Sant’Efrem siro, dottore della Chiesa

Nacque a Nisibi (nell’attuale Turchia), all’incirca nel 306, ossia al tempo della dominazione romana. A 18 anni con il Vescovo della sua città, Giacomo, partecipò al concilio di Nicea. Conobbe san Basilio e più avanti anche san Girolamo, che di lui parla nella sua opera intitolata “Gli uomini illustri”. Fondò a Nibisi una scuola di teologia. La sue doti teologiche si manifestarono espressamente nella conoscenza della Sacra Scrittura, ma soprattutto nell’attenzione alla poesia ed al canto biblico. Fu infatti un grande compositore. La sua opera più conosciuta è quella degli “Inni”, nella quale unisce simbolismo e paradosso come tecnica specifica nella spiegazione della Sacra Scrittura. Nel 363 lasciò la sua città – a motivo dell’invasione persiana – e si trasferì ad Edessa, sino alla morte. Egli non fu tuttavia solo uomo di cultura, di composizione e di teologia: si adoperò in modo diretto nel sostentamento dei malati di peste, durante il grande contagio di quel tempo, sino a lui stesso ammalarsi e morirne nel 373, il 9 giugno. Viene ricordato come “la cetra di Dio”.

Il Papa Benedetto XV lo nominò dottore della Chiesa.

Amen

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