Dalla “Lettera alle famiglie” – di S. Giovanni Paolo II, I,6.7 – del 2 febbraio 1994 –

Dalla “Lettera alle famiglie” – di S. Giovanni Paolo II, I,6.7 – del 2 febbraio 1994 –

Alla luce del Nuovo Testamento è possibile intravedere come il modello originario della famiglia vada ricercato in Dio stesso, nel mistero trinitario della sua vita. Il « Noi » divino costituisce il modello eterno del « noi » umano; di quel « noi » innanzitutto che è formato dall’uomo e dalla donna, creati ad immagine e somiglianza divina. Le parole del Libro della Genesi contengono quella verità sull’uomo a cui corrisponde l’esperienza stessa dell’umanità. L’uomo è creato sin « dal principio » come maschio e femmina: la vita dell’umana collettività – delle piccole comunità come dell’intera società – porta il segno di questa dualità originaria. Da essa derivano la « mascolinità » e la «femminilità » dei singoli individui, così come da essa ogni comunità attinge la propria caratteristica ricchezza nel reciproco completamento delle persone. A ciò sembra riferirsi il passo del Libro della Genesi: «Maschio e femmina li creò » (Gen 1, 27). Questa è anche la prima affermazione della pari dignità dell’uomo e della donna: ambedue, ugualmente, sono persone. Tale loro costituzione, con la specifica dignità che ne deriva, definisce sin « dal principio » le caratteristiche del bene comune dell’umanità in ogni dimensione ed ambito di vita. A questo bene comune ambedue, l’uomo e la donna, recano il contributo loro proprio, grazie al quale si ritrova, alle radici stesse della convivenza umana, il carattere di comunione e di complementarietà. […]

Quando insieme con l’Apostolo pieghiamo le ginocchia davanti al Padre dal quale ogni paternità e maternità trae nome (cfr Ef 3, 14-15), prendiamo coscienza che l’essere genitori è l’evento mediante il quale la famiglia, già costituita col patto del matrimonio, si attua « in senso più pieno e specifico ». La maternità implica necessariamente la paternità e, reciprocamente, la paternità implica necessariamente la maternità: è il frutto della dualità, elargita dal Creatore all’essere umano « dal principio ».

Paternità e maternità rappresentano in se stesse una particolare conferma dell’amore, del quale permettono di scoprire l’estensione e la profondità originale. Questo però non avviene automaticamente. È piuttosto un compito affidato ad ambedue: al marito e alla moglie. Nella loro vita la paternità e la maternità costituiscono una « novità » e una ricchezza tanto sublimi da non potervisi accostare che « in ginocchio ». […]

 

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