“Una sintesi sinottica dell’epistolario paolino”

“Una sintesi sinottica dell’epistolario paolino” – Francesco G. Silletta – Studi su san Paolo – © Edizioni La Casa di Miriam
 
 
“[…] Elaboriamo qui di seguito un nostro schema sinottico, contenente alcuni dei punti salienti dell’argomentazione paolina estratti dalle sue varie epistole e strutturato seguendo un principio di coerenza letteraria e di ordine teologico, come se si trattasse di un’unica lettera ideale e nascosta, presente in maniera intrinseca nell’economia del corpo paolino. L’oggettivazione di questa sinossi conduce ad un risultato di questo genere:
 
“Vi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: cioè che Cristo (1Cor 15,3), immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura (Col 1,15), non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini. Apparso in forma umana (Fil 2,7), nato da donna, nato sotto la legge per riscattare quelli che erano sotto la legge (Gal 4,4), ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia (Ef 2,14). Messo a morte da parte dei Giudei (cfr. 1Ts 2,15), fu sepolto ed è risuscitato secondo le Scritture (1Cor 15,4). Egli è morto per tutti, perchè tutti quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro (2Cor 5,15). Egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto (Col 1,22), perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione (1Ts 4,3). Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi in sacrificio di soave odore (Ef 5,1). E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste (1Cor 15,49). La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce (Rm 13,12). Voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore (1Ts 5,2). Nessuno vi inganni in alcun modo. Prima infatti dovrà venire l’apostasia e dovrà essere rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione (2Ts 2,3). Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta (2Ts 2,8). In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio (2Cor 7,1). Suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati (1Cor 15,52). Pertanto chi si vanta, si vanti nel Signore (2Cor 10,17), nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia (Ef 1,7)”.
 
Questo testo rappresenta dunque una sintesi ideale dell’argomentazione paolina desunta mediante una lettura sinottica del suo epistolario […]”
 
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