza del nostro Santo Battesimo, con il quale siamo stati edificati alla divina filiazione, domandiamo a te, Signore del Cielo e della Terra, di liberarci da Satana, da qualunque molestia psicologica, intellettiva, attitudinale, emozionale, comportamentale possa irriverentemente disturbare la nostra pace e deficitare il nostro ardore testimoniale alla Santa Verità.
Per l’intercessione della purissima Madre ed il consiglio di tutti i Santi, rinunciamo fermamente alle sataniche malizie, alle interpretazioni, alle premonizioni, alle seduzioni consce ed inconsce ed a qualunque forma di dominio, di superbo attaccamento al creato ed alle creature, per cedere il posto al Dio vivente, all’Unitrino Creatore ed alla perfetta fede nella sua esistenza e nel suo amore per noi.
Amen. 
 

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
24h di studio, preghiera e pubblicazioni
www.lacasadimiriam.altervista.org

DAI NOSTRI INCONTRI SERALI DI PREGHIERA

Cenacolo di preghiera e centro editoriale “La Casa di Miriam Torino” – Incontro del 28 agosto 2016 – dal libro “Liberaci dal male. Preghiere di liberazione. Testi inediti” – 3. ristampa – Testo disponibile nelle principali librerie cattoliche anche online –

Edizioni Cattoliche e Cenacolo di preghiera “La Casa di Miriam”
Corso Francia, 201 – 10139 – Torino
Tel. 340-5892741
www.lacasadimiriam.altervista.org

 “La relazione materno-filiale”: per una rilettura materna della singolarità cristiana” 

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 Dal libro “Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione” – di Francesco G. Silletta – Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam Torino

“[…] Non di rado, infatti, nello studio del Quarto Vangelo (QV), come più in generale degli scritti giovannei, Maria viene amalgamata ermeneuticamente entro la cornice del “tipologico” (cfr. ad es. Ap 12), concepita come un’istanza modellare nella prospettiva di un rimando, di un oltrepassamento “al di là” di se stessa; le sue stesse parole, su questa scia, vengono anch’esse interpretate spesso in chiave sin troppo ideale, “nella gelida stratosfera dell’astratto” (Roschini G.M.) , come orientamenti pedagogici di tipo unicamente ecclesiale, facendo cadere così il peso drammatico del loro contenuto storico ed esistenziale. Prima ancora che “figura”, infatti, nel QV Maria è descritta come una donna e una madre; il valore e il contenuto dei suoi atti e delle sue parole vanno intesi secondo l’orbita di questi due parametri fondamentali. In questa prospettiva non deve essere esasperato il senso “anonimo” della sua presentazione narrativa nel QV, dove non viene menzionata mai con il suo nome proprio, bensì sempre secondo l’ordine della sua funzionalità materna. Nel QV, infatti, la storia, precede e condiziona radicalmente il simbolo: Maria è per questo in primo luogo “se stessa”, e soltanto a partire da questa sua aseità storica risulta possibile concepirla quale figura o immagine di un’istanza trascendente la sua stessa storicità. Alla luce di questa ermeneutica mariana fondata sulla storia, per esempio, le parole di Maria agli inservienti di Cana, “ὅ τι ἂν λέγῃ ὑμῖν ποιήσατε” (“Fate quello che vi dirà” – Gv 2,5), rivelano un valore intrinseco assai più profondo di quanto possano rivelare soltanto secondo una prospettiva simbolica: Maria, infatti, pone se stessa, nella propria singolarità storica, quale strumento cooperante e attivo rispetto all’azione salvifica di suo Figlio Gesù nel contesto dello sposalizio di Cana […]”

– SIGNORE, E LUI (NO)? (Gv 21,21) –

dal libro “Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione” – di Francesco G. Silletta – Edizioni La Casa di Miriam – € 37

Master

“[…] Sino all’atto di Pietro di “voltarsi” e di scorgere (βλέπει) il Discepolo Amato (DA) che li seguiva (21,20), la narrazione ha presupposto un isolamento spaziale di Gesù e Pietro rispetto al resto dei discepoli che avevano partecipato alla pesca. Ora, invece, questo distacco non sembra più così netto, dal momento che per una seconda volta il narratore afferma che Pietro “vide” il DA (“Pietro, allora, vedutolo, disse a Gesù […]”, v. 22). Questo secondo atto visivo di Pietro potrebbe indurre a credere che il DA abbia nel frattempo raggiunto Gesù e Pietro e sia ora lì accanto a loro. In questo caso, la domanda di Pietro: “κύριε, οὗτος δὲ τί;” (“Signore, e lui?”), sarebbe stata posta dall’Apostolo in presenza del DA. Questa ipotesi renderebbe allora più evidente, ma in senso opposto, un rimando all’episodio dell’ultima cena. In entrambi i casi, infatti, i due interrogativi (“Signore, chi è?”, 13,25; “Signore, e lui?”, 21,21) sorgono da un desiderio di conoscenza petrino. Nell’episodio dell’ultima cena l’oggetto della curiosità petrina era tuttavia un “soggetto”, ossia l’identità di colui che Gesù aveva preannunciato come traditore, e il DA è servito a Pietro quale mediatore nella prospettiva della soddisfazione di questa curiosità (rimasta peraltro soddisfatta solo in parte). Nell’episodio, invece, sulla riva del lago, l’oggetto della curiosità petrina è sì, nuovamente, un soggetto, cioè il DA, pur tuttavia non in quanto tale, bensì in rapporto al suo destino ultimo. Leggendo la risposta di Gesù a Pietro a questa domanda, nella sua forma letterale, sorge tuttavia un dubbio forse poco considerato:

“Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te?” (v. 22).

Il sospetto sorge laddove Gesù, con queste parole, sembri dare per implicita in Pietro la conoscenza della sua decisione rispetto al “rimanere” (“μένειν”) del DA, per cui il precedente interrogativo di Pietro potrebbe sottintendere un doppio senso leggermente differente:

“Signore, e lui no?” (21,21).

presupponendo allora una consapevolezza petrina del proprio martirio ed un correlato interesse (ingiustificato) rispetto alle sorti del suo più vicino condiscepolo […]”.

– Diritti riservati – Edizioni La Casa di Miriam

DAL 25 SETTEMBRE 2016:

L'essenza del Cristianesimo promo

“L’essenza del Cristianesimo in Romano Guardini” –

Sussidi teologici – di Francesco G. Silletta – Ed. La Casa di Miriam

LA CASA DI MIRIAM TORINO 24H: CENACOLO ED EDIZIONI

 

1. Il Cenacolo

La Casa di Miriam Torino

La Casa di Miriam è un Gruppo costituito da una comunità di persone, unite nell’unica fede in Cristo (Ef 4,5) e desiderose di essere liete nel Signore (Fil 3,1). Riconoscendo Gesù Cristo quale vera “immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura” (Col 1,15), il Gruppo riconosce in Maria di Nazareth, la madre di Gesù, la strada privilegiata perché si possa portare a compimento “la nostra santificazione, nel timore di Dio” (2Cor 7,1). In modo particolare, questa via mariana viene percorsa, dai membri del Gruppo, nella comune volontà di rendere manifesta ad ogni fratello la Verità, “rifiutando le favole profane” (1Tm 4,7), ma piuttosto “esortandolo con ogni magnanimità e dottrina” (2Tm 4,2) a conoscere, pregare e rendere manifesta Maria di Nazareth nella carità. Per questo la ragion d’essere di questo Gruppo, che si autodefinisce, guardando se stesso, come una “dimora mariana” (da cui il nome “Casa di Miriam”), sta proprio nel triplice articolarsi dei propri obiettivi:

  1. Lo studio biblico e teologico, con particolare attenzione alla Teologia Mariana (Mariologia).
  2. La preghiera comunitaria ed individuale, secondo i principi del Credo niceno-costantinopolitano e i testi della liturgia della Chiesa cattolica.
  3. La solidarietà, intesa principalmente come “solidarietà mariana”, poiché ogni opera di carità verso il prossimo è recepita come atto d’amore alla Madonna.

Lo scopo fondamentale della Casa di Miriam è quello di promuovere “la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore, vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio” (Eb 12,14). Ciò che di per sé, tuttavia, rappresenta un obiettivo in ultima istanza di ordine spirituale, viene perseguito mediante l’agire quotidiano, alla luce dell’economia evangelica, affinché ogni membro possa conseguire e distribuire quella sapienza che viene dall’alto, la quale “è anzitutto pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità e senza ipocrisia” (Gc 3,17). In questa prospettiva, l’unico scopo del Gruppo, di cui al comma 1, viene articolato in tre distinte e complementari finalità, ognuna volta ad integrare, plasmare, orientare e in ultima istanza santificare ogni membro del Gruppo e tutti coloro che anche occasionalmente vi prendono parte:

a). Lo studio biblico e teologico.

Si ritiene, infatti, che il Dio di Gesù Cristo, al di fuori di un incontro intellettuale con la sua Parola rivelata, non possa permeare in profondità il cuore di colui che vi si volge, poiché l’azione di quello Spirito di Verità che “vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future” (Gv 16,13) necessita di un momento basilare di conoscenza, di comprensione e di contemplazione di carattere intellettuale. Per questo il Gruppo mette a disposizione dei membri tutto il materiale didattico concernente la Sacra Scrittura, la Sacra Teologia, con particolare riferimento alla Teologia Mariana ed al fenomeno delle apparizioni mariane. I membri riceveranno la guida autorizzata di specialisti del settore: Teologi accademici, docenti di ordine vario e altro personale competente. 

b) La preghiera: Se la Teologia e la conoscenza delle Sacre Scritture rappresentano il momento cognitivo, la preghiera quotidiana, ritmata in momenti precisi e guidata secondo la liturgia cattolica romana, rappresenta il momento esperienziale, il nucleo fondante ogni altra attività dell’associazione. Essa costituisce il valore primario dell’intera attività dell’Associazione.

c) La solidarietà: Essa rappresenta la presa di possesso del carattere cognitivo-esperienziale della fede cristiana nella messa in opera delle virtù evangeliche al servizio del prossimo. L’Associazione si propone di mantenere viva, costante ed integrale la salvaguardia della carità cristiana come momento fondamentale di amore per la Madonna. In questo senso verranno organizzate opere di sostentamento psicologico, economico, sociale e quant’altro possa essere di volta in volta occasione di quell’amore reciproco al centro della predicazione evangelica .

2. Le “Edizioni La Casa di Miriam” 

Edizioni

Per diffondere la cultura cattolica, per valorizzare l’ispirazione letteraria, poetica, teologica e narrativa di persone distinte, per rendere autentico lo spirito “circolare” della novità cristiana anche in ambito letterario ed editoriale, dal 19 settembre del 2014 il gruppo di preghiera “La Casa di Miriam” ha aperto, per volontà del suo fondatore, Francesco Gastone Silletta, un centro editoriale cattolico, denominato “Edizioni La Casa di Miriam”. Nella prospettiva di facilitare la relazione di autori soprattutto sconosciuti con il mondo editoriale, le “Edizioni La Casa di Miriam” non richiedono alcun contributo agli autori in seno alla pubblicazione (eventuale) delle proprie opere, salvo specifici lavori “extra” quali redazione di una Introduzione, di una Conclusione all’opera o particolare lavoro di editing. Non è tuttavia in alcun modo richiesto un previo acquisto delle proprie opere da parte dell’autore, come invece accade di sovente in molte fra le realtà editoriali contemporanee. Dal momento della sua fondazione, il centro editoriale ha sinora pubblicato sul mercato otto opere effettive, tre attualmente in cantiere, nonché trimestralmente, a partire dall’ottobre del 2014, la rivista cattolica “Circola Voce”, regolarmente iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, al Roc ed al Tribunale di Torino. Le nostre pubblicazioni si possono ordinare nelle principali librerie cattoliche, nelle relative librerie on-line o direttamente alle nostre Edizioni.

3. Il progetto di solidarietà permanente “Social Charity” 

Social Charity promo

Nel mese di dicembre del 2015 è stato fondato, come parte integrante del gruppo “La Casa di Miriam”, anche il centro di solidarietà permanente “Social Charity”, volto al sostegno delle persone maggiormente indigenti attraverso la raccolta periodica di beni materiali ed economici. L’appuntamento fisso per la raccolta corrisponde, mensilmente, al giorno stesso in cui il gruppo di preghiera si raduna in Chiesa per la preghiera, sempre un quarto d’ora prima dell’inizio. Al momento, dalla data di fondazione, sono stati raccolti 40 pacchi contenenti vestiario, vivande e beni di distinta natura. L’attività solidale si muove tuttavia anche direttamente sul territorio cittadino, organizzando l’invio di volontari che, “direttamente sul campo”, consegnino alimenti o vestiario ai poveri dislocati in giro per la città.

Gruppo di preghiera e centro editoriale “La Casa di Miriam”

I NOSTRI LIBRI PER LA PREGHIERA INSIEME

LIBRI PREG PROMO 2

COLLANA ‘SUSSIDI BIBLICI’:

“Elia, il profeta migrante” –

di Francesco Gastone Silletta

Elia promo

Isbn 9788894057126 – © Copyright Edizioni La Casa di Miriam – 

“Se analizzata dal punto di vista della migrazione, la figura di Elia può sorprendere il ricercatore per il carico dinamico che, in questo così famoso personaggio biblico, si viene a configurare in termini particolari. Presentato narrativamente per la prima volta con una terminologia cinetica (migrazione), tramite l’emblematico ordine di Dio: “Vattene di qui, dirigiti verso oriente […]” (1Re 17,3), Elia viene descritto anche in seno alla propria dipartita narrativa con un riferimento di migrazione, attraverso il racconto del rapimento in cielo (2Re 2,1-18). Inserito fra tali parametri, che rappresentano il perimetro della vita del profeta, il ciclo elianico alterna continue istanze migratorie, sia di ordine geografico (i vari spostamenti del profeta), sia di ordine cognitivo ed esistenziale. Si può affermare, come osserveremo meglio nel presente studio, che Elia non venga mai narrativamente presentato come un personaggio statico, bensì è continuamente collocato in un ordine cinetico di conoscenza, di ascolto e di realizzazione della volontà di Dio […]”. 

V

NOI CI GLORIAMO DELLA NOSTRA FEDE MARIANA E FACCIAMO TUTTO PER LA GLORIA DI MARIA

 

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Cenacolo di preghiera consacrato a S. Maria Maddalena