Dall’Evangelium Vitae di S. Giovanni Paolo II

Dall’Evangelium Vitae di S. Giovanni Paolo II

qui il n° 75:

“I comandamenti di Dio ci insegnano la via della vita. I precetti morali negativi, cioè quelli che dichiarano moralmente inaccettabile la scelta di una determinata azione, HANNO UN VALORE ASSOLUTO per la libertà umana: essi VALGONO SEMPRE E COMUNQUE, SENZA ECCEZIONI. Indicano che la scelta di determinati comportamenti è radicalmente incompatibile con l’amore verso Dio e con la dignità della persona, creata a sua immagine: tale scelta, perciò, NON PUÒ ESSERE RISCATTATA DALLA BONTÀ DI NESSUNA AZIONE E DI NESSUNA CONSEGUENZA, è in contrasto insanabile con la comunione tra le persone, contraddice la decisione fondamentale di orientare la propria vita a Dio.
Già in questo senso i precetti morali negativi hanno una importantissima funzione positiva: il “NO” CHE ESIGONO INCONDIZIONATAMENTE DICE IL LIMITE INVALICABILE AL DI SOTTO DEL QUALE L’UOMO LIBERO NON DEVE SCENDERE e, insieme, indica il minimo che egli deve rispettare e dal quale deve partire per pronunciare innumerevoli “sì”, capaci di occupare progressivamente l’intero orizzonte del bene (cfr. Mt 5,48). I comandamenti, in particolare i precetti morali negativi, sono l’inizio e la prima tappa necessaria del cammino verso la libertà: ‘La prima libertà’ – scrive sant’Agostino – ‘consiste nell’essere esente da crimini… come sarebbero l’omicidio, l’adulterio, la fornicazione, il furto, la frode, il sacrilegio e così via. Quando uno comincia a non avere questi crimini (e nessun cristiano deve averli), comincia a levare il capo verso la libertà, ma questo non è che l’inizio della libertà, non la libertà perfetta’ […]”.

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