La teologia negativa – Joseph Ratzinger (Dal suo “Introduzione al Cristianesimo”)

La teologia negativa – Joseph Ratzinger (Dal suo “Introduzione al Cristianesimo)

“L’uomo è creato in modo tale che i suoi occhi sono in grado di vedere unicamente ciò che Dio non è, e sarà sempre per l’uomo l’essenzialmente Invisibile, colui che sta fuori del suo campo visivo. Dio è essenzialmente invisibile: questa affermazione fondamentale della fede biblica in Dio, seccamente contrapposta alla visibilità degli dèi, è al contempo, anzi, in primo luogo, un’affermazione sull’uomo. L’uomo, infatti, è l’essere che vede, al quale sembrano fissati i limiti di esistezna dal suo stesso raggio visivo e percettivo. Ora, in questo raggio visivo e percettivo che circoscrive l’ambiente esistenziale dell’uomo, Dio non compare né mai comparirà, per quanto tale raggio si possa allargare. Penso abbia la sua importanza il fatto che nell’Antico Testamento questa affermazione abbia valore di principio: Dio non è solamente colui che è ora effettivamente fuori del nostro campo visivo, che si potrebbe anche vedere qualora fosse possibile spingersi più avanti; no, egli è invece colui che ne sta fuori per essenza, indipendentemente da tutti i possibili e pensabili allargamenti del nostro campo visivo. […] L’uomo non considera il vedere, l’udire e il toccare come la totalità delle cose che lo riguardano, non ritiene fissati i limiti del suo mondo solo da quanto può vedere e toccare, ma cerca una seconda forma di accesso alla realtà, forma alla quale dà appunto il nome di fede, trovando addirittura in essa l’apertura più decisiva della sua visuale mondana. Ora, se le cose stanno davvero così, la paroletta ‘credo’ implica un’opzione fondamentale nei confronti della realtà in quanto tale; non indica l’accertamento di questo o di quello, bensì una impostazione di fondo, un modo fondamentale di rapportarsi all’essere, all’esistenza, alla propria persona e all’intero complesso della realtà. Essa designa l’opzione che ciò che non può essere visto, quello che non può assolutamente entrare nel nostro raggio visivo, non è affatto l’irreale, ma è anzi l’autentica realtà, quella che sorregge e rende possibile ogni altra realtà […]”
(Joseph Ratzinger, Introduzione al Cristianesimo)

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