“Supplica per ottenere misericordia” – Testo di Francesco G. Silletta

“Supplica per ottenere misericordia” – Testo di Francesco G. Silletta
 
 
Rendi gloria al tuo nome, Gesù, anzitutto perdonando le nostre colpe, per questa contrizione del cuore che ti offriamo. Noi siamo qui, ‘prostrati nella polvere, il nostro corpo è steso a terra. Sorgi, Signore, vieni in nostro aiuto’ (Sal 43,26). Appesantito dal peccato, il nostro cuore viene meno (cfr. Ger 9,18) e il senso di desolazione affligge la nostra esistenza: “Venite, ritorniamo al Signore, egli ci ha straziato ed egli ci guarirà” (Os 6,1).
La nostra implorazione giunga a te, Divino Maestro, affinché la tua misericordia ci renda liberi da questa oppressione, e possiamo pensare da oggi per l’avvenire (cfr. Ag 2,15).
Pietà di noi Signore, perché grande è la nostra irriverenza: abbiamo seguito le passioni, non abbiamo posto freno ai nostri desideri umani (cfr. Sir 18,30) e tutto ciò che ci pareva gratificante, ora ci avvolge come un laccio e ci fa pentire d’averti offeso.
Tu conosci i nostri limiti e dalla sua afflizione, liberi il povero (cfr. Gb 36,15). Sapevamo del male che tu ci proibivi, per il nostro bene, e ciò nonostante abbiamo preferito seguire il nostro consiglio, tornando per la strada antica (cfr. 1Re 13,9).
Guardaci, Signore, e per la tua promessa sii clemente con noi. Forse può gratificarsi il tuo Sacro Cuore di questa nostra condizione? Non far giungere allora a nostro danno le tue parole di minaccia (cfr. Gs 23,15), ma libera il nostro cuore dall’appagamento nel peccato, dalla debolezza alla tentazione, dall’inclinazione alla fuga dai tuoi precetti.
Tutto puoi, Signore, perché sei Dio. Ascolta il grido che ti rivolgiamo, poiché allontanandoci da te siamo rimasti abbandonati a noi stessi, alle nostre paure, alla nostra coscienza: noi ti confessiamo il peccato commesso (cfr. Lv 5,5) e confidiamo nella tua misericordia, affinché non camminiamo più nel buio come gli stolti (Cfr. Qo 2,14).
Pietà, pietà, pietà, o Figlio di Dio venuto nella carne. Pietà delle nostre fissazioni, pietà delle nostre manie, pietà della nostra vanità. Fa’ che si diletti l’anima nostra della tua misericordia (cfr. Sir 51,29) e sia rinnovata in noi la tua amicizia.
Rendici forti, capaci di non ascoltare più, nel nostro cuore, la voce di serpente che sibila (cfr. Ger 46,22), ma di provare vergogna anche solo a menzionare certi argomenti distanti dal tuo insegnamento.
Liberaci, Signore, in questo stesso momento, poiché tu salvi coloro che sperano in te (cfr. Dn 13,60).
Aumenta la nostra fede, purifica il nostro cuore e rafforza la nostra volontà, poiché non sono i sani, ma i malati ad avere bisogno del medico (cfr. Mt 9,12).
E il nostro medico sei tu, il Cristo, il Figlio del Dio vivente.
Sia lode a Te, Signore Gesù, ora e sempre.
Amen.
(Prossimamente: “Luci di speranza” – Nuova raccolta di preghiere inedite di Francesco G. Silletta – Edizioni La Casa di Miriam)
 
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