Dal 4° vol. delle “Locuzioni interiori notturne” – di Francesco G. Silletta – Prossimamente:

Dal 4° vol. delle “Locuzioni interiori notturne” – di Francesco G. Silletta – Prossimamente:
 
 
“Se il tuo cuore sente il peso dell’ansia, non lasciare che si espanda in te, fino a divenire padrona dei tuoi atti. Respingi quell’ansia respirando lentamente, profondamente, facendola scivolare attraverso la coscienza di un amore immenso che dimora in te, ti orienta e ti offre una mano. L’ansia dura un tempo, quell’amore dura per sempre. Rimani vigile su te stesso, senza aggrovigliarti fra mille ragioni, domande, ripensamenti, interrogazioni con te stesso. Sia quel che sia. Tu sei perfetto nel tuo essere creatura amata da Dio. Questa è la tua ontologica perfezione. Le tue imperfezioni lasciale declinare a Dio stesso, che te ne darà piano piano la cura, senza che tu ora, immediatamente, debba struggerti su come rimediare. Respira. Respira lentamente, chiudendo gli occhi. Lo Spirito Santo entra in te così, man mano che ti dimentichi dell’attimo presente proprio nel consegnarlo, così com’è, non alla tua mente, ma a lui. Uno scambio fra te e lui. Rinnova te stesso confrontandoti nel silenzio e nella pace dello Spirito. Tutto cura, tutto mitiga, tutto perfeziona. Tu però non intervenire nella sua attività. Non sei tu il medico di te stesso. Solo consegnati a lui. Questa è già la massima espressione della tua collaborazione attiva.
Abituati a questo momento. Un momento che diventa abitudine, allo stesso modo in cui può diventarlo la leggerezza di un attimo, la debolezza di un istante. Non considerare tutto ciò secondo le leggi della ragione, poiché ivi ti parrebbe un insormontabile sacrificio ciò che invece, secondo la naturalezza del cuore, è appunto un profondo respiro.
Ora mantieni gli occhi chiusi. Puoi vedere lo stesso ciò che conta in te. Tenerli chiusi ti permette di far rilassare l’intero corpo. E la luce ti verrà da dentro. Lascia andare quel pensiero. Chiedi allo Spirito di rimuoverlo per te: non imporglielo, però. Domandaglielo soltanto. Perché l’imposizione di una cosa da parte tua significa che ritieni in maniera certa che una cosa debba andare così, che sia giusto così. No. Proponila allo Spirito. Lascia che sia lui a valutare per te, per il tuo bene.
Non aver paura di sembrare matto. Abbandonati con il corpo anche in modo disteso, su un letto, su una poltrona, se è il caso anche sul pavimento. Lascia andare le resistenze nervose e immergiti nella pace che viene dallo Spirito. Dì sempre: “Vieni Santo Spirito”. Non dire altro. Non dialogare con te stesso su quell’angosciante tuo problema interiore. Pian piano andrà via da sé. Lo Spirito lo trasporterà via dalla tua mente, immergendosi esso stesso in te, come dolcissima consolazione.
Sappi aspettare. Non pretendere di comandare i ritmi della pace. La sua venuta ti sorprenderà di colpo. Tu intanto vivi questo momento. Respira intensamente, lentamente. Apriti alla grazia dello Spirito. Non è altrove, ma qui, come aria purificatrice della tua chiusura su te stesso. Scioglimento del tuo nodo attuale rispetto all’esistenza. Lascia ogni tuo carico lì dove ti sei disteso. E con il tuo spirito sollevati. Lasciati portare dove non immagini. Ecco, la pace sta venendo. Il male pure va. Ma altrove da te. Via da te”.
Amen.
 
Francesco G. Silletta – “Locuzioni interiori notturne” – Prossimamente anche il 4° volume – Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam – Piazza del Monastero, 3 – Torino – Tel. 3405892741 – www.lacasadimiriam.altervista.org