Anche Gesù ha osservato i comandamenti del Padre

Anche Gesù ha osservato i comandamenti del Padre
 
 
“Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore” (Gv 15,10)
 
Per due volte, in un solo versetto, l’evangelista Giovanni mette in bocca a Gesù il termine “comandamenti”, una volta rivolto a noi, chiamati ad osservarli per rimanere in lui, un’altra volta rivolto a se stesso in quanto colui che ha osservato i comandamenti del Padre.
La cultura contemporanea ha non poche difficoltà nell’assorbimento letterario di questo termine, così apparentemente frustrante, ossia “comandamenti”. Certo il termine greco che Giovanni utilizza per esprimerlo, ossia “εντολή”, pur avendo molte varianti, in realtà esprime un concetto preciso e ben poco variabile, ossia quello del decreto, della disposizione, del mandato e, appunto, del comando.
Si tratta allora non di guardare a questa espressione di Gesù dal punto di vista legalistico, come se ora fossimo sommersi da una ingiunzione di ordine esistenziale da rispettare privandoci della nostra libera decisione, ma inversamente attingendo dal dolcissimo contesto in cui Gesù stesso la utilizza – applicandola peraltro anche a se stesso – ossia il grande discorso della vera vite, del vero vignaiolo e dei tralci, rivelazione autentica di unità d’amore dal Padre all’uomo nel Figlio Gesù.
Se letta ed accolta in questo contesto, dove ogni parola che Gesù dice è un riscaldamento immediato del cuore umano, possiamo cogliere l’espressione “comandamenti” senza alcun bisogno di cercare di “smorzarla” etimologicamente, ma accogliendola così come essa viene pronunciata, dal momento che tali comandamenti – tanto quelli che noi siamo chiamati a seguire per poter rimanere in Gesù, quanto quelli che Gesù stesso ha eseguito per rimanere nel Padre – non hanno altro volto, aspetto, conformazione o struttura che non siano radicati nell’amore puro, nel dono di sé disinteressato e libero, ossia nella gratificazione maggiore che l’esistenza possa ricevere a livello del proprio essere: essere per donarsi.
Amen
 
Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino
www.lacasadimiriam.altervista.org