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Giorno: 17 Maggio 2021

Meditazione in attesa della Pentecoste – Testo di F.G. Silletta

710 Portraits of Mary Queen of Heaven & Earth ideas | queen of heaven,  blessed mother, mother mary

“Meditazione in attesa della Pentecoste alla Casa di Miriam” – Preghiera di Francesco G. Silletta (Fondatore):
Vergine Maria,
questa sera vogliamo offrirti, nell’attesa del grande evento della Pentecoste, un particolare momento di unione al tuo cuore immacolato, sempre disposto ad avvicinarsi a noi, senza respingerci mai. Noi non abbiamo assistito, storicamente, a quel grande momento epifanico della Pentecoste, nel quale il consorzio apostolico, già grandemente beneficiato della tua presenza materna in esso, ha ricevuto con te questa ulteriore e immensa espressione dell’amore divino, la discesa di Dio stesso nel suo Spirito eterno, che immediatamente ha prodotto nei discepoli di tuo Figlio una rinnovata conoscenza di lui, un più ardente desiderio di testimoniarlo ed una ineffabile capacità di discernere ciò che proviene da lui, come Verità eterna, e ciò che viene dal mondo, nelle sue insidie.
A noi tutto questo, per volontà divina, non è stato concesso in termini storici. Può tuttavia accaderci, non necessariamente con una minore enfasi spirituale, in questo tempo speciale pasquale, nel quale, ancora stupiti ed insieme gioiosi per la notizia della risurrezione dai morti di tuo Figlio – con la quale Egli stesso ha per sempre distrutto la morte stessa – ora ci viene elargito il fascino misterioso e soprannaturale di questa attesa, di questa speranza così lieta e al contempo austera, se vissuta nell’umiltà, la speranza della venuta su di noi, sulle nostre vite, sulle nostre famiglie, di Colui che tutto purifica, tutto edifica, tutto sostiene e tutto inonda di bene, di pace e di salvezza, la memoria stessa dell’operato di tuo Figlio, il Santo Consolatore, il nostro “Difensore”, Colui che conosce i segreti di Dio.
Un evento di tal misura può essere cristianamente vissuto – noi crediamo – unicamente attraverso una intensa e meditata esperienza di obbedienza e di fede, seguendo il tuo materno consiglio. La preghiera del cuore, da te guidata, a te riferita, in te sostenuta, è la miglior invocazione affinché tuo Figlio sia mosso ad inondarci davvero, ognuno di noi, della divina Luce dello Spirito Santo, perché ogni vincolo con il peccato e la morte sia spezzato, perché la nostra anima rifulga di luce, il nostro cuore di purezza, la nostra mente di conoscenza, il nostro intelletto di sapienza e la nostra volontà di una profonda e radicata umiltà.
Invochiamo te, dunque, Madre dolcissima, sposa dello Spirito Santo, quale insostituibile riferimento affinché con questa Pentecoste la nostra esistenza realmente muti il suo percorso, lasciando definitivamente alle sue spalle ogni esperienza di peccato e di compromesso con il male, ogni eventuale e triste ricordo, dolore, sofferenza, tenebra spirituale, perché tutto sia rinnovato in una nuova ed insostituibile forma, la forma vera, reale, eterna, infusa dallo Spirito Santo secondo la sua Divina conoscenza, nel nostro umano spirito, segnato da tante afflizioni e gravato da tanti dispiaceri. Per tuo mezzo, nell’unità filiale al tuo cuore materno, vogliamo vivere intensamente questa attesa, entrando misticamente in quel medesimo luogo dove tu, storicamente, hai vissuto la medesima esperienza di grazia, affinché anche noi, come i convenuti a tale evento, possiamo partecipare della medesima economia di luce, del medesimo effluvio di speranza, di forza, di liberazione dalle catene del male e di vittoria sul Maligno.

Cantiamo con te, dunque, dolcissima Madre, la nostra supplica all’Eterno Consolatore: “Vieni Spirito Santo, vieni in mezzo a noi, vieni ad abitare in noi, fortifica il nostro cuore, libera la nostra mente, purifica la nostra esistenza”.
Siamo certi che pregando con te, non rimarremo delusi e lo Spirito, fosse solo per la tua mediazione materna, davvero si poserà nel nostro cuore ed ivi prenderà dimora, liberandoci da tutto ciò che non conviene ai figli di Dio, redenti in Cristo, e produrrà in noi una vera trasformazione nella fede, nella speranza e nella carità.
Aiutaci tu, dolcissima Madre, ora e sempre. Amen
Edizioni e Libreria Cattolica La Casa di Miriam
Con Cenacolo 24h Tel. 3405892741
Piazza del Monastero 3 Torino

Da una splendida catechesi di Benedetto XVI sul teologo medievale Pietro Lombardo***

eucaristía por Antonela (@tole202) | Cathopic

Da una splendida catechesi di Benedetto XVI sul teologo medievale Pietro Lombardo***

(Fonte: vatican.va)

“[…] Il grande merito di Pietro Lombardo è di aver ordinato tutto il materiale, che aveva raccolto e selezionato con cura, in un quadro sistematico e armonioso. Infatti, una delle caratteristiche della teologia è organizzare in modo unitario e ordinato il patrimonio della fede. Egli distribuì pertanto le sentenze, cioè le fonti patristiche sui vari argomenti, in quattro libri. Nel primo libro si tratta di Dio e del mistero trinitario; nel secondo, dell’opera della creazione, del peccato e della Grazia; nel terzo, del Mistero dell’Incarnazione e dell’opera della Redenzione, con un’ampia esposizione sulle virtù. Il quarto libro è dedicato ai sacramenti e alle realtà ultime, quelle della vita eterna, o Novissimi. La visione d’insieme che se ne ricava include quasi tutte le verità della fede cattolica. Questo sguardo sintetico e la presentazione chiara, ordinata, schematica e sempre coerente, spiegano il successo straordinario delle Sentenze di Pietro Lombardo. 

[…] Il testo del Lombardo fu il libro in uso in tutte le scuole di teologia, fino al secolo XVI.[…] Sull’esempio di Pietro Lombardo, invito tutti i teologi e i sacerdoti a tenere sempre presente l’intera visione della dottrina cristiana contro gli odierni rischi di frammentazione e di svalutazione di singole verità […]

Per avere un’idea dell’interesse che ancor oggi può suscitare la lettura delle Sentenze di Pietro Lombardo, propongo due esempi. Ispirandosi al commento di sant’Agostino al libro della Genesi, Pietro si domanda il motivo per cui la creazione della donna avvenne dalla costola di Adamo e non dalla sua testa o dai suoi piedi. E spiega: “Veniva formata non una dominatrice e neppure una schiava dell’uomo, ma una sua compagna” (Sentenze 3, 18, 3). Poi, sempre sulla base dell’insegnamento patristico, aggiunge: “In questa azione è rappresentato il mistero di Cristo e della Chiesa. Come infatti la donna è stata formata dalla costola di Adamo mentre questi dormiva, così la Chiesa è nata dai sacramenti che iniziarono a scorrere dal costato di Cristo che dormiva sulla Croce, cioè dal sangue e dall’acqua, con cui siamo redenti dalla pena e purificati dalla colpa” (Sentenze 3, 18, 4). Sono riflessioni profonde e valide ancora oggi quando la teologia e la spiritualità del matrimonio cristiano hanno approfondito molto l’analogia con la relazione sponsale tra Cristo e la sua Chiesa.

In un altro passaggio della sua opera principale, Pietro Lombardo, trattando dei meriti di Cristo, si domanda: “Per quale ragione, allora, [Cristo] volle patire e morire, se le sue virtù erano già sufficienti ad ottenergli tutti i meriti?”. La sua risposta è incisiva ed efficace: “Per te, non per se stesso!”. Poi continua con un’altra domanda e un’altra risposta, che sembrano riprodurre le discussioni che si tenevano durante le lezioni dei maestri di teologia del Medioevo: “E in che senso egli soffrì e morì per me? Affinché la sua passione e la sua morte fossero per te esempio e causa. Esempio di virtù e di umiltà, causa di gloria e di libertà; esempio dato da Dio obbediente fino alla morte; causa della tua liberazione e della tua beatitudine” (Sentenze 3, 18, 5).

Tra i contributi più importanti offerti da Pietro Lombardo alla storia della teologia, vorrei ricordare la sua trattazione sui sacramenti, dei quali ha dato una definizione direi definitiva: “E’ detto sacramento in senso proprio ciò che è segno della grazia di Dio e forma visibile della grazia invisibile, in modo tale da portarne l’immagine ed esserne causa” (4, 1, 4). Con questa definizione Pietro Lombardo coglie l’essenza dei sacramenti: essi sono causa della grazia, hanno la capacità di comunicare realmente la vita divina. I teologi successivi non abbandoneranno più questa visione e utilizzeranno anche la distinzione tra elemento materiale ed elemento formale, introdotta dal “Maestro delle Sentenze”, come venne chiamato Pietro Lombardo. L’elemento materiale è la realtà sensibile e visibile, quello formale sono le parole pronunciate dal ministro. Entrambi sono essenziali per una celebrazione completa e valida dei sacramenti: la materia, la realtà con la quale il Signore ci tocca visibilmente e la parola che dà il significato spirituale. Nel Battesimo, ad esempio, l’elemento materiale è l’acqua che si versa sul capo del bambino e l’elemento formale sono le parole “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Il Lombardo, inoltre, chiarì che solo i sacramenti trasmettono oggettivamente la grazia divina e che sono sette: il Battesimo, la Confermazione, l’Eucaristia, la Penitenza, l’Unzione degli Infermi, l’Ordine e il Matrimonio (cfr Sentenze 4, 2, 1). […]”

(Benedetto XVI, Udienza del 30 dicembe 2009) –

Edizioni e Libreria Cattolica La Casa di Miriam – Piazza del Monastero 3, Torino – Tel. 3405892741 – www.lacasadimiriam.altervista.org

 

 

Dall’enciclica Dominus et vivificantem

Dall’enciclica “Dominum et vivificantem”, di San Giovanni Paolo II ***

New Discoveries: A Reduced Version of Ary Scheffer's Christ Consolator

“[…] La suprema e completa autorivelazione di Dio, compiutasi in Cristo, testimoniata dalla predicazione degli apostoli, continua a manifestarsi nella Chiesa mediante la missione dell’invisibile consolatore, lo Spirito di verità. Quanto intimamente questa missione sia collegata con la missione di Cristo, quanto pienamente essa attinga a questa missione di Cristo, consolidando e sviluppando nella storia i suoi frutti salvifici, è espresso dal verbo «prendere»: «Prenderà del mio e ve l’annuncerà». Quasi a spiegare la parola «prenderà», mettendo in chiara evidenza l’unità divina e trinitaria della fonte, Gesù aggiunge: «Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo, ho detto che prenderà del mio e ve l’annuncerà». Prendendo del «mio», per ciò stesso egli attingerà a «quello che è del Padre». Alla luce di quel «prenderà», dunque, si possono spiegare ancora le altre parole sullo Spirito Santo, pronunciate da Gesù nel Cenacolo prima della Pasqua, parole significative: «È bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio». Occorrerà ritornare ancora su queste parole con una riflessione a parte. […]”

*** (S. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Dominum et vivificantem, I,7, 18 maggio 1986)

Testi disponibili alla Libreria Cattolica La Casa di Miriam – Edizioni Cattoliche e Cenacolo 24h – Tel. 3405892741 – Piazza del Monastero 3 – Torino – www.lacasadimiriam.altervista.org

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