Il papiro P52

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Il Papiro 52, anche detto Papiro di Rylands, è il frammento papiriaceo più antico che si conosca del Nuovo Testamento. Il nome di “Rylands” è derivato dalla John Rylands Library di Manchester (con la sigla P. Ryl. Gk. 457), nel Regno Unito. Il suo valore è molto grande per la papirologia ma anche per gli studi storici sul Nuovo Testamento, poiché esso presenta alcuni versetti molto antichi del Vangelo di Giovanni: nella parte anteriore (detta parte recto) esso contiene il testo di Gv 18,31-33, mentre nella pate posteriore (detta parte verso) contiene Gv 18,37-38.

Questo papiro viene considerato come redatto solo una cinquantina di anni dopo l’originale composizione del Vangelo di Giovanni, quindi nella prima metà del secolo II. Si tratta evidentemente di una cosa importante perché ammetterebbe che un’opera antica (quale è il Vangelo di Giovanni) abbia un proprio reperto manoscritto (cioè una copia) estremamente vicina a livello temporale.

Il testo del papiro è in greco e la modalità di scrittura è quella detta in gergo della “scriptio continua”, cioè senza interruzioni tra una parola e l’altra. Da rinvenire, di ulteriormente importante in questo papiro, è il nome di Pilato, la quale citazione attesta una storicità reale (come del resto poi dimostrato dalla scoperta, nel 1961, di una lapide a Cesarea Marittima, risalente al primo secolo e contenente il nome di Pilato) del “prefetto” della Giudea responsabile formale della condanna a morte di Gesù.

Amen

 

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