Paolo VI e l’esistenza dell’inferno

Paolo VI e l’esistenza dell’inferno
 
 
“[…] Questa nube di mistero, che nasconde la visione del mondo escatologico, ha dato origine a teorie inaccettabili sul messiannismo di Gesù, quasi fosse puramente escatologico e d’imminente attuazione (Weiss, Loisy), e ha dato pretesto a critiche molto negative circa l’interpretazione del Vangelo e circa la mentalità dei primitivi cristiani; come pure offre pretesto alla mentalità moderna di eludere la questione della sorte futura dell’uomo; dei «novissimi» pochi parlano e poco. Il Concilio, però, ci ricorda le solenni verità escatologiche che ci riguardano, compresa quella terribile d’un possibile eterno castigo, che chiamiamo l’inferno, sul quale Cristo non usò reticenze (Cfr. Matth. 22, 13; 25, 41). Il capitolo VII della Lumen Gentium (specialmente nel citato n. 8) riassume chiaramente ed energicamente la dottrina escatologica della Chiesa, dottrina che traspare in non pochi altri testi del Concilio (Cfr. Ad gentes, 9; Gaudium et Spes, 18, 38; Lumen gentium, 6, 8, 35) e non attenua, anzi illustra il disegno divino di misericordia, di bontà e di amore della nostra salvezza, di cui tutta la dottrina del Concilio vuol essere documento.
Oggi, mentre da un lato la secolarizzazione ci fa perdere la coscienza del tremendo rischio circa la nostra sorte futura, e mentre dall’altro un facile ricorso ad atteggiamenti carismatici e profetici dà a molti l’ambizioso capogiro d’una propria sufficienza nel sentenziare sulle esigenze rigorose della vita cristiana e sugli umani destini, l’avere presente gli insegnamenti conciliari sui punti cardinali della vita, sui traguardi escatologici della nostra esistenza, quali la Parola di Dio nella Bibbia e il magistero della Chiesa nelle sue autentiche interpretazioni ci assicurano essere realtà, è sommamente provvido e doveroso (Cfr. Eccli. 7, 40), e infonde direzione e vigore al nostro passo, pellegrino nel tempo (Cfr. Gaudium et Spes, 39; Apostolicam actuositatem, 5), mentre il cuore sospira la conclusione escatologica del Nuovo Testamento: «Vieni Signore Gesù!» (Apoc. 27, 20).
Così ripetiamo: «Vieni, Signore Gesù», con la Nostra Benedizione Apostolica”
(B. Paolo VI, Udienza Generale dell’8 settembre 1971)
 
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