Da una presentazione del libro “Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione” – di Francesco G. Silletta

Da una presentazione del libro “Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione” – di Francesco G. Silletta, rinvenuta su una libreria online:

Il racconto di Giovanni della Passione di Cristo, rispetto agli altri evangelisti, può darci un grande insegnamento spirituale. In esso, per esempio, non compare la figura del Cireneo che aiuta Gesù a portare la croce, come invece accade nei Sinottici. Giovanni omette volontariamente la citazione di questo personaggio per evidenziare come Gesù porti la croce “da se stesso” (dativo di comodo – Gv 19,17), evidenziando una intrinseca gioia, un orgoglio personale di Cristo stesso nel conseguimento di quel fine, portare la croce. In Giovanni poi, fatta eccezione per lo schiaffo ricevuto da Gesù nelle fasi processuali (che come evidenzia il de la Potterie viene descritto in mezzo a due verbi che indicano “il parlare” – cioè è uno schiaffo che vuole mettere a tacere la sua parola), non vengono evidenziati ulteriori scherni dei presenti. Si tratta di un “re” glorioso, con la propria “corona” rimasta sul capo, che sale sul suo trono. E Pilato evidenzia questa regalità dicendo agli astanti: “Ecco il vostro re” (19,14).
La stessa iscrizione apposta come rituale sulla croce, tradotta in tre lingue, esprime l’estrema possibilità offerta agli increduli per riconoscere il vero Messia, “il re dei Giudei”, specificando come fossero molte le persone che passassero di lì e che la lessero (19,20), perché vicino alla città […].

“Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione” – Collana Teologia – di Francesco G. Silletta – Edizioni La Casa di Miriam Tel. 3405892741 – www.lacasadimiriam.altervista.org