Memoria materna e memoria satanica

Memoria materna e memoria satanica
 
 
Quale differenza c’è fra la memoria materna e la memoria satanica (ivi inclusa quella di tanti uomini che, aventi Satana come maestro, gonfi di orgoglio e pieni di sé “dimenticano” il numero limitato dei loro giorni sulla terra e pensano di non dover morire mai, vagheggiando fieri nelle tenebre più profonde del peccato e del vizio)? Il perdono.
Entrambi i generi di memoria sanno guardare indietro, nell’esistenza personale. Ma la maternità osserva il passato con pietà e perdono, sino a dimenticarlo nella sua espressione oggettiva: non che non lo ricordi più, ma non lo conduce più all’attualità della sua coscienza come peso condizionante, in forza dell’amore più grande con il quale la Madre guarda i suoi figli.
La memoria satanica invece è odio puro. Essa guarda, certo, al passato, ma non di per se stesso, bensì per renderlo mutilazione, assillante senso di colpa, coscienza tormentata nell’anima soggetiva. E dunque continua a rimanere un passato “presente”, opposto a quello materno nel suo non saper dimenticare e soprassedere un torto, un fallo, un errore, un peccato. Ed a questo genere appartiene anche la memoria di tante persone legate al passato (dell’altro) in termini di continuo rinfacciamento: vendetta, rivalsa, riproposizione, accusa. Tutto dentro una cornice di odio e di antipatia insuperabili.
La Madre supera, in quanto alla memoria, la capacità satanica, pur essendo creatura umana e non natura angelica. La supera per l’umiltà. Poiché la memoria è dono di Dio, è facoltà umana concessa per grazia. Non solo la memoria delle cose visibili, ma anche di quelle invisibili, cioè dei doni spirituali, delle partecipazioni alla vita di Dio nela comunione del suo Spirito. La Madre per la sua intima vicinanza a Dio è oltrepassamento infinito della ripresentazione mnemonica satanica. Se Satana infatti rivede continuamente la medesima realtà (memoria) allo scopo unico di rinfacciarla in termini negativi e svalutativi, la Madre in forza della grazia è perdono continuo, annullamento, costruzione positiva dalle ceneri della memoria.
Perciò tutto ciò che è stato, nei suoi figli, viene certo ricordato dalla Madre, ma purificato, accolto con comprensione, “gratificato”, cioè reso santo dalla trasformazione della grazia. Ovviamente in quei figli che accolgono il suo amore materno.
Per questo l’inferno, cioè la dimora di coloro che sino all’ultimo respingono l’amore di Dio (e quello della Madre), in fondo è continua, repulsiva, memoria: una memoria di condanna, una memoria di bestemmia, una memoria di offesa e di rifiuto dell’amore, del bene, del bello. Una memoria di rimpianto, nonostante il quale, tuttavia, potendo tornare indietro, si rifarebbe tutto in maniera identica.
Amen.
 
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