La maleducazione dei pellegrini italiani a Medjugorje

La maleducazione dei pellegrini italiani a Medjugorje

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Cerchiamo di utilizzare la cultura, l’analisi e la ragione per far valere la nostra fede cristiana, non la sub-cultura, le immagini ad effetto, la spettacolarizzazione, la teatralità televisiva e, in ultima analisi, l’ignoranza. Del resto come mandare avanti certe associazioni, certe radio, certe programmazioni televisive e certi canali web senza far leva su queste bassezze antropologiche che “riscaldano” gli animi e muovono le mani verso i portafogli?
Medjugorje docet.
Digiuno a pane e acqua due volte alla settimana? Alberghi creati “solo per dare un ricovero ai pellegrini e poterli sistemare in qualche modo”? E le tasse da quelle parti come vengono pagate?
Tutto per Maria?
Una cosa sono le apparizioni, altra cosa la nostra testimonianza. Basta vedere la maleducazione di noi pellegrini italiani che, una volta che viene comunicato nella nostra lingua il messaggio dell’apparizione, facciamo un tal casino da non permettere che le persone di lingua diversa, ivi presenti, ascoltino subito dopo la versione in lingua propria. Come se Medjugorje fosse un fatto tutto italiano. D’altronde gli albergatori locali ringraziano (e sopportano) eventuali inconsuetudini del nostro stile made in Italy.

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