Al bimbo di Nazaret


Caro Gesù,
che ti fai bambino, al punto che l’Onnipotente debba essere condotto per mano, affinché impari a muoversi nel mondo,
a distinguere e conoscere le cose, a camminare da solo:
sotto la tua “culla”, che riconosco come teatro del più grande avvenimento della storia, l’Incarnazione del Figlio divino,
voglio porre come dono qualcosa che non si trova in nessun altro luogo, diverso dal mio cuore e che perciò nessun altro potrà donarti, come ora io faccio con te. Voglio donarti la mia miseria, questo grande contenitore, così pesante nella confezione, dentro il quale uno sopra l’altro sono depositate tante cose, disordinatamente e confusamente. I miei peccati, la mia disobbedienza, la mia superbia, la mia debolezza, l’irriverenza, l’irascibilità, le mie distrazioni.
Quante cose in un solo dono. Un dono che solo un Redentore può accettare come tale. Solo un immenso Amore può ringraziare il donante per un gesto del genere. Solo un bambino Onnisciente, che nasconde la propria sapienza entro l’innocenza di un fanciullo, può rimanere incantato per un simile regalo.
Eppure questo è quanto io posso donarti. Ed oso anche domandarti qualcosa in cambio, per questo dono. Mi permetto persino, nonostante la natura irriverente del mio dono, di sperare che tu voglia contraccambiarlo in maniera adeguata.
In che modo? Donandomi te stesso. La fede in te.
Amen
Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam 24h
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