Sulla condotta cristiana, distinta da quella dei pagani – S. Agostino, dal discorso 198, 2:

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“Dalle genti, pur restando con il corpo in mezzo a loro, sei separato, se la tua vita è diversa. E quanta sia la distanza che ci separa da loro, vedetelo da ciò che ora fate e da ciò che testimoniate. Infatti il nostro Dio, il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio, fattosi uomo per noi, ha sborsato per noi il prezzo, e l’ha fatto per riscattarci, per radunarci in un popolo separato dalle genti. Ora se tu vai a mescolarti con i gentili, è segno che non vuoi seguire colui che ti ha riscattato. E la mescolanza con loro avviene con la condotta della vita, con le opere, con il cuore: se cioè credi, speri e ami le stesse cose loro.

Sei un ingrato verso colui che ti ha redento, non valuti a dovere il tuo prezzo, il sangue dell’Agnello immacolato. Se pertanto vuoi seguire il tuo Redentore, colui cioè che ti ha riscattato con il suo sangue, non mescolarti con i pagani assomigliandoti ad essi con la condotta e le opere. […]

Essi spendono per le scommesse; voi date in elemosina. Essi si affidano alla casualità delle cose terrene, voi affidatevi alla parola delle Scritture divine. Essi corrono al teatro, voi correte alla Chiesa. Essi si ubriacano, voi digiunate. Se fate questo, cantate veramente: Salvaci, Signore nostro Dio, e radunaci di fra mezzo alle genti Al presente quelli che hanno ascoltato con animo ben disposto le mie parole si trovano certamente mescolati con altri che non le hanno ascoltate con la stessa buona disposizione d’animo: i primi sono stati radunati insieme e prelevati di fra mezzo alle genti, gli altri sono ancora mescolati alle genti.”

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