Foto straordinarie?

(Nella foto: il cielo su Medjugorje, 14-12-2010. Autore: La Casa di Miriam Torino)

 – Foto straordinarie? –

Un sito cattolico (Guardacon.me) ha inserito al suo interno una  rubrica molto interessante intitolata “Foto straordinarie“, nella quale vengono analizzate mediante competenza fotografica alcune istantanee dal carattere misterioso e particolare (come ad esempio la nostra, v. sopra)

L’iniziativa di Daniel, curatore del sito, di proporre un’ermeneutica tecnica a determinati fenomeni fotografici, ci pare saggia e responsabile.

Saggia, perché come tutti i segni, anche le fotografie cosiddette “straordinarie” non hanno soltanto un significato, il quale rimane spesso recondito e misterioso, ma anche un ben più oggettivo significante, ossia ciò che realmente viene espresso nell’immagine fotografata e che condiziona lo stesso significato.

Responsabile, perché Daniel si mette al servizio del significante, rimettendo ad altri la competenza rispetto all’interpretazione del significato.

Si consideri, però, che soltanto la reale presa di coscienza rispetto all’oggettività di ciò che è fotografato permette a sua volta una adeguata interpretazione del suo significato, il quale spesso oltrepassa la coscienza stessa dell’osservatore e interpella i confini del mistero.

La negazione tecnica, dunque, di presunte e affascinanti interpretazioni dell’oggetto fotografato, è un servizio previo offerto dalla rubrica di Daniel e che certamente non intacca la fede cattolica, bensì piuttosto la salvaguarda da un suo ingenuo fondamento. Al contempo, qualora oggettivamente si riconoscesse un carattere particolare a determinate immagini fotografate, l’interpretazione tecnica coadiuva la ricerca di un significato più profondo, che certo non può, da solo, cementare un atto di fede, tuttavia ne può modellare i parametri, dilatarne gli orizzonti e in ultima istanza facilitarne la realizzazione.

Se, quindi, ci pare pericolosa una concezione miracolistica del proprio credo, al contempo è deleteria una minimizzazione tout court dei segni soprannaturali che, in determinati casi, veramente si realizzano attraverso gli scatti fotografici.

L’ausilio tecnico, che Daniel offre a coloro che lo interpellano, può a ragion veduta rivelarsi propizio nell’arcipelago di immagini cosiddette straordinarie, le quali se abbandonate al fascino di un’interpretazione superficiale rischiano di produrre disorientamento piuttosto che non edificazione spirituale, soprattutto ricordando che un segno soprannaturale, comunicato dalla Grazia divina, è sempre anche un segno ecclesiale, ossia donato al servizio della comunità e dunque non soltanto di colui che lo riceve.

A maggior ragione, una singola foto affermata indebitamente come prodigiosa può in qualche maniera scandalizzare la fede di un’altra persona, laddove essa intacchi la coscienza a motivo dell’immagine fotografata, anche se questo può costare disillusione nella coscienza del proprietario della foto stessa e, in taluni casi, persino una certa ribellione.

Non è per nulla banale, pertanto, l’iniziativa di Daniel di offrire una competenza tecnica al servizio delle immagini, affinché venga purificata ogni tendenza di miracolismo ingenuo ma anche, sul versante opposto, la chiusura razionale rispetto alla presenza del soprannaturale nelle immagini stesse.

La proposta, del resto, è quella di un supporto tecnico e non spiritualeteologico. La ragione causale di questo servizio è la luce di un consiglio e non il fardello di un verdetto.

L’umiltà, in questi casi, può risultare utile senza necessariamente dover prescindere dalle proprie convinzioni personali, purché veramente orientate ad una maturazione di fede rispetto alla quale, se esistente davvero, il segno soprannaturale si pone certamente quale punto archimedeo di illuminazione.

–          Fonte: Francesco Gastone Silletta – La Casa di Miriam Torino

 

 

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