“Preghiera all’Angelo Custode”

“Preghiera all’Angelo Custode” – dal vol. 1° di “Liberaci dal male” – Francesco G. Silletta –

Edizioni La Casa di Miriam

Con te so di non essere solo, o mio Angelo Custode.
So di avere un protettore, un riferimento di conforto,
un assistente spirituale e corporale.
I miei passi testimoniano di te,
poiché senza il tuo orientamento, nulla avrebbero di proprio:
così il pensiero, la memoria e il movimento.
Tu sei creatura come me,
ma per la libera disposizione divina,
la tua natura è stata in tutto rivestita di spirituale essenza:
io che invece sono vita in una carne,
mi appello alla purezza del tuo spirito,
affinché tu mi guidi, mi custodisca e mi protegga.
Pur non vedendoti, mi riconosco totalmente visto da te.
Guardami, accettami così come Dio a te mi ha affidato,
avvolto dentro le vicende umane,
così diverso, carnale, distinto da te,
eppure a te così unito dalla divina volontà.
Io credo nella tua assistenza.
La credo come atto di fede.
Ed ora la invoco, la cerco, la imploro:
ne faccio oggetto di speranza, di supplica e di dialogo.
Perché tu leggi nel mio cuore,
per divina assegnazione,
ciò che ancora neppur io di me stesso conosco.
E quello che invece conosco a volte mi appare doloroso,
solitario, inquieto, ribelle:
non voglio compiacermi dei miei limiti,
perciò li affido tutti a te,
quale mistico suggeritore,
perché come divino messaggero affidi a Dio questa mia supplica.
Aiutami, tu che sei spirito.
Aiutami per l’incarico divino,
per l’obbedienza al nostro comune Creatore.
E sin tanto che anch’io non abbia varcato le porte del Regno,
e tu non mi abbia accompagnato
nella promessa ed eterna destinazione degli eletti,
fa’ di me un umile ed obbediente ascoltatore
delle tue sante direttive,
affinché sia libero da ogni altra umana attrazione
per glorificare Dio nel mondo.
Volgi il tuo sguardo alle altezze celesti,
laddove insieme agli altri Angeli canti la gloria di Dio
e fa’ che questo tuo assistito
trovi pace e liberazione da ogni male.
Il tuo linguaggio è immensamente più profondo del mio,
sorvola le categorie spaziali,
i limiti e le morfologie semantiche
ed attraversa l’universo, sino alla dimora divina.
Usalo per me, come eco del mio cuore,
affinché attraverso la tua mediazione
a Dio arrivi la mia lode,
ed io possa contare sulla tua trasmissione,
per consegnare al cielo la mia gloria.
Amen.

(Francesco G. Silletta – “Liberaci dal male” – Vol. 1 – Edizioni La Casa di Miriam – Tel. 340-5892741 – www.lacasadimiriam.altervista.org)