“Disse la Madre di Gesù a lui” (Gv 2,3 – “λέγει ἡ μήτηρ τοῦ Ἰησοῦ πρὸς αὐτόν”)

“Disse la Madre di Gesù a lui” (Gv 2,3 – “λέγει ἡ μήτηρ τοῦ Ἰησοῦ πρὸς αὐτόν”)
 
 
Questo brano contenuto nel racconto delle nozze di Cana, di per sé parte integrante di quanto la voce narrante del IV Vangelo sta raccontando, non dunque una parola diretta di uno dei personaggi del Vangelo, ebbene, ha una forza molto superiore a quella di semplice transizione narrativa fra un dialogo e un altro in un contesto di una scena determinata (quella appunto delle nozze di Cana).
Intervenendo nel suo stesso racconto con questa precisazione, il narratore fa capire molto più di quanto una prima lettura potrebbe mettere in luce. Non si tratta, infatti, soltanto di un ponte letterario per premettere ciò che effettivamente la Madre dirà a suo Figlio (il famoso “non hanno più vino”). Le parole del narratore, infatti, qui evidenziano l’attualità viva di una relazione materno-filiale. Qui, proprio nel contesto di questa relazione, dobbiamo muovere il nostro pensiero. Una Madre che si relaziona storicamente al Figlio, e da questa relazione molto dipende delle sorti umane.
A tal punto può rivelarsi emblematico, per il teologo (ma anche per il comune osservatore) il significato di questa relazione fra Maria e Gesù, da poter addirittura risalire, attraverso la meditazione di essa, all’ineffabile relazione paterno-filiale, sul modello della quale, in fondo, essa pare strutturata.
(Francesco G. Silletta – Studi narratologici del quarto Vangelo)
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