Come si fa a rimuovere un ricordo (evidentemente doloroso) dalla coscienza di Dio, essendo lui Memoria eterna?

Come si fa a rimuovere un ricordo (evidentemente doloroso) dalla coscienza di Dio, essendo lui Memoria eterna?

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Come possiamo sperare che Dio non ricordi mai più un nostro peccato, una nostra cattiva azione (talvolta un’esistenza intera vissuta malamente) se lui è per natura colui che tutto ricorda? Evidentemente, a livello puramente umano, ciò non si può nemmeno supporre. Vi è però il Figlio di Dio, il nostro Salvatore Gesù Cristo, che può tutto questo per noi. Dove infatti il Padre vede il Figlio, ivi vede solo la Bellezza, la Verità e l’Amore. Il nostro impegno diviene allora quello di fare in modo che, in noi e sopra tutte le nostre iniquità o imperfezioni (che vorremmo fossero per sempre cancellate dalla memoria di Dio) risplenda la Luce del Figlio, la sua santità e la sua sapienza, in modo tale che ogni cosa, di ciò che ci dispiace di aver commesso o anche solo pensato nella vita, sia per suo mezzo, realmente, cancellata in eterno dinanzi a Dio.
Ma come possiamo, ci si può domandare a questo punto, cancellare quelle medesime cose dalla nostra (e dunque non più da quella divina) umana coscienza? Dio ci ha perdonati, vedendo il Figlio in noi: ma quando noi perdoneremo a noi stessi? In che modo potremo mai dimenticare alcune esperienze così apparentemente incancellabili dalla nostra coscienza? Non vi è altra soluzione, anche in questo caso, di quella precedente: l’abitazione del Figlio di Dio in noi. Dove Egli abita, infatti, non vi è posto, mai, per le tenebre, nemmeno per quelle della memoria. Il Figlio di Dio è Pace eterna ed annulla ogni accusa del passato; è Sapienza di Dio, e dunque colma ogni vuoto di ignoranza che in noi ha prodotto, nel passato, tante iniquità o manchevolezze; è Potenza di Dio, e quindi nessuna potenza spirituale, fosse pure la più violenta di quelle della memoria, può soprassedere la sua autorità. Se il Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, abita davvero in noi, con il suo corpo, sangue, anima e divinità, non vi è coabitazione possibile con l’inquietudine e l’angoscia, poiché tutto in lui, come dice Egli stesso, trova ristoro per l’anima (cf. Mt 11,29) ed ogni amarezza, tristezza e pensiero negativo si dileguano via, quanto più Egli abita in noi in modo permanente. Amen

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
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Pubblicato da lacasadimiriam

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