Novità – Edizione cartacea novena a S. Maria Maddalena

 
novena-riveduta-copertina-pr

– Novità editoriale – 

L’edizione cartacea dei testi inediti per la novena a S. Maria Maddalena

a cura di Francesco G. Silletta – 

Disponibile – Tel. 340-5892741

AVVISO CAMBIO DATA E SEDE INCONTRO MENSILE DI PREGHIERA

 
avviso-cambio-data-e-sede-dellincontro-mensile

Avviso cambio data e sede dell’incontro mensile del Cenacolo La Casa di Miriam: Per ragioni logistiche, il prossimo incontro non avrà luogo come previsto Domenica 4 dicembre alle 16 nella Chiesa di S. Benedetto, ma Sabato 10 dicembre, ore 16, presso la nostra nuova sede di Piazza del Monastero, 3 – Torino. Seguirà presentazione del libro “Conversazioni con me stesso”

di Francesco G. Silletta – www.lacasadimiriam.altervista.org

 
PARTECIPAZIONE LIBERA (FINO ESAURIMENTO POSTI)
Tel. 340 – 5892741 Edizioni e Cenacolo La Casa di Miriam Torino

NOVENA DELL’IMMACOLATA CON LA CASA DI MIRIAM

immaculate

Tutte le sere il Cenacolo La Casa di Miriam, dal 29 novembre al 7 dicembre compreso, reciterà la Novena alla Beata Vergine Immacolata, disponibile anche in questo sito nella bacheca qui a destra “PREGHIERE” – Noi la recitiamo alle 17,30, prima della S. Messa delle 18,30 (La Domenica alle 11, prima della S. Messa delle 12,00)

Tavola rotonda sulle “Conversazioni con me stesso”

conversazioni-con-me-stesso-promo-3

 

Sabato 10 dicembre ore 16,00 incontro e dibattito sul libro:

“Conversazioni con me stesso. Sui pastori che abbandonano le pecore”

di Francesco G. Silletta – Edizioni La Casa di Miriam

Appuntamento in Piazza del Monastero 3 (solo con prenotazione telefonica 340-5892741)

“Meditazioni sulla fede” –

di Francesco G. Silletta

mary

“L’amore è così, anche dal suo punto di vista “negativo”: lo slancio vitale con cui si comunica gratuitamente, infatti, viene alle volte respinto e sommerso da una pretestuosa nostra autosufficienza, invisibile ai nostri occhi ma chiara, estrinseca nei suoi effetti deleteri e futuri agli occhi onniveggenti di Maria, il cui pianto è espressione reale, somatica, di un indicibile dolore che riguarda la nostra esistenza personale […]” 

“Meditazioni sulla fede” – di Francesco G. Silletta Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam € 15,00 Piazza del Monastero 3 Torino Telefono: 340-5892741 www.lacasadimiriam.altervista.org

 

“CONVERSAZIONI CON ME STESSO. SUI PASTORI CHE ABBANDONANO LE PECORE” – di Francesco G. Silletta

conversazioni-con-me-stesso-promo-3

(Dalle considerazioni conclusive)

“Tentare di ripercorrere la propria esistenza, il proprio vissuto, attraverso un resoconto scritto, rimane comunque solamente un “tentativo” rispetto ad un dato ordine intenzionale. Andar indietro con la memoria, risalire montagne già scalate una prima volta, è un’attività comunque nuova, anche se sembra che il passato, che è la meta della propria investigazione, rimanga lo stesso e basti semplicemente ripristinarne delle tracce di configurazione.

No. Il passato infatti non è mai oggettivamente identico a se stesso, qualora ne si intenda ridefinire l’ontologia. Ripristinarlo con la mente, per esempio, è già mutarlo, disformarne certe strutture originarie che non si ripresentano mai più identiche a se stesse.

La memoria inganna, e per distinte ragioni. Anzitutto per lo spazio di tempo intercorso fra il momento in cui, quel passato, viveva il proprio presente, e l’attualità dell’agente mnemonico, colui che quel passato adesso ripensa ed intercetta: mai sarà identica la riproposizione, poiché il tempo muta le cose che incontra nel suo scorrere. Non soltanto l’attualità temporale, tuttavia, fa da principio di ridefinizione del passato, ma pure quella umana del soggetto che quel passato ripropone a se stesso. La cinetica esistenziale, la maturità di colui che pensa “all’indietro”, infatti, è certamente lontana, in quanto ora è profondamente mutata, rispetto a quella di se stesso “contemporaneo” ai fatti passati: è come cercare di riconfigurare determinati atti compiuti molti anni prima con la maturità del presente, evidentemente non riuscendo mai a riproporli allo stesso modo in cui erano stati compiuti.

Non è solo il condizionamento interiore, inoltre, ma anche quello di agenti esterni al soggetto, a far risultare non identico a se stesso il passato perlustrato. Un determinato contesto di relazioni sociali od affettive, alcune incidenze emozionali, l’interferenza di certe passioni, la profondità dei giudizi o esperienze con altre persone, possono radicalmente condizionare, se non compromettere totalmente, una integrale rielaborazione del passato. Non a caso, come evidenziano taluni studiosi, la storia non è mai oggettività pura, ma anche e profondamente interpretazione. E l’interpretazione non è mai riproposizione speculare dell’oggetto, ma una condizionata e fluttuante ricerca di senso del suo mistero”.

(“CONVERSAZIONI CON ME STESSO – SUI PASTORI CHE ABBANDONANO LE PECORE” – di Francesco G. Silletta – 2. RIstampa – Parte conclusiva – € 15,00 – Edizioni La Casa di Miriam) – 340-5892741

 

Vi aspettiamo – Partecipazione libera
Tel. 340-5892741 – Piazza del Monastero, 3 – Torino
 

Dalla Collana “Spiritualità” di Francesco G. Silletta –

 
locuzioni-interiori-pr

 

“[…] Tendi a muoverti molto. Fatichi a mantenerti fisso su un medesimo pensiero. Ti arrovelli. E fuggi verso fantasie, talvolta contraddittorie, immaginazioni che a loro modo, proprio per quel loro istintuale sapore di libertà, paiono consolarti. Non comprendi tuttavia quanto io ti segua e ti orienti anche dentro quelle tue alienazioni. Non lo facessi, rimarresti orfano di una guida vera, e perderesti inesorabilmente l’orientamento. So che è difficile per te un certo ordine di prassi.                       Soprattutto alla luce di tante sofferenze attraverso le quali, non a caso, ma per mia disposizione, tu stesso ti percepisci talvolta sommerso […]”.

(“Locuzioni interiori notturne” – di Francesco G. Silletta – Edizioni La Casa di Miriam – € 12,00 – Tel. 340-5892741)

TUTTA LA NOTTE CON “LA CASA DI MIRIAM”24H nuova sede

 

  edizioni

Selezione, editing, pubblicazione e promozione opere letterarie ad argomentazione socio-religiosa e teologica
Incontri di preghiera in sede e mensili in Chiesa
Convegni e conferenze su tematiche cristiane o socio-culturali
Biblioteca personale con possibilità di consultazione testi
– Angolo della preghiera per i visitatori, con testi liturgici e immagini sacre a disposizione in sede
– Possibilità di volontariato nella nostra sede e formazione redazionale e scritturistica
– Redazione e distribuzione rivista trimestrale “Circola Voce” – iscritta regolarmente all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e al Roc
… e molto altro...
Edizioni Cattoliche e Cenacolo “La Casa di Miriam”
Piazza del Monastero, 3 – 10146 – Torino
Tel. 340-5892741
 

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
24h di studio, preghiera e pubblicazioni
www.lacasadimiriam.altervista.org

DOMENICA 13 NOVEMBRE ORE 16,00:

foto0386_001

INCONTRO MENSILE DI PREGHIERA IN CHIESA DEL CENACOLO “LA CASA DI MIRIAM”

Chiesa di San Benedetto – Torino – Partecipazione libera – 

La dichiarazione congiunta cattolico-luterana

dichi

«Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me» (Gv 15,4).

Con cuore riconoscente
Con questa Dichiarazione Congiunta, esprimiamo gioiosa gratitudine a Dio per questo momento di preghiera comune nella Cattedrale di Lund, con cui iniziamo l’anno commemorativo del cinquecentesimo anniversario della Riforma. Cinquant’anni di costante e fruttuoso dialogo ecumenico tra cattolici e luterani ci hanno aiutato a superare molte differenze e hanno approfondito la comprensione e la fiducia tra di noi. Al tempo stesso, ci siamo riavvicinati gli uni agli altri tramite il comune servizio al prossimo, spesso in situazioni di sofferenza e di persecuzione. Attraverso il dialogo e la testimonianza condivisa non siamo più estranei. Anzi, abbiamo imparato che ciò che ci unisce è più grande di ciò che ci divide.

Dal conflitto alla comunione
Mentre siamo profondamente grati per i doni spirituali e teologici ricevuti attraverso la Riforma, confessiamo e deploriamo davanti a Cristo il fatto che luterani e cattolici hanno ferito l’unità visibile della Chiesa. Differenze teologiche sono state accompagnate da pregiudizi e conflitti e la religione è stata strumentalizzata per fini politici. La nostra comune fede in Gesù Cristo e il nostro battesimo esigono da noi una conversione quotidiana, grazie alla quale ripudiamo i dissensi e i conflitti storici che ostacolano il ministero della riconciliazione. Mentre il passato non può essere cambiato, la memoria e il modo di fare memoria possono essere trasformati. Preghiamo per la guarigione delle nostre ferite e delle memorie che oscurano la nostra visione gli uni degli altri. Rifiutiamo categoricamente ogni odio e ogni violenza, passati e presenti, specialmente quelli attuati in nome della religione. Oggi ascoltiamo il comando di Dio di mettere da parte ogni conflitto. Riconosciamo che siamo liberati per grazia per camminare verso la comunione a cui Dio continuamente ci chiama.

Il nostro impegno per una testimonianza comune
Mentre superiamo quegli episodi della storia che pesano su di noi, ci impegniamo a testimoniare insieme la grazia misericordiosa di Dio, rivelata in Cristo crocifisso e risorto. Consapevoli che il modo di relazionarci tra di noi incide sulla nostra testimonianza del Vangelo, ci impegniamo a crescere ulteriormente nella comunione radicata nel Battesimo, cercando di rimuovere i rimanenti ostacoli che ci impediscono di raggiungere la piena unità. Cristo desidera che siamo uno, così che il mondo possa credere (cfr Gv 17,21).

Molti membri delle nostre comunità aspirano a ricevere l’Eucaristia ad un’unica mensa, come concreta espressione della piena unità. Facciamo esperienza del dolore di quanti condividono tutta la loro vita, ma non possono condividere la presenza redentrice di Dio alla mensa eucaristica. Riconosciamo la nostra comune responsabilità pastorale di rispondere alla sete e alla fame spirituali del nostro popolo di essere uno in Cristo. Desideriamo ardentemente che questa ferita nel Corpo di Cristo sia sanata. Questo è l’obiettivo dei nostri sforzi ecumenici, che vogliamo far progredire, anche rinnovando il nostro impegno per il dialogo teologico.

Preghiamo Dio che cattolici e luterani sappiano testimoniare insieme il Vangelo di Gesù Cristo, invitando l’umanità ad ascoltare e accogliere la buona notizia dell’azione redentrice di Dio. Chiediamo a Dio ispirazione, incoraggiamento e forza affinché possiamo andare avanti insieme nel servizio, difendendo la dignità e i diritti umani, specialmente dei poveri, lavorando per la giustizia e rigettando ogni forma di violenza. Dio ci chiama ad essere vicini a coloro che aspirano alla dignità, alla giustizia, alla pace e alla riconciliazione. Oggi, in particolare, noi alziamo le nostre voci per la fine della violenza e dell’estremismo che colpiscono tanti Paesi e comunità, e innumerevoli sorelle e fratelli in Cristo. Esortiamo luterani e cattolici a lavorare insieme per accogliere chi è straniero, per venire in aiuto di quanti sono costretti a fuggire a causa della guerra e della persecuzione, e a difendere i diritti dei rifugiati e di quanti cercano asilo.

Oggi più che mai ci rendiamo conto che il nostro comune servizio nel mondo deve estendersi a tutto il creato, che soffre lo sfruttamento e gli effetti di un’insaziabile avidità. Riconosciamo il diritto delle future generazioni di godere il mondo, opera di Dio, in tutta la sua potenzialità e bellezza. Preghiamo per un cambiamento dei cuori e delle menti che porti ad una amorevole e responsabile cura del creato.

Uno in Cristo
In questa occasione propizia esprimiamo la nostra gratitudine ai fratelli e alle sorelle delle varie Comunioni e Associazioni cristiane mondiali che sono presenti e si uniscono a noi in preghiera. Nel rinnovare il nostro impegno a progredire dal conflitto alla comunione, lo facciamo come membri dell’unico Corpo di Cristo, al quale siamo incorporati per il Battesimo. Invitiamo i nostri compagni di strada nel cammino ecumenico a ricordarci i nostri impegni e ad incoraggiarci. Chiediamo loro di continuare a pregare per noi, di camminare con noi, di sostenerci nell’osservare i religiosi impegni che oggi abbiamo manifestato.

Appello ai cattolici e ai luterani del mondo intero
Facciamo appello a tutte le parrocchie e comunità luterane e cattoliche, perché siano coraggiose e creative, gioiose e piene di speranza nel loro impegno a continuare la grande avventura che ci aspetta. Piuttosto che i conflitti del passato, il dono divino dell’unità tra di noi guiderà la collaborazione e approfondirà la nostra solidarietà. Stringendoci nella fede a Cristo, pregando insieme, ascoltandoci a vicenda, vivendo l’amore di Cristo nelle nostre relazioni, noi, cattolici e luterani, ci apriamo alla potenza di Dio Uno e Trino. Radicati in Cristo e rendendo a Lui testimonianza, rinnoviamo la nostra determinazione ad essere fedeli araldi dell’amore infinito di Dio per tutta l’umanità.

 

 
 

Incontro di preghiera in Chiesa del Cenacolo “La Casa di Miriamdel 16 ottobre 2016

 

LA DIFFERENZIAZIONE SESSUATA MASCHIO-FEMMINA

Nel nuovo numero della rivista “Circola Voce” – Trimestrale d’informazione religiosa – Edizioni La Casa di Miriam Torino

Circola Voce N. 9
 

“Al di fuori di una comprensione differenzialmente sessuata dell’umano, nella bipolarità maschile-femminile (cui tutto è intrinseco delle facoltà umane), non esiste umanità, ma solo disumanizzazione, una perversione dell’umano stessoIl tempo attuale è appunto quello in cui l’uomo, partendo da un’ideologico grido di conquista della propria presunta libertà, in realtà confina se stesso al di qua dell’umano […]”.

Francesco G. Silletta – “Circola Voce” – Trimestrale d’informazione religiosa – Anno II – N° 9 – Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
www.lacasadimiriam.altervista.org
 

INCONTRO MENSILE IN CHIESA – DOMENICA 16 OTTOBRE 2016

PCEN3

INCONTRO MENSILE IN CHIESA DEL CENACOLO “LA CASA DI MIRIAM TORINO” – DOMENICA 16 OTTOBRE ORE 16,30 – Chiesa di S. Benedetto – Programma: Invocazione allo Spirito Santo – S. Rosario – LETTURA E COMMENTO DI 1COR 11,25-32 – Preghiera di liberazione a Maria per il conforto nella solitudine – Silenzio e meditazione personale – Sequenza al SS.mo Sacramento (“Dio sia benedetto, benedetto il suo S. Nome…) – Magnificat – Credo – Salmo 129 – Angelus per il Santo Padre
PARTECIPAZIONE LIBERA – INFO TEL. 340-5892741

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
24h di studio, preghiera e pubblicazioni
www.lacasadimiriam.altervista.org

VIENI A PARLARCI DI SCUOLA PROPRIO TU?

nosiglia-23

L’unica cosa che questo Vescovo può dire al mondo della scuola (si è pronunciato in questi giorni) è la propria ipocrisia, dato il modo osceno in cui vengono selezionati i docenti di religione cattolica nelle scuole torinesi. Nel recente libro “Conversazioni con me stesso” ho dedicato molte pagine e testimonianze al modo in cui l’ormai ex (grazie a Dio) direttore dell’Ufficio Scuola Diocesano, senza concreto discernimento curriculare né prova di grado alcuna permetteva a proprio libero piacimento a certi strani personaggi di diventare “docenti” di religione cattolica, mantenuti dallo Stato, sulla base del solo criterio personale, ritrovandosi poi con certi “docenti” che riempivano l’ora fra proiezioni dei Simpson e chiacchierate del più e del meno tanto per riempire l’ora (con testimonianze scritte e foto raccolte fra alcuni studenti delle scuole superiori), suscitando le ire dei colleghi delle altre materie, che per maturare una cattedra in Scienze o in Lettere hanno dovuto studiare sul serio.
Grazie al cielo l’avvilente incarico di questo Vescovo è in dirittura d’arrivo, e senza più vezzi cardinalizi (lode a Dio), con tuttavia i danni arrecati alla Diocesi delineati somaticamente fra le paludi di una città senza pastore, dove le Messe domenicali vengono sempre più annullate per pigrizia dei parroci (molti piazzati proprio da lui ove si trovano, in sostituzione di altri spediti qua e là) e le vocazioni sacerdotali sono vicine a noi come le stelle di Andromeda.


Francesco G. Silletta – Teol. dogm. –
“Circola Voce” – Trimestrale d’informazione religiosa – Autorizzazione del Tribunale di Torino n. 27 del 24 settembre 2014 – Iscrizione all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte il 28/7/2014 – N° iscrizione ROC: 24927 del 29 settembre 2014 –

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
24h di studio, preghiera e pubblicazioni
www.lacasadimiriam.altervista.org

Le splendide parole del Papa a Tbilisi –

Il testo integrale

Pope Francis celebrates a Holy Mass in M.Meskhi Stadium, Tiblisi 01 october 2016. ANSA/LUCA ZENNARO

“Tra i tanti tesori di questo splendido Paese risalta il grande valore delle donne. Esse – scriveva Santa Teresa di Gesù Bambino, di cui facciamo oggi memoria – «amano Dio in numero ben più grande degli uomini» (Scritti autobiografici, Manoscritto A, VI). Qui in Georgia ci sono tante nonne e madri che continuano a custodire e tramandare la fede, seminata in questa terra da Santa Nino, e portano l’acqua fresca della consolazione di Dio in tante situazioni di deserto e conflitto.

Questo ci aiuta a comprendere la bellezza di quanto il Signore dice oggi nella prima lettura: «Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò» (Is 66,13). Come una madre prende su di sé i pesi e le fatiche dei suoi figli, così Dio ama farsi carico dei nostri peccati e delle nostre inquietudini; Egli, che ci conosce e ci ama infinitamente, è sensibile alla nostra preghiera e sa asciugare le nostre lacrime. Guardandoci, ogni volta si commuove e si intenerisce, con un amore viscerale, perché, al di là del male di cui siamo capaci, siamo sempre i suoi figli; desidera prenderci in braccio, proteggerci, liberarci dai pericoli e dal male. Lasciamo risuonare nel nostro cuore queste parole che oggi ci rivolge: “Come una madre, io vi consolerò”.

La consolazione di cui abbiamo bisogno, in mezzo alle vicende turbolente della vita, è proprio la presenza di Dio nel cuore. Perché la sua presenza in noi è la fonte della vera consolazione, che rimane, che libera dal male, porta la pace e fa crescere la gioia. Per questo, se vogliamo vivere da consolati, occorre far posto al Signore nella vita. E perché il Signore abiti stabilmente in noi, bisogna aprirgli la porta e non tenerlo fuori. Ci sono delle porte della consolazione da tenere sempre aperte, perché Gesù ama entrare da lì: il Vangelo letto ogni giorno e portato sempre con noi, la preghiera silenziosa e adorante, la Confessione, l’Eucaristia. Attraverso queste porte il Signore entra e dà un sapore nuovo alle cose. Ma quando la porta del cuore si chiude, la sua luce non arriva e si resta al buio. Allora ci abituiamo al pessimismo, alle cose che non vanno, alle realtà che mai cambieranno. E finiamo per rinchiuderci nella tristezza, nei sotterranei dell’angoscia, soli dentro di noi. Se invece spalanchiamo le porte della consolazione, entra la luce del Signore!

Ma Dio non ci consola solo nel cuore; tramite il profeta Isaia infatti aggiunge: «A Gerusalemme sarete consolati» (66,13). A Gerusalemme, cioè nella città di Dio, nella comunità: quando siamo uniti, quando c’è comunione tra noi agisce la consolazione di Dio. Nella Chiesa si trova consolazione, è la casa della consolazione: qui Dio desidera consolare. Possiamo chiederci: io, che sto nella Chiesa, sono portatore della consolazione di Dio? So accogliere l’altro come ospite e consolare chi vedo stanco e deluso? Pur quando subisce afflizioni e chiusure, il cristiano è sempre chiamato a infondere speranza a chi è rassegnato, a rianimare chi è sfiduciato, a portare la luce di Gesù, il calore della sua presenza, il ristoro del suo perdono. Tanti soffrono, sperimentano prove e ingiustizie, vivono nell’inquietudine. C’è bisogno dell’unzione del cuore, di questa consolazione del Signore che non toglie i problemi, ma dona la forza dell’amore, che sa portare il dolore in pace. Ricevere e portare la consolazione di Dio: questa missione della Chiesa è urgente. Cari fratelli e sorelle, sentiamoci chiamati a questo: non a fossilizzarci in ciò che non va attorno a noi o a rattristarci per qualche disarmonia che vediamo tra di noi. Non fa bene abituarsi a un “microclima” ecclesiale chiuso; ci fa bene condividere orizzonti ampi, orizzonti aperti di speranza, vivendo il coraggio umile di aprire le porte e uscire da noi stessi.

C’è però una condizione di fondo per ricevere la consolazione di Dio, che la sua Parola oggi ci ricorda: diventare piccoli come bambini (cfr Mt 18,3-4), essere «come un bimbo in braccio a sua madre» (Sal 130,2). Per accogliere l’amore di Dio è necessaria questa piccolezza di cuore: solo da piccoli, infatti, si può essere tenuti in braccio dalla mamma.

Chi si fa piccolo come un bambino – ci dice Gesù – «è il più grande nel regno dei cieli» (Mt 18,4). La vera grandezza dell’uomo consiste nel farsi piccolo davanti a Dio. Perché Dio non si conosce con pensieri alti e tanto studio, ma con la piccolezza di un cuore umile e fiducioso. Per essere grandi davanti all’Altissimo non bisogna accumulare onori e prestigio, beni e successi terreni, ma svuotarsi di sé. Il bambino è proprio colui che non ha niente da dare e tutto da ricevere. È fragile, dipende dal papà e dalla mamma. Chi si fa piccolo come un bimbo diventa povero di sé, ma ricco di Dio.

I bambini, che non hanno problemi a capire Dio, hanno tanto da insegnarci: ci dicono che Egli compie grandi cose con chi non gli fa resistenza, con chi è semplice e sincero, privo di doppiezze. Ce lo mostra il Vangelo, dove si operano grandi meraviglie con piccole cose: con pochi pani e due pesci (cfr Mt 14,15-20), con un granello di senape (cfr Mc 4,30-32), con un chicco di grano che muore in terra (cfr Gv 12,24), con un solo bicchiere d’acqua donato (cfr Mt 10,42), con due monetine di una povera vedova (cfr Lc 21,1-4), con l’umiltà di Maria, la serva del Signore (cfr Lc 1,46-55).

Ecco la grandezza sorprendente di Dio, di un Dio pieno di sorprese e che ama le sorprese: non perdiamo mai il desiderio e la fiducia delle sorprese di Dio! E ci farà bene ricordare che siamo sempre e anzitutto figli suoi: non padroni della vita, ma figli del Padre; non adulti autonomi e autosufficienti, ma figli sempre bisognosi di essere presi in braccio, di ricevere amore e perdono. Beate le comunità cristiane che vivono questa genuina semplicità evangelica! Povere di mezzi, sono ricche di Dio. Beati i Pastori che non cavalcano la logica del successo mondano, ma seguono la legge dell’amore: l’accoglienza, l’ascolto, il servizio. Beata la Chiesa che non si affida ai criteri del funzionalismo e dell’efficienza organizzativa e non bada al ritorno di immagine. Piccolo amato gregge di Georgia, che tanto ti dedichi alla carità e alla formazione, accogli l’incoraggiamento del Buon Pastore, affidati a Lui che ti prende sulle spalle e ti consola!

Vorrei riassumere questi pensieri con alcune parole di Santa Teresa di Gesù Bambino, che oggi ricordiamo. Ella ci indica la sua “piccola via” verso Dio, «l’abbandono del piccolo bambino, che si addormenta senza timore tra le braccia di suo padre», perché «Gesù non domanda grandi gesti, ma solo l’abbandono e la riconoscenza» (Scritti autobiografici, Manoscritto B). Purtroppo, però – scriveva allora ma è vero anche oggi – Dio trova «pochi cuori che si abbandonino a lui senza riserve, che comprendano tutta la tenerezza del suo Amore infinito» (ibid.). La giovane santa e Dottore della Chiesa, invece, era esperta nella «scienza dell’Amore» (ibid.) e ci insegna che «la carità perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, nel non sorprendersi delle loro debolezze, nell’essere edificati anche dai minimi atti di virtù che li si vede praticare»; ci ricorda anche che «la carità non può rimanere chiusa nel fondo del cuore» (Manoscritto C). Chiediamo oggi, tutti insieme, la grazia di un cuore semplice, che crede e vive nella forza mite dell’amore; chiediamo di vivere con la serena e totale fiducia nella misericordia di Dio”.

(Fonte: press.vatican.va)

DAL 1° NOVEMBRE 2016 – “MEDITAZIONI SULLA FEDE” – DI FRANCESCO G. SILLETTA

Meditazioni sulla fede Copertina

Collana Spiritualità

“Non meravigliamoci delle incomprensioni, dei sospetti, della diffidenza e persino delle umiliazioni quando proponiamo nella società la nostra testimonianza cristiana. Il nucleo differenziale riguarda infatti un preambolo linguistico, una differenza basilare, cioè, correlata al nostro stesso linguaggio, per alcuni pretestuoso, per altri fanatico, per altri ancora semplicemente demenziale: è la differenza intrinseca allo stesso essere-cristiano, al possedere il pensiero di Cristo, come afferma san Paolo: “L’uomo naturale non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito” (1Cor 2,14).
Riposi nella consapevolezza della vitalità dello Spirito in noi la nostra personale autostima, non sulle inutili celebrazioni del mondo nei nostri riguardi. Ancora lo stesso Paolo stigmatizza con forza la dicotomia fra l’essere-cristiano e l’essere-mondano, laddove categorizza, senza mezzi termini, entro l’immagine della “spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti” (1Cor 4,13) l’azione testimoniale di questa presa di coscienza.
Il nostro riferimento, la nostra unità di misura è lo Spirito Santo, “che ci insegna a guardare con gli occhi di Cristo, a vivere la vita come l’ha vissuta Cristo, a comprendere la vita come l’ha compresa Cristo” (Papa Francesco, Udienza Generale dell’8 maggio 2013).
Nulla ci sorprenda, allora, né costerni il nostro spirito umano alla luce di una tale consapevolezza dell’azione dello Spirito in noi, che inevitabilmente, se da una parte attesta al nostro spirito umano che siamo figli di Dio (Rm 8,16), dall’altra tende a differenziarci strutturalmente, per questa stessa filiazione, rispetto al mondano termine di ogni dinamismo privo della sua azione vivificante.
“Nella speranza siamo stati salvati” (Rm 8,24) e dunque in tale speranza noi dobbiamo far convergere ogni latitudine opaca, ogni “dramma” esistenziale del nostro riferimento al mondo e progettarlo, ri-configurarlo entro l’ordine della grazia, non secondo i parametri mondani.
Il mondo infatti non ossequia la nostra elevazione, né edifica ciò che noi testimoniamo, ma piuttosto ne deturpa il fondamento, cercando di impedirne la stessa diffusione: qui è la forza del cristiano, la continuità cinetica, con la forza dello Spirito, rispetto all’ansia debilitante proveniente dal mondo […]”
(In copertina: Vasilij Grigor’evič Perov, I primi cristiani di Kiev)

INCONTRO DI PREGHIERA MENSILE IN CHIESA 

– GRUPPO LA CASA DI MIRIAM TORINO –

DOMENICA 25 SETTEMBRE ORE 16,30 –

CHIESA DI S. BENEDETTO – TORINO

Virgin Mary

 

Programma Invocazione dello Spirito Santo – S. Rosario – Supplica di liberazione alla Vergine di Nazareth (Dal libro “Liberaci dal male”) – Lettura e commento di Siracide 51,1-12 – Silenzio e preghiera personale davanti al SS.mo Sacramento – Sequenza “Dio sia benedetto…” – Credo – Angelus per il S. Padre –

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
24h di studio, preghiera e pubblicazioni
www.lacasadimiriam.altervista.org
 

 Dal “dio proiettato” al “Dio Crocifisso

Jesus

Dalle “MEDITAZIONI SULLA FEDE” – di Francesco Gastone Silletta – Prossimamente con le Edizioni La Casa di Miriam Torino

Un Dio crocifisso, ecco la “prerogativa” del Cristianesimo. Supporre una trasposizione mentale, un “transfert” dell’uomo rispetto al divino perde di credibilità, anzi, non la possiede neppure in partenza, proprio guardando teologicamente alla natura “crocifissa” di quel “Dio” che deriverebbe soltanto da una umana proiezione di senso. La tesi di Feuerbach, secondo il quale “il Dio divenuto uomo è soltanto l’apparire dell’uomo divenuto Dio”, conquista forse il consenso dello spirito di contestazione, ma non quello della credibilità teologica: se è facile, da un certo punto di vista, bandire il Cristianesimo con l’accusa di autocostruzionismo del divino, risulta poi molto più complesso il confronto, punto per punto, con la natura di quel divino che il Cristianesimo professa, sino a quel vertice teologico così inatteso: la crocifissione.
Il bisogno umano di costruirsi un “dio”, accezione comune a molti presupposti atei, può star bene soltanto a livello di superficie. Oltrepassando infatti la soglia di quel divino “celestialmente” inteso e penetrando la profondità di quel solco, di quel “tremendum” che l’attualità della croce stigmatizza nel Dio-uomo, si smarrisce il senso di una prerogativa umana rispetto all’artificio teologico e passo passo ci si perde nel mistero rispetto all’accusa di una puerile invenzione umana, di un accomodamento psicologico rispetto alle proprie carenze esistenziali.
Un Dio sulla croce, ed una croce a sua volta annunciata quale “lusinghiero” trofeo per i discepoli del Crocifisso, cioè per tutta la cristianità di ogni tempo. Un separazionismo cosciente dall’appagamento esistenziale, dal comodo confronto con il reale, dallo stesso orizzonte umano di realizzazione, per abbracciare appunto una croce, inoltrarsi dentro un calvario e ivi “morire” al mondo, alle sue passioni, ai suoi argomenti. Qui la ragione vacilla, e molto, se associata all’umano bisogno di costruirsi un “dio”.
Un Dio fatto uomo, dunque svilito in partenza rispetto alla propria prerogativa dell’essere un Dio “soltanto”, incompreso, deriso, solitario, maltrattato, umiliato, processato, flagellato, picchiato e crocifisso: come principio d’imitazione, tutto ciò non corrisponde certo all’umana aspirazione ad una vita mondana appagante e serena, secondo i canoni del vivere comune. Questo rivela la debolezza, spesso condizionata da personali pregiudizi, di un’accusa psicologista di astrazione strutturale della fede cristiana, di una immaginazione “a propria somiglianza” del divino, del trasferimento ad un “dio” autoprodotto di quanto attiene invece solo alla propria personale esistenza.
Luogo comune, comunemente condiviso. E tuttavia debole nella forma, fallace nel contenuto. E se ciò nonostante sopravvive al tempo ed alle culture, il grande mistero è la continua sopravvivenza, nonostante tutto, della professione cristiana: un Dio davvero Dio e davvero Crocifisso, una Croce davvero terribile eppure davvero auspicata, abbracciata ed accolta gioiosamente dal popolo cristiano. Una morte non da scongiurare o da esorcizzare, ma addirittura da accogliere come meta di redenzione e glorioso punto di transizione del proprio vissuto.
Tutto cambia se, a quel “dio inventanto”, realmente viene associato il senso mistico del “Dio crocifisso” […]

DAI NOSTRI INCONTRI SERALI DI PREGHIERA

Cenacolo di preghiera e centro editoriale “La Casa di Miriam Torino” – Incontro del 28 agosto 2016 – dal libro “Liberaci dal male. Preghiere di liberazione. Testi inediti” – 3. ristampa – Testo disponibile nelle principali librerie cattoliche anche online –

Edizioni Cattoliche e Cenacolo di preghiera “La Casa di Miriam”
Corso Francia, 201 – 10139 – Torino
Tel. 340-5892741
www.lacasadimiriam.altervista.org

 “La relazione materno-filiale”:

per una rilettura materna della singolarità cristiana” 

www.massi7e.com-all-jesus-images (8)

 Dal libro “Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione” di Francesco G. Silletta – Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam Torino

“[…] Non di rado, infatti, nello studio del Quarto Vangelo (QV), come più in generale degli scritti giovannei, Maria viene amalgamata ermeneuticamente entro la cornice del “tipologico” (cfr. ad es. Ap 12), concepita come un’istanza modellare nella prospettiva di un rimando, di un oltrepassamento “al di là” di se stessa; le sue stesse parole, su questa scia, vengono anch’esse interpretate spesso in chiave sin troppo ideale, “nella gelida stratosfera dell’astratto” (Roschini G.M.) , come orientamenti pedagogici di tipo unicamente ecclesiale, facendo cadere così il peso drammatico del loro contenuto storico ed esistenziale. Prima ancora che “figura”, infatti, nel QV Maria è descritta come una donna e una madre; il valore e il contenuto dei suoi atti e delle sue parole vanno intesi secondo l’orbita di questi due parametri fondamentali. In questa prospettiva non deve essere esasperato il senso “anonimo” della sua presentazione narrativa nel QV, dove non viene menzionata mai con il suo nome proprio, bensì sempre secondo l’ordine della sua funzionalità materna. Nel QV, infatti, la storia, precede e condiziona radicalmente il simbolo: Maria è per questo in primo luogo “se stessa”, e soltanto a partire da questa sua aseità storica risulta possibile concepirla quale figura o immagine di un’istanza trascendente la sua stessa storicitàAlla luce di questa ermeneutica mariana fondata sulla storia, per esempio, le parole di Maria agli inservienti di Cana, “ὅ τι ἂν λέγῃ ὑμῖν ποιήσατε” (“Fate quello che vi dirà” – Gv 2,5), rivelano un valore intrinseco assai più profondo di quanto possano rivelare soltanto secondo una prospettiva simbolica: Maria, infatti, pone se stessa, nella propria singolarità storica, quale strumento cooperante e attivo rispetto all’azione salvifica di suo Figlio Gesù nel contesto dello sposalizio di Cana […]”

– SIGNORE, E LUI (NO)? (Gv 21,21) –

dal libro “Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione” – di Francesco G. Silletta – Edizioni La Casa di Miriam – € 37

Master

“[…] Sino all’atto di Pietro di “voltarsi” e di scorgere (βλέπει) il Discepolo Amato (DA) che li seguiva (21,20), la narrazione ha presupposto un isolamento spaziale di Gesù e Pietro rispetto al resto dei discepoli che avevano partecipato alla pesca. Ora, invece, questo distacco non sembra più così netto, dal momento che per una seconda volta il narratore afferma che Pietro “vide” il DA (“Pietro, allora, vedutolo, disse a Gesù […]”, v. 22). Questo secondo atto visivo di Pietro potrebbe indurre a credere che il DA abbia nel frattempo raggiunto Gesù e Pietro e sia ora lì accanto a loro. In questo caso, la domanda di Pietro: “κύριε, οὗτος δὲ τί;” (“Signore, e lui?”), sarebbe stata posta dall’Apostolo in presenza del DA. Questa ipotesi renderebbe allora più evidente, ma in senso opposto, un rimando all’episodio dell’ultima cena. In entrambi i casi, infatti, i due interrogativi (“Signore, chi è?”, 13,25; “Signore, e lui?”, 21,21) sorgono da un desiderio di conoscenza petrino. Nell’episodio dell’ultima cena l’oggetto della curiosità petrina era tuttavia un “soggetto”, ossia l’identità di colui che Gesù aveva preannunciato come traditore, e il DA è servito a Pietro quale mediatore nella prospettiva della soddisfazione di questa curiosità (rimasta peraltro soddisfatta solo in parte). Nell’episodio, invece, sulla riva del lago, l’oggetto della curiosità petrina è sì, nuovamente, un soggetto, cioè il DA, pur tuttavia non in quanto tale, bensì in rapporto al suo destino ultimo. Leggendo la risposta di Gesù a Pietro a questa domanda, nella sua forma letterale, sorge tuttavia un dubbio forse poco considerato:

“Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te?” (v. 22).

Il sospetto sorge laddove Gesù, con queste parole, sembri dare per implicita in Pietro la conoscenza della sua decisione rispetto al “rimanere” (“μένειν”) del DA, per cui il precedente interrogativo di Pietro potrebbe sottintendere un doppio senso leggermente differente:

“Signore, e lui no?” (21,21).

presupponendo allora una consapevolezza petrina del proprio martirio ed un correlato interesse (ingiustificato) rispetto alle sorti del suo più vicino condiscepolo […]”.

Diritti riservati – Edizioni La Casa di Miriam
 
 

IL SANTO PADRE VA SOSTENUTO, AMATO, DIFESO

Pope Frances tenderness

Come si fa a dire che Papa Francesco sia un uomo che pensi solo alla propria immagine personale? Che sia filo-islamico o filo-protestante? Come si può accusarlo di non avere riverenza per la sacra liturgia, di portare alla deriva la dottrina cattolica e di tante altre assurde questioni, sino a delirare sostenendo che quando il Papa inciampia perché non vede un gradino sia la Madonna a volere quel fatto come segno penitenziale per lui?
Come si fa, ancora, ad evocare il “fantasma” di Benedetto XVI quale punto archimedeo di salvezza dopo tre anni dalle sue coscienti e responsabili dimissioni?
Attenzione perché certe violente accuse nei riguardi di Papa Francesco, provenienti da una certa stampa cattolica (non senza l’oscuro “placet” di determinati vescovi e porporati cattolici che occultamente la fomentano e la sostengono) si rinvengono quasi identiche, soprattutto in questi tempi recenti, proprio nella dialettica religiosa di quei terroristi che, per inversa associazione, si accusa addirittura il Santo Padre di proteggere e/o fomentare con determinati suoi presunti silenzi.
Al punto da arrivare a dire (ma stiamo scherzando?) che chi sostiene Papa Francesco sia contro la verità cristiana.
Una critica è costruttiva quando è oggettiva e disinteressata: se sono l’odio soggettivo e l’interesse personale ad ispirarla, allora è soltanto polvere.
 

 

DAL 25 SETTEMBRE 2016:

L'essenza del Cristianesimo promo

L’essenza del Cristianesimo in Romano Guardini” –

Sussidi teologici – di Francesco G. Silletta – Ed. La Casa di Miriam

PREGHIERA DI LIBERAZIONE AL NOME DI MARIA

46° INCONTRO MENSILE DI PREGHIERA CONSECUTIVO DEL GRUPPO

“LA CASA DI MIRIAM TORINO

Il 16 luglio 2016 si è svolto il 46° incontro di preghiera mensile

consecutivo in Chiesa del gruppo di preghiera e centro editoriale cattolico:

“La Casa di Miriam Torino”. Grazie a tutti.

– Francesco –

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam 24h

www.lacasadimiriam.altervista.org

FGS

Francesco Gastone Silletta “I miei libri”
2015-16 © Edizioni La Casa di Miriam Torino
Disponibili nelle principali librerie cattoliche o direttamente in sede.

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
Tel. 340-5892741
www.lacasadimiriam.altervista.org

 

DAL LIBRO “CONVERSAZIONI CON ME STESSO. SUI PASTORI CHE ABBANDONANO LE PECORE” – di Francesco G. Silletta
www.lacasadimiriam.altervista.org

 

LE RELIQUIE DI MARIA MADDALENA A LA SAINTE BAUME

Foto0328

LE RELIQUIE DI MARIA MADDALENA,

PROTETTRICE DELLA CASA DI MIRIAM, ALLA GROTTA DI LA SAINTE BAUME

Fate come noi, consacratevi alla Maddalena, invocatela con forza, soprattutto in vista della sua festa (22 luglio) e scoprirete cosa significhi davvero la forza dell’intercessione della prima testimone del Risorto, quale valore abbiano le sue reliquie davanti alla forza di Satana, come sia bello essere cristiani, cattolici, praticanti.
Prossimamente immagini e documentazione su questa pagina sul nostro pellegrinaggio alla grotta della Maddalena a La Sainte Baume.

Edizioni La Casa di Miriam – Tel. 340-5892741
24h di studio, preghiera e pubblicazioni
www.lacasadimiriam.altervista.org

Prossimamente: “Meditazioni sulla fede” – di Francesco G. Silletta 

Edizioni La Casa di Miriam 

M

“Se fondata su un principio mariano, l’espressione ‘il giusto vivrà per la fede’ può essere resa così: ‘Il giusto vivrà per la SUA fede’, cioè per la fede di Maria, colei che ha generato il Figlio di Dio nella carne (Rm 1,3; Gal 4,4), divenendo perciò Madre della Vita e Sorgente di Salvezza. Proprio Maria, infatti, è la scaturigine umana di quel dinamismo ‘di fede in fede’ (Rm 1,17) che manifesta la giustizia di Dio. Questa prospettiva mariana viene confermata ulteriormente dalla consapevolezza paolina che tra gli uomini, di fatto, ‘non c’è nessun giusto, nemmeno uno’ (Rm 3,10; Sal 14,1), perché nonostante la legge, ‘non c’è timore di Dio davanti ai loro occhi’ (Rm 3,18). Chi, allora, in senso proprio vivrà mediante la fede? Una sola persona: Maria. Quella Vita, infatti, annunciata al giusto quale premio per la sua fede, necessita di una fonte generante, di un parametro previo che appunto compensi di per se stesso l’abisso di un’assenza di giustizia presso gli uomini. La giustificazione che Dio opera gratuitamente, infatti, necessita comunque di una fede previa alla sua realizzazione […]”

 

 

PRESENTAZIONE CORSO IN VIDEO-LEZIONI SUL DISCEPOLO AMATO A PARTIRE DA SETTEMBRE 2016 

Analisi narratologica e teologica a cura del teologo Francesco Gastone Silletta – in collaborazione con le Edizioni cattoliche La Casa di Miriam – Partecipazione libera previo appuntamento telefonico – Tel. 340-5892741

PREGHIERA DI LIBERAZIONE DALLA DISOCCUPAZIONE¹

L

Dal libro “Liberaci dal male. Preghiere di liberazione” – di Francesco G. Silletta –

Edizioni La Casa di Miriam Torino – € 12

“Signore Gesù, che hai detto: “La mia alleanza con lui,
era alleanza di vita e di benessere e io glieli concessi” (Ml 2,5),
uno spirito immondo, “che in fatto di forza non ha pari” (Gb 41,4),
è geloso dei favori che mi accordi, nonostante i miei peccati,
della tua bontà che mi ha fatto crescere (Sal 17,36)
e per questo attenta al mio lavoro, a quella professione
che per glorificarti io vorrei “non indugiare a soddisfare” (Qo 5,3).
Tu conosci i miei talenti, perché sei tu che li hai disposti
e vedi Satana agitarsi affinché io non ne possa usufruire.
Liberami, Signore, perché “dolce è il sonno del lavoratore” (Qo 5,11)
e tu solo sei colui che elargisce ogni bene (cfr. Tb 4,19).
Liberami dallo spirito della disoccupazione
che nell’ozio vuol disperdere la mia vita,
concedimi di lavorare con lealtà, nonostante la corruzione e l’ingiustizia che ottenebrano il mondo (cfr. Sir 40,12),
perché io possa glorificare il tuo Nome
con il lavoro delle mie mani.
Amen.

¹N.B: La disoccupazione, soprattutto quando è protratta, è ragione di umiliazione per la dignità dell’uomo. Essa tuttavia non è sempre prodotta da un’insufficiente capacità del soggetto rispetto al mondo del lavoro, né da un fatalismo situazionale che ne determinerebbe l’esistenza nella propria vita. Esistono espliciti malefici, purtroppo, impetrati ai danni di determinate persone, con perfetta cognizione di causa, affinché attraverso la disoccupazione quelle persone possano risultare danneggiate ed umiliate, anche in seno alle proprie famiglie ed alla propria autostima. Non è perciò affatto inutile, al di là di ciò che possano pensare alcuni e che a noi non interessa affatto, implorare una liberazione da una siffatta condizione socio-esistenziale.
(Nella foto: GERRIT VAN HONTHORST, Childhood of Christ,
Hermitage Museum)
www.lacasadimiriam.altervista.org

INCONTRO MENSILE DI PREGHIERA IN CHIESA 

FRT
 

GRUPPO “LA CASA DI MIRIAM TORINO”

Domenica 19 giugno – Chiesa di San Benedetto – ore 16,30 –  Torino – Programma:

Invocazione allo Spirito Santo
Recita del S. Rosario
Preghiera di Liberazione a Gesù spogliato delle vesti
Lettura corale del Salmo 39 (“Ho sperato, ho sperato nel Signore”)
Silenzio e meditazione personale
Angelus per la Santa Chiesa
Affidamento a Maria

Partecipazione libera – Solo tel. 340-5892741
www.lacasadimiriam.altervista.org
(Nella foto: J.S. Gutierrez, Holy Family)

 

1. Il Gruppo di preghiera

La Casa di Miriam Torino

La Casa di Miriam è un Gruppo costituito da una comunità di persone, unite nell’unica fede in Cristo (Ef 4,5) e desiderose di essere liete nel Signore (Fil 3,1). Riconoscendo Gesù Cristo quale vera “immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura” (Col 1,15), il Gruppo riconosce in Maria di Nazareth, la madre di Gesù, la strada privilegiata perché si possa portare a compimento “la nostra santificazione, nel timore di Dio” (2Cor 7,1).

In modo particolare, questa via mariana viene percorsa, dai membri del Gruppo, nella comune volontà di rendere manifesta ad ogni fratello la Verità, “rifiutando le favole profane” (1Tm 4,7), ma piuttosto “esortandolo con ogni magnanimità e dottrina” (2Tm 4,2) a conoscere, pregare e rendere manifesta Maria di Nazareth nella carità.

Per questo la ragion d’essere di questo Gruppo, che si autodefinisce, guardando se stesso, come una “dimora mariana” (da cui il nome “Casa di Miriam”), sta proprio nel triplice articolarsi dei propri obiettivi:

  1. Lo studio biblico e teologico, con particolare attenzione alla Teologia Mariana (Mariologia).
  2. La preghiera comunitaria ed individuale, secondo i principi del Credo niceno-costantinopolitano e i testi della liturgia della Chiesa cattolica.
  3. La solidarietà, intesa principalmente come “solidarietà mariana”, poiché ogni opera di carità verso il prossimo è recepita come atto d’amore alla Madonna.

Lo scopo fondamentale della Casa di Miriam è quello di promuovere “la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore, vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio” (Eb 12,14). Ciò che di per sé, tuttavia, rappresenta un obiettivo in ultima istanza di ordine spirituale, viene perseguito mediante l’agire quotidiano, alla luce dell’economia evangelica, affinché ogni membro possa conseguire e distribuire quella sapienza che viene dall’alto, la quale “è anzitutto pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità e senza ipocrisia” (Gc 3,17). In questa prospettiva, l’unico scopo del Gruppo, di cui al comma 1, viene articolato in tre distinte e complementari finalità, ognuna volta ad integrare, plasmare, orientare e in ultima istanza santificare ogni membro del Gruppo e tutti coloro che anche occasionalmente vi prendono parte:

a). Lo studio biblico e teologico.

Si ritiene, infatti, che il Dio di Gesù Cristo, al di fuori di un incontro intellettuale con la sua Parola rivelata, non possa permeare in profondità il cuore di colui che vi si volge, poiché l’azione di quello Spirito di Verità che “vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future” (Gv 16,13) necessita di un momento basilare di conoscenza, comprensione e quindi contemplazione di carattere intellettuale. Per questo il Gruppo mette a disposizione dei membri tutto il materiale didattico concernente la Sacra Scrittura, la Sacra Teologia, con particolare riferimento alla Teologia Mariana ed al fenomeno delle apparizioni mariane. I membri riceveranno la guida autorizzata di specialisti del settore: Teologi accademici, docenti di ordine vario e altro personale competente. 

b) La preghiera: Se la Teologia e la conoscenza delle Sacre Scritture rappresentano il momento cognitivo, la preghiera quotidiana, ritmata in momenti precisi e guidata secondo la liturgia cattolica romana, rappresenta il momento esperienziale, il nucleo fondante ogni altra attività dell’associazione. Essa costituisce il valore primario dell’intera attività dell’Associazione.

c) La solidarietà: Essa rappresenta la presa di possesso del carattere cognitivo-esperienziale della fede cristiana nella messa in opera delle virtù evangeliche al servizio del prossimo. L’Associazione si propone di mantenere viva, costante ed integrale la salvaguardia della carità cristiana come momento fondamentale di amore per la Madonna. In questo senso verranno organizzate opere di sostentamento psicologico, economico, sociale e quant’altro possa essere di volta in volta occasione di quell’amore reciproco al centro della predicazione evangelica .

2. Le “Edizioni La Casa di Miriam” 

Edizioni

Per diffondere la cultura cattolica, per valorizzare l’ispirazione letteraria, poetica, teologica e narrativa di persone distinte, per rendere autentico lo spirito “circolare” della novità cristiana anche in ambito letterario ed editoriale, dal 19 settembre del 2014 il gruppo di preghiera “La Casa di Miriam” ha aperto, per volontà del suo fondatore, Francesco Gastone Silletta, un centro editoriale cattolico, denominato “Edizioni La Casa di Miriam”. Nella prospettiva di facilitare la relazione di autori soprattutto sconosciuti con il mondo editoriale, le “Edizioni La Casa di Miriam” non richiedono alcun contributo agli autori in seno alla pubblicazione (eventuale) delle proprie opere, salvo specifici lavori “extra” quali redazione di una Introduzione, di una Conclusione all’opera o particolare lavoro di editing. Non è tuttavia in alcun modo richiesto un previo acquisto delle proprie opere da parte dell’autore, come invece accade di sovente in molte fra le realtà editoriali contemporanee. Dal momento della sua fondazione, il centro editoriale ha sinora pubblicato sul mercato otto opere effettive, tre attualmente in cantiere, nonché trimestralmente, a partire dall’ottobre del 2014, la rivista cattolica “Circola Voce”, regolarmente iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, al Roc ed al Tribunale di Torino. Le nostre pubblicazioni si possono ordinare nelle principali librerie cattoliche, nelle relative librerie on-line o direttamente alle nostre Edizioni.

3. Il progetto di solidarietà permanente “Social Charity 

Social Charity promo

Nel mese di dicembre del 2015 è stato fondato, come parte integrante del gruppo “La Casa di Miriam”, anche il centro di solidarietà permanente “Social Charity”, volto al sostegno delle persone maggiormente indigenti attraverso la raccolta periodica di beni materiali ed economici. L’appuntamento fisso per la raccolta corrisponde, mensilmente, al giorno stesso in cui il gruppo di preghiera si raduna in Chiesa per la preghiera, sempre un quarto d’ora prima dell’inizio. Al momento, dalla data di fondazione, sono stati raccolti 40 pacchi contenenti vestiario, vivande e beni di distinta natura. L’attività solidale si muove tuttavia anche direttamente sul territorio cittadino, organizzando l’invio di volontari che, “direttamente sul campo”, consegnino alimenti o vestiario ai poveri dislocati in giro per la città.

Gruppo di preghiera e centro editoriale “La Casa di Miriam”

“CONVERSAZIONI CON ME STESSO.

SUI PASTORI CHE ABBANDONANO LE PECORE”

il nuovo libro di Francesco Gastone Silletta – dal 15 maggio 2016

Conversazioni con me stesso promo 3

“Tanto più il mio cuore apriva se stesso nella direzione cristiana, tanto più alcuni pastori, miti nell’aspetto e temperati nello stile, con la forza di bruti parevano ostacolarmi l’ingresso dalla porta dell’ovile, cui solo il vero Pastore, pur attraverso la permissione di questa umana resistenza, ha definitivamente spalancato il passaggio.
[…] Se una forza più grande, tuttavia, impone ad un determinato pastore l’ingresso di una pecora nel suo recinto, una volta entrata quella pecora può ritrovarsi talmente perseguitata, da sentirsi indotta, per un naturale istinto di autodifesa, a cercare da se stessa un’altra porta che la conduca fuori da quel gregge, salvo rinvenire ancora lo stesso Pastore che, come per l’ingresso si mostrò premuroso mediatore, per l’uscita si pone come muro insuperabile, lasciando la pecora nel recinto”.
“Guai al pastore stolto che abbandona il gregge!” – Zc 11,17

“CONVERSAZIONI CON ME STESSO. SUI PASTORI CHE ABBANDONANO LE PECORE” 

DAL 15 MAGGIO 2016 – Copyright Edizioni La Casa di Miriam Torino – Tel 340-5892741

Francesco Gastone Silletta è dottore in Teologia dogmatica. Per le edizioni La Casa di Miriam ha pubblicato il saggio “Guarire con Maria. Itinerario di preghiera per una guarigione interiore” (2015), la tesi dottorale “Amato perché amante” (2015), il saggio “Elia, il profeta migrante” (2015), il libro “Liberaci dal male. Preghiere di liberazione. Testi inediti” (2016).
Edizioni La Casa di Miriam – Tel. 340-5892741
Corso Francia, 201 – 10139 – Torino
P. IVA: 11193280010 – www.lacasadimiriam.altervista.org

I NOSTRI LIBRI PER LA PREGHIERA INSIEME

LIBRI PREG PROMO 2

 

“Se sei costretto a dire addio, trasformalo in un ciao”

Testo di Francesco Gastone Silletta

Copyright Edizioni La Casa di Miriam

 

“Elia, il profeta migrante” – di Francesco Gastone Silletta

Elia promo

Dal libro “Elia, il profeta migrante” – di Francesco Gastone Silletta 

Isbn 9788894057126 – © Copyright Edizioni La Casa di Miriam – Collana Sussidi Biblici

“Se analizzata dal punto di vista della migrazione, la figura di Elia può sorprendere il ricercatore per il carico dinamico che, in questo così famoso personaggio biblico, si viene a configurare in termini particolari. Presentato narrativamente per la prima volta con una terminologia cinetica (migrazione), tramite l’emblematico ordine di Dio: “Vattene di qui, dirigiti verso oriente […]” (1Re 17,3), Elia viene descritto anche in seno alla propria dipartita narrativa con un riferimento di migrazione, attraverso il racconto del rapimento in cielo (2Re 2,1-18). Inserito fra tali parametri, che rappresentano il perimetro della vita del profeta, il ciclo elianico alterna continue istanze migratorie, sia di ordine geografico (i vari spostamenti del profeta), sia di ordine cognitivo ed esistenziale. Si può affermare, come osserveremo meglio nel presente studio, che Elia non venga mai narrativamente presentato come un personaggio statico, bensì è continuamente collocato in un ordine cinetico di conoscenza, di ascolto e di realizzazione della volontà di Dio […]”.

I NOSTRI INCONTRI DI PREGHIERA

Foto0185

Momenti del nostro incontro di preghiera del 24 gennaio 2016-

La Casa di Miriam oggi si è riunita nella Chiesa di San Benedetto a Torino per l’incontro mensile di preghiera. Abbiamo pregato per un’ora, in particolare per le persone tribolate nel corpo e nello spirito che si sono affidate alla nostra preghiera. Abbiamo reso omaggio a San Francesco di Sales con la lettura ed un commento ad un brano della sua meravigliosa “Filotea”. Siamo rimasti in silenzio davanti al Santissimo, offrendogli le nostre gioie e i nostri dolori per la conversione delle anime. Il prossimo incontro sarà Domenica 21 febbraio 2016, ore 16.30.
Grazie a tutti.
Francesco
www.lacasadimiriam.altervista.org

– LA CASA DI MIRIAM TORINO –

CENTRO EDITORIALE E GRUPPO DI PREGHIERA 24h no-stop

 

Incontri mensili di preghiera

 

V

NOI CI GLORIAMO DELLA NOSTRA FEDE MARIANA E FACCIAMO TUTTO PER LA GLORIA DI MARIA

 

Be Sociable, Share!

I commenti sono chiusi.