Sant’Agostino sul martire Quadrato

Sant’Agostino sul martire Quadrato
Discorso 306/E
 
 
“Si chiamava Quadrato. Ora, se tu dai una spinta a un masso di forma quadrata, si sposta ma non cade: si sposta perché non oppone resistenza, non cade perché rimane sempre nella sua configurazione dritta. Il quadrato infatti sta sempre per dritto, in qualunque lato lo giri: se lo muovi da un lato, si rovescia su un altro, ma non può cadere steso per terra. Giustamente quindi anche il Signore Dio quando ordinò a quell’antico giusto che fu Noè di costruire l’arca, gli comandò di farlo con legni quadrati. Per quella costruzione volle che si usassero tronchi non soggetti a putrefazione e di forma quadrata: non soggetti a putrefazione per [simboleggiare] l’eternità, quadrati per indicare che la tentazione va evitata. Siamo anche noi dei quadrati, anzi, tutto intero il corpo di Cristo sia una massa quadrata. Questa massa ha una pietra angolare, com’è stato cantato.’ La pietra che i costruttori hanno scartata’, dice, ‘è divenuta pietra angolare’. Come mai colui che i costruttori avevano scartato è divenuto pietra angolare? Fa capire che i costruttori erano i farisei, gli scribi e i dottori della legge, i quali respinsero Cristo non ritenendolo Messia e dissero: ‘Non è lui il Messia. Noi aspettiamo il Cristo, ma non accettiamo costui come Cristo’. Confessando di essere in attesa del Cristo essi erano dei costruttori dell’edificio; ma col dire che non riconoscevano come Cristo colui che veramente lo era, essi ne scartarono la pietra angolare. In realtà, loro stessi non poggiavano i piedi sulla pietra, ma sulla rena; e pertanto, quando si misero a costruire, siccome intendevano affermare se stessi anziché compiere l’opera [di Dio], scartarono la pietra angolare. Ma tu non meravigliarti se questa pietra, scartata dai costruttori, sia diventata pietra angolare. Ecco infatti come continua la Scrittura: ‘Dal Signore è stato fatto questo’. Fu scartata da quei costruttori; dal Signore è stata posta come pietra angolare. Verso questo angolo convergevano le pareti da opposta direzione: i circoncisi e i non circoncisi. Se guardi al punto di partenza, cosa ci poteva essere di più distanziato? Se guardi al punto di congiungimento, cosa ci può essere di più unito? Infatti le pareti che formano un angolo provengono, sì, da direzioni opposte, ma poi in quell’unico punto combaciano fra loro nel vincolo della pace. È accaduto proprio così: gli uni venivano dal popolo dei circoncisi, gli altri dal mondo degli incirconcisi; nella pietra angolare han trovato l’unione. E si sono adempiute le parole dell’Apostolo: ‘Egli è la nostra pace; egli ha fatto dei due un popolo solo’.
 
L’essere tempio di Dio è vantaggioso per noi.
 
4. Sforzatevi dunque, o carissimi, e venite alla pietra angolare in forma di quadrato, affinché il costruttore non vi disapprovi. Tutto questo poi ripromettetevelo da Dio: è lui che squadra e accoglie. Lo dice l’apostolo Pietro: ‘Quanto a voi’ – dice -‘ come pietre vive lasciatevi costruire per diventare tempio santo di Dio’. E questo tempio di Dio noi lo dobbiamo immaginare tenendo presente che non è Dio che ha bisogno del tempio ma è il tempio che ha bisogno di Dio. Non dobbiamo cioè pensare che siamo noi a fare un dono a Dio, concedendogli un luogo per risiedere. Il fatto che Dio abiti in te reca vantaggio a te: abitando in te rende beato te, non diventa beato lui per il posto dove può abitare. Vero padrone infatti è colui che non ha bisogno del servo, e se ha un servo, ce l’ha non perché ne abbia bisogno ma perché in questo modo ha qualcuno a cui provvedere. Effettivamente, la limitatezza dell’uomo ha bisogno di servi perché il servo faccia quelle faccende che il padrone non può fare; e così il servo, facendo ciò che a lui è possibile, aiuta il padrone nelle cose che non può fare. Ma Dio è onnipotente, e non ha bisogno di te lui che ti ha fatto esistere. Non è infatti tuo merito se porti in te il Signore, come non avevi meritato d’essere creato dal Signore. Non pensare che dài qualcosa a Dio quando credi in lui. Infatti, se non credi rechi un danno non a lui ma a te. Questo pensiero è espresso nel salmo dove si dice: ‘Io ho detto al Signore: Tu sei il mio Dio perché non hai bisogno dei miei beni’. Per questo il mio Signore, il vero Dio, è padrone perché ‘tu non hai bisogno dei miei beni’, ma io dei tuoi.
 
Da sé l’uomo può ammalarsi, non guarire.
 
5. Nessuno pensi che sia in suo potere prender la forma quadrata come gli fu possibile rendersi deforme; nessuno si ritenga capace di guarire le proprie ferite, anche se fu capace di procurarsele. L’occhio può passare dalla luce alle tenebre: basta che si chiuda ed è nelle tenebre. Certamente: se lo chiudi, sei nell’oscurità. Fu dunque in tuo potere cacciarti nelle tenebre per aver chiuso gli occhi; ma ti sarà forse possibile vedere qualcosa quando tu riaprirai gli occhi, se non ci sarà una qualche luce che ti consenta di vedere? Quando chiudesti gli occhi, non avesti bisogno di aiuti per non vedere; ma per vedere, quando riaprirai gli occhi, hai bisogno di aiuto. Se infatti non ci sarà la luce o del sole o della luna o di una lanterna o di un’altra fonte luminosa, se non ci sarà qualcosa di questo genere, quando tu aprirai gli occhi, questi occhi, anche se aperti, non vedranno niente. Compito nostro dunque è ricevere, compito nostro è [conservare ciò che si] possiede. Ma cosa hai tu che non abbia ricevuto?
 
Dono di Dio è la costanza del martire.
 
6. Per questo [afferma] la voce di un orante: ‘Sono come un mucchio di sabbia’. Non ‘un mucchio di sabbia’, ma come un mucchio di sabbia. Infatti il corpo di Cristo, diventato solido e quadrato, dai ciechi fu ritenuto un mucchio di sabbia, ma questo, che cioè fosse un mucchio di sabbia, era soltanto una loro supposizione; e quindi esso non cadde. Un tale risultato il salmista non lo attribuisce alle sue forze, ma dice: ‘Il Signore mi ha sorretto’. Orbene, anche noi siamo esposti a molte tentazioni da parte del mondo, poiché Sodoma non è stata del tutto bruciata dal fuoco, ma tuttora esiste una grande Sodoma; e se la prima fu consumata dalle fiamme, questa seconda rimane, in attesa del giudizio. Trovandoci dunque nelle prove che a noi procura il mondo, convinciamoci che ogni giorno dobbiamo lottare fino al sangue contro il peccato, conforme a quell’altro detto: ‘Combatti fino alla morte per la verità’ . Dove prima si diceva ‘contro il peccato’ qui si dice ‘per la verità’; e dove là si diceva ‘fino al sangue’ qui si dice ‘fino alla morte’. Tale dev’essere la disposizione interiore del martire, in quanto non è dello spargimento del sangue che Dio si compiace: egli ha molti martiri i quali [rendono testimonianza] nel segreto. Pace in terra agli uomini di buona volontà.
 
Le subdole tentazioni del mondo.
 
7. Non dobbiamo desiderare che si ripeta quella persecuzione che dovettero subire i nostri antenati per l’odio delle autorità civili e per la quale ci furono i martiri. Il mondo non cessa di perseguitare, e quindi non son finite ma abbondano le prove e le tentazioni. Capita a volte che tu sia febbricitante e debba combattere ugualmente. Non voglio parlare delle varie minacce che ricevi dai nemici, né delle tentazioni molteplici sofferte per causa di singole persone: cose di cui avevo iniziato a parlare. Comunque, tu sei colpito da febbre e combatti; giaci in un letto e sei un lottatore; nella tua debolezza, tu combatti e vinci. Che dire infatti se venisse da te, in preda alla febbre e ormai in punto di morte, qualcheduno che ti assicurasse di poterti liberare dalla febbre ricorrendo a degli incantesimi? Questi incantesimi potrebbero risultarti illeciti, diabolici, abominevoli ed esecrandi, ma colui che vuole persuadertene l’uso ti si fa avanti proponendo molti esempi di gente che con essi ha ottenuto la guarigione. Ti dice: ‘A quel tale, che aveva lo stesso tuo guaio, l’astrologo fece e questo e questo: lo ipnotizzò, lo bagnò nell’acqua, gli fu accanto, ed egli acquistò la salute. Va’ pure a interrogarlo, a chiedergli informazioni, e ascoltalo’. Se tu a questa voce non consenti, sei un martire: hai preferito morire anziché dire di sì a un consigliere sacrilego. Cosa infatti diceva il giudice iniquo al martire incatenato e posto sul rogo? ‘Deciditi a sacrificare e io ti libero dai tormenti’. La stessa cosa dice segretamente il diavolo a te che ardi per la febbre: ‘Commetti questo sacrilegio e io ti libero dalla febbre’
 
Martiri senza spargimento di sangue.
 
8. Se tu non acconsenti, vinci; [e vinci] non un uomo ma il diavolo; non un qualsiasi peccatore, uguale a te, ma lo stesso capo dei peccatori. La tua lotta in verità non è contro la carne e il sangue, cioè contro gente che ti procura molestie o incitandoti [al male] o sottoponendoti a tribolazioni, ma contro i principi e le potenze e i dominatori del mondo. Dominatori non del cielo e della terra ma [del mondo] di queste tenebre, cioè del mondo degli sporcaccioni e dei perversi di cui parla l’Apostolo rivolgendosi a quei che ne sono stati liberati: ‘Un tempo eravate tenebre’. Se dunque tu a questi tali non acconsenti, non pensare che tu non sia un martire. È vero che in tuo onore non si celebra la festa, ma è già bell’e pronta per te la corona. Quanto alla festa, è nostra consuetudine celebrarla per coloro che hanno sostenuto la lotta in maniera palese, mentre invece ci sono molti martiri che han lasciato il mondo partendo dal loro letto, e dalla loro infermità son passati al cielo riportando la vittoria. Sappi dunque che tu sei nel combattimento quando hai da soffrire cose come quelle sopra indicate, quando ti vengono suggerite cose di quel genere. Lì tu devi avere il coraggio del martire, poiché ti sta osservando Colui che ti ha creato e ti dà l’aiuto Colui che ti ha chiamato [alla fede]. Lì devi poter dire: ‘Ho trovato quella parola dei santi: Dio ha il potere di liberarmi anche da questa febbre mortifera, anche se non lo fa’. Sia tuo bersaglio lo stregone, dal momento che colui al quale parli non diventa trasgressore. Dopo tali parole, ti capiterà quel che Dio vuole: o rimani in vita o sei associato agli angeli. Egli compirà l’opera che nei tuoi riguardi ha deciso egli stesso. Tu sii preparato a tutt’e due le cose, se vuoi essere un uomo quadrato.
 
Esempi di martirio nell’Antico Testamento.
 
9. Hai or ora ascoltato le parole del salmo: ‘Il Signore mi ha corretto con [severa] correzione, ma non mi ha consegnato alla morte’. Credi tu che esse siano la voce del solo Daniele, dinanzi al quale si chiuse la bocca dei leoni? O credi che siano soltanto la voce dei tre fanciulli, che con la fede estinsero le fiamme in mezzo alle quali stavano camminando? Credi, ripeto, che le parole: ‘Il Signore mi ha corretto con [severa] correzione, ma non mi ha consegnato alla morte’, siano la voce di questi uomini soltanto: dell’uno, cioè, che non fu sbranato dai leoni o di questi altri che non furono bruciati dal fuoco? No! Non pensare che sia così. Queste parole non le dissero soltanto costoro; le dissero anche i Maccabei. Non era un Dio diverso, quello di questi ultimi e quello dei primi; né è vero che egli protesse gli uni e non si curò di proteggere gli altri, né soccorse gli uni e trattò con ira gli altri. È sempre lo stesso Dio, capace di liberare l’uomo nell’una e nell’altra maniera, perché sia a tutti noto che ogni cosa è in suo potere. Chiudendo le fauci dei leoni, corresse Daniele con l’umiliazione, ma non lo consegnò alla morte. Privando il fuoco del suo calore, corresse i tre fanciulli nell’umiliazione, ma non li consegnò alla morte. Rendendo i Maccabei vincitori mediante il fuoco, e cioè impedendo che essi si piegassero di fronte ai tormenti e facendo sì che lottassero fino al sangue contro il peccato, certo li trattò con severità ma non li consegnò alla morte. Tutti costoro infatti vivono. Mi chiedo dunque: A qual morte non permise che fossero consegnati? Il diavolo voleva che fossero colpiti dalla seconda morte, dalla morte eterna, non da quella temporale. Ebbene, Dio liberò i primi in maniera palese, coronò gli altri in maniera occulta; né questi né quelli abbandonò alla morte […]”.
 
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Studi agostiniani