Metodo di meditazione di S. Francesco di Sales

           Metodo di meditazione di S. Francesco di Sales
Da “Filotea” (a cura di R. Balboni), Paoline, Milano 1984, pp. 74-76

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“È possibile, Filotea, che tu non sappia come vada condotta l’orazione mentale: ai giorni nostri pochi lo sanno ed è un male. È per questo che brevemente e con semplici parole ti espongo un metodo, in attesa che tu, leggendo libri sull’argomento e soprattutto con la pratica, ne raggiunga una conoscenza più profonda e completa.
Inizio dalla preparazione, che consta di due momenti: primo, mettersi alla presenza di Dio; secondo, invocarne l’assistenza. Per metterti alla presenza di Dio ti propongo quattro vie che, all’inizio, possono esserti utili.
1. La prima è una viva ed attenta presa di coscienza della onnipresenza di Dio: Dio è in tutto e dappertutto e non c’è luogo o cosa in questo mondo che non manifesti la sua presenza; noi siamo simili agli uccelli che sono circondati dall’aria ovunque indirizzino il loro volo: ovunque andiamo o ci fermiamo Dio ci è presente. Tutti sanno questa verità, ma non tutti sono attenti a prenderne coscienza. I ciechi, pur non vedendo il Principe al cui cospetto si trovano, non per questo non tengono un contegno rispettoso se sono avvertiti di tale presenza; però, non vedendolo, dimenticano facilmente la sua presenza; di conseguenza ancor più facilmente dimenticano il contegno rispettoso. Noi siamo così, Filotea: pur sapendo che Dio è presente, non lo vediamo; è la fede che ci ricorda la sua presenza. Non vedendolo materialmente con gli occhi ce ne dimentichiamo molto spesso e ci comportiamo come se Dio fosse molto lontano. Sappiamo bene che è presente in tutte le cose, ma non ci pensiamo, ed è quindi come se non lo sapessimo.
È per questo che, senza eccezioni, prima dell’orazione dobbiamo svegliare nella nostra anima l’attenzione cosciente alla presenza di Dio. Era il pensiero di Davide, quando scriveva: “Se salgo in cielo, o mio Dio, tu ci sei; se discendo agli inferi, tu ci sei!”. In tal senso vanno prese anche le parole di Giacobbe che, alla vista della scala, dice: “Questo luogo è terribile! Dio si trova proprio qui ed io non lo sapevo”. Vuol dire che non ci pensava; sapeva bene che Dio è presente ovunque.
Tornando alla preghiera, devi dire al tuo cuore con tutta te stessa: Cuor mio, Dio è proprio qui!
2. La seconda via per mettersi alla presenza di Dio è pensare che non soltanto Dio è presente nel luogo in cui ti trovi, ma in modo particolare è presente nel tuo cuore e nel profondo del tuo spirito, ai quali dà vita e forza, quale cuore del tuo cuore e spirito del tuo spirito; come l’anima infatti è diffusa in tutto il corpo e presente in ogni parte di esso, e tuttavia ha nel cuore la sua sede privilegiata, similmente Dio, pur essendo presente dappertutto, sceglie la sua sede particolare nel nostro spirito: per questo Davide chiamava Dio, il Dio del suo cuore, e san Paolo diceva che noi viviamo, ci muoviamo e siamo in Dio. Pensando a questa verità, procurerai di avere nel tuo cuore un grande rispetto per Dio, perché ivi è presente in modo particolare.
3. La terza via è di pensare al nostro Salvatore che, nella propria umanità, vede dal cielo tutte le persone della terra e, in modo particolare, i cristiani suoi figli, e tra essi, particolarmente quelli che sono in preghiera, di cui nota gli atti e il comportamento. Questa non è fantasia, ma la pura verità; perché anche se noi non lo vediamo, Lui dall’alto ci guarda. Santo Stefano così lo vide durante il suo martirio. Possiamo dire, a buon diritto, con la Sposa: “Eccolo dietro la parete che guarda dalle finestre e si affaccia dal cancello”.
4. Una quarta via può essere quella di ricorrere all’immaginazione e rappresentarci il Salvatore nella sua umanità vicino a noi, proprio come siamo soliti fare con gli amici, quando diciamo: vedo il tale che fa questo, mi sembra proprio di vederlo, e simili espressioni. Se poi ti trovi in un luogo dove c’è il Santissimo Sacramento dell’altare, non sarebbe più soltanto una presenza immaginaria, ma reale; le specie e le apparenze del pane sono come una tenda da dietro la quale Nostro Signore, realmente presente, ci vede e pensa a noi, anche se non lo vediamo nella sua forma. 
Serviti di una di queste quattro vie per metterti alla presenza di Dio prima dell’orazione; non pretendere di impiegarle tutte insieme, ma una alla volta, con semplicità e brevità”.

Fonte: Francesco Gastone Silletta – La Casa di Miriam Torino

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