Il mistero della presentazione di Gesù al Tempio

Il mistero della presentazione di Gesù al Tempio
 
La festa odierna di Gesù presentato al Tempio è una festa sovraccarica di mistero e di importanza teologica. Se la si considera soltanto alla luce del racconto lucano del rituale di Maria e Giuseppe che portano Gesù al Tempio – dopo i giorni prescritti dalla sua nascita – per offrirlo al Signore, non si comprende la profondità teologica (e salvifica) di questo evento. Perché si possa davvero giungere (nei limiti della umana ragione) ad una comprensione piena di questo rituale occorre integrarsi all’economia dell’Antico Testamento, cioè alla Legge antica, con le sue prescrizioni, rapportando queste ultime all’attualità di Maria e Giuseppe che le vengono a compiere in loro ossequioso rispetto. Né, tuttavia, è possibile soltanto alla luce dell’Antica Testimonianza comprendere la Novità intrinseca nella presentazione di Gesù al Tempio raccontata dall’evangelista Luca (Lc 2,22 ss.), che a suo modo introduce parecchi elementi singolari. Il mistero è infatti grande e non può essere risolto solo secondo un concetto di conformazione alla Legge da parte di Maria e Giuseppe. Maria, per esempio, non aveva alcun bisogno di purificazione, eppure si è sottoposta ad essa osservandone la prescrizione (Lv 12,1-8). Maria e Giuseppe inoltre scelgono la presentazione al Tempio come luogo conveniente per presentare Gesù al Signore, pur non essendo ciò strettamente necessario, in quanto si poteva svolgere il rito anche altrove, presso un sacerdote locale. Il racconto lucano, poi, non si sofferma nello specifico del rito di per se stesso, non viene neppure detto che Gesù sia stato formalmente “riscattato” (soltanto “offerto” al Signore), ma “gira” l’attenzione su due personaggi certo noti alla tradizione di persone “interna” al testo, cioè quella dei pii ebrei, ma sconosciuti sino a quel momento al lettore del suo Vangelo, cioè Simeone ed Anna. Sono questi ultimi a decretare il “cambio di scena” narratologico in forza del quale ciò che di per se stesso dovrebbe essere un puro racconto di un rito di purificazione e di offerta di un primogenito, diviene molto di più un presagio, una profezia esplicita rispetto alla natura di quel bambino ed alle conseguenze che essa sortirà per la madre e per l’intero popolo […]
 
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