Il n°17 della Redemptoris Mater di Giovanni Paolo II (Santo)

Il n°17 della Redemptoris Mater di Giovanni Paolo II (Santo)

Dopo la morte di Erode, quando la sacra famiglia fa ritorno a Nazareth, inizia il lungo periodo della vita nascosta. Colei che «ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore» (Lc 1,45) vive ogni giorno il contenuto di queste parole. Quotidianamente accanto a lei è il Figlio, a cui ha dato nome Gesù; dunque. Certamente nel contatto con lui ella usa questo nome, che del resto non poteva destare meraviglia in nessuno, essendo in uso da molto tempo in Israele. Tuttavia, Maria sa che colui che porta il nome Gesù è stato chiamato dall’angelo «Figlio dell’Altissimo» (Lc 1,32). Maria sa di averlo concepito e dato alla luce «non conoscendo uomo», per opera dello Spirito Santo, con la potenza dell’Altissimo che ha steso la sua ombra su di lei (Lc 1,35), così come ai tempi di Mosè e dei padri la nube velava la presenza di Dio (Es 24,16); (Es 40,34); (1Re 8,10). Dunque, Maria sa che il Figlio, da lei dato alla luce verginalmente, è proprio quel «santo», «il Figlio di Dio», di cui le ha parlato l’angelo.

Durante gli anni della vita nascosta di Gesù nella casa di Nazareth, anche la vita di Maria è «nascosta con Cristo in Dio» (Col 3,3) mediante la fede. La fede, infatti, è un contatto col mistero di Dio. Maria costantemente, quotidianamente è in contatto con l’ineffabile mistero di Dio che si è fatto uomo, mistero che supera tutto ciò che è stato rivelato nell’Antica Alleanza. Sin dal momento dell’annunciazione, la mente della Vergine-Madre è stata introdotta nella radicale «novità» dell’autorivelazione di Dio e resa consapevole del mistero. Ella è la prima di quei «piccoli», dei quali Gesù dirà un giorno: «Padre, … hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11,25). Infatti, «nessuno conosce il Figlio se non il Padre» (Mt 11,27). Come può dunque «conoscere il Figlio» Maria? Certamente, non lo conosce come il Padre; eppure, è la prima tra coloro ai quali il Padre «l’ha voluto rivelare» (Mt 11,26); (1Cor 2,11). Se però sin dal momento dell’annunciazione le è stato rivelato il Figlio, che solo il Padre conosce completamente, come colui che lo genera nell’eterno «oggi» (Sal 2,7), Maria, la Madre, è in contatto con la verità del suo Figlio solo nella fede mediante la fede! È dunque beata, perché «ha creduto», e crede ogni giorno tra tutte le prove e contrarietà del periodo dell’infanzia di Gesù e poi durante gli anni della vita nascosta a Nazareth, dove egli «stava loro sottomesso» (Lc 2,51): sottomesso a Maria e anche a Giuseppe, perché questi faceva le veci del padre davanti agli uomini; onde lo stesso figlio di Maria era ritenuto dalla gente «il figlio del carpentiere» (Mt 13,55). La madre di quel Figlio, dunque, memore di quanto le è stato detto nell’annunciazione e negli avvenimenti successivi, porta in sé la radicale «novità» della fede: l’inizio della Nuova Alleanza. È questo l’inizio del Vangelo, ossia della buona, lieta novella. Non è difficile, però, notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorta di «notte della fede» – per usare le parole di san Giovanni della Croce -, quasi un «velo» attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero.36 È infatti in questo modo che Maria, per molti anni, rimase nell’intimità col mistero del suo Figlio, e avanzava nel suo itinerario di fede, man mano che Gesù «cresceva in sapienza… e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,52). Sempre di più si manifestava agli occhi degli uomini la predilezione che Dio aveva per lui. La prima tra queste creature umane ammesse alla scoperta di Cristo era Maria, che con Giuseppe viveva nella stessa casa a Nazareth. Tuttavia, quando, dopo il ritrovamento nel tempio, alla domanda della madre: «Perché ci hai fatto così?», il dodicenne Gesù rispose: «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?», l’evangelista aggiunge: «Ma essi (Giuseppe e Maria) non compresero le sue parole» (Lc 2,48). Dunque, Gesù aveva la consapevolezza che «solo il Padre conosce il Figlio» (Mt 11,27), tanto che persino colei, alla quale era stato rivelato più a fondo il mistero della filiazione divina, la madre, viveva nell’intimità con questo mistero solo mediante la fede! Trovandosi a fianco del Figlio, sotto lo stesso tetto e «serbando fedelmente la sua unione col Figlio», ella «avanzava nella peregrinazione della fede», come sottolinea il Concilio.37 E così fu anche durante la vita pubblica di Cristo (Mc 3,21) onde di giorno in giorno si adempiva in lei la benedizione pronunciata da Elisabetta nella visitazione: «Beata colei che ha creduto». 

(Fonte: w2.vatican.va)