Silenzio in Chiesa!

SILENZIO IN CHIESA!

Santissimo Sacramento

Cosa possiamo avere da dirci, di tanto importante, da non riuscire a tacere neppure in Chiesa, persino durante le celebrazioni eucaristiche? Si tratta di un peccato gravissimo, rispetto al quale la coscienza cristiana viene profondamente scandalizzata, perché viene intaccata la dimensione privata, silenziosa e personale dell’incontro con Dio, proprio nel luogo privilegiato e massimamente destinato alla relazione con Lui, la Chiesa.

In due diverse Chiese di Torino, addirittura, abbiamo visto delle persone presentarsi all’Altare con il cane in braccio, e hanno ricevuto la Santa Eucaristia in questo modo.

Ci pare che la situazione stia progressivamente degenerando, in un silenzio generale assai drammatico e pericoloso. In Chiesa si va per pregare in silenzio, con umiltà e devozione, per ascoltare la Parola di Dio e per partecipare ai Sacramenti. Tutto il resto è vanità, voglia di apparire, compromesso, esibizionismo e in ultima istanza profanazione del luogo di culto. Se alcune persone trovano il beneplacito inspiegabile di coloro che dovrebbero promuovere l’umiltà ed il decoro, ciò è di grave scandalo per i fedeli che popolano le nostre Chiese e per tutta la comunità cristiana in generale.

In molte Chiese, invece, molto spesso non si riesce neppure a pregare, viene leso il diritto fondamentale di ogni singolo cristiano, cioé l’incontro personale con Dio nel suo Tempio vivo. La voglia di apparire di determinati soggetti, in particolar modo i lettori, i cantori, o altri soggetti che popolano sempre le sacrestie, disturbano profondamente le anime in ricerca silenziosa di Dio, precludono l’incontro con il Signore, scandalizzano la coscienza di chi non appartiene al clan, di chi non ha l’ansia di farsi notare dal parroco o dagli amici di turno. Questa condotta allontana colpevolmente da Dio tante anime che vorrebbero incontrarlo silenziosamente e senza facinorosi effetti speciali, disturbate invece dall’egocentrismo di alcuni personaggi. Questo ci pare molto grave.

Preghiamo allora Dio perché purifichi ogni giorno il suo Tempio, cacciando quei mercanti onnipresenti che tolgono il posto a Lui per introdurre pellicce di visone, cellulari continuamente accesi, stemmi sui giacconi, libri in vendita all’ingresso, piantine e mercatini, manifesti pubblicitari e soprattutto lingue insaziabili di chiacchiere, pettegolezzi e mormorazioni varie. Tantissime persone, sconosciute a quelli che hanno occhi e orecchie solo per i soliti noti, sono in cerca di una Chiesa, di un sacerdote, di un confessore stabile, di un luogo dove pregare ogni giorno nell’anonimato, senza gli sguardi fissi dei curiosi, di quelli che sono sempre lì, a tutte le Messe, a giudicare chi entra e chi esce, di quelli che fanno le offerte per mettersi in mostra e ti guardano male se non la fai anche tu.

Preghiamo Dio, perché “colui che commette l’orribile sacrilegio” non entri mai nel Sacro Tempio di Dio, e affidiamo a Lui le tante anime rimaste sole ed emarginate, prive di un conforto vero e vivo, a motivo della loro semplicità di fede.

Fonte: Francesco Gastone Silletta – La Casa di Miriam Torino