San Gaetano Thiene

San Gaetano Thiene

San Gaetano Thiene

Vicenza Ponte Pusterla

(Dal libro “Gaetano Thiene: pietra miliare nella storia della Chiesa”, di Pasquale Di Pietro, Vicenza 2005, pp. 40-43)

San Gaetano nacque a Vicenza nell’ottobre del 1480 da una nobile famiglia. Il padre era il conte Gaspare Thiene e la madre la contessa Maria Porto. […] Fu terzogenito dopo Giambattista e Alessandro; al fonte battesimale gli venne dato il nome di Gaetano, questo per ricordare la figura di un suo zio, il canonico Gaetano Thiene, docente presso l’Università di Padova e morto nel 1465, appena 15 anni prima della sua nascita. Purtroppo Gaetano restò perse quasi subito suo padre, perché questi morì in guerra presso Velletri dopo la vittoria delle truppe pontificie, il 21 agosto 1482.
La fanciullezza e la giovinezza di Gaetano trascorsero serene nella sua Vicenza sotto la guida saggia e profondamente cristiana della mamma terziaria domenicana, e furono condivise con un suo coetaneo cugino, Luigi. […] La città di Padova lo accolse poi nella sua Università, dove si laureò in diritto civile e canonico il 17 luglio 1504. […] Il primo contatto di Gaetano con la città eterna avvenne quasi subito dopo la laurea; giunse in Vaticano come scrittore delle Lettere Pontificie. Il Papa Giulio II conferisce al “diletto figlio e maestro Gaetano Thiene, scrittore e nostro familiare”, il beneficio della parrocchia di Malo (Vicenza), dove tuttora si conserva un atto notarile firmato da Gaetano.
Purtroppo l’impatto con Roma non fu edificante per il giovane vicentino. Egli non trovò la città dei martiri; di questo era così rammaricato che, scrivendo in data 31 luglio 1517 alla Venerabile Sr. Laura Mignani, così si esprimeva: “Raccomando alle vostre preghiere questa città che prima era santa, ora è Babilonia”.
Per Gaetano gli anni trascorsi a Roma non furono facili. […] Ma la sua scelta era ormai fatta: il 27 settembre del 1516 ricevette gli Ordini minori, e il 30 dello stesso mese veniva ordinato sacerdote, legando così come egli stesso scrive “la sua vita alla croce”. Celebra la prima Messa a Roma nella basilica di Santa Maria Maggiore il 25 dicembre 1516. Nella notte dell’anno seguente nella stessa chiesa ricevette la mistica visione natalizia, stringendo tra le sue braccia il bambino Gesù. La malattia della madre lo portò spesso nel Veneto, alternando la sua presenza accanto al capezzale della mamma che muore nel settembre del 1520 e a contatto con i gruppi di persone impegnate nell’opera di assistenza agli ammalati. A sue spese fondò l’ospedale degli Incurabili a Vicenza e nel 1522 quello di Venezia.
Nella mente del giovane sacerdote Gaetano Thiene, però, vivevano sempre i tristi ricordi di Roma e della Chiesa: “Sì, bella in se stessa, ma prostituta nei suoi ministri”, come scriveva a Bartolomeo Scaini, e perciò desiderava fare qualcosa: portare una riforma iniziandola da se stesso senza aspettarla dagli altri. Insieme al Vescovo Giampietro Carafa, napoletano, poi divenuto papa Paolo IV, Bonifacio dal Colle, alessandrino, e Paolo Consiglieri, romano, fondò proprio a Roma, sotto il pontificato di Clemente VII l’ordine dei Chierici Regolari, detti poi Teatini, il 14 settembre 1524, prendendo come regola suprema della loro vita i santi Evangeli e vivendo in comunità secondo la vita apostolica. Nessun sostegno umano, l’opera poggerà sulla sola Divina Provvidenza; nulla chiedere e nulla possedere. Fu questa la contestazione di chi ricco si fece povero per servire “Cristo passionato nei poveri”.
Sfuggiti al terribile sacco di Roma nel 1527, il santo con i suoi confratelli ripararono a Venezia nella Chiesa di San Nicolò dei Tolentini, dedicandosi alla cura dell’ospedale degli Incurabili da lui stesso fondato. Il Papa Clemente VII lo volle a Napoli per fondare una Casa religiosa; così, con alcuni confratelli tra i quali il B. Giovanni Marinoni, Gaetano giungeva in questa città nell’agosto del 1533 e qui vi resterà fino alla morte. I napoletani occuparono un posto particolare nel cuore del Santo, il quale non esitò ad offrire la propria vita al Signore per la città di Napoli, travagliata dall’odio e da una guerra fratricida. Morì il 7 agosto 1547, e quando per la città si diffuse la voce della sua morte, i napoletani corsero a venerare la salma, deponendo le armi e mettendo così fine ai sanguinosi tumulti che da mesi laceravano la città.
San Gaetano è sepolto a Napoli nella chiesa di San Paolo Maggiore: “Qui giace colui che molto prega per il popolo”, è scritto sulla tomba. Proclamato santo il 12 aprile 1671 dal papa Clemente X, per il suo distacco dai beni della terra e l’abbandono fiducioso e filiale nelle mani del Padre Celeste, è conosciuto e invocato nel mondo come “il santo della provvidenza”.

Fonte: La Casa di Miriam Torino

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