“Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo” (Gv 15,18): non dobbiamo temere l’odio del mondo

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“Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo” (Gv 15,18): non dobbiamo temere l’odio del mondo, ma piuttosto di disattendere la scelta che il Figlio di Dio ha posto su di noi

 

Il mondo (ὁ κόσμος), è il contesto umano dal quale Gesù sceglie i suoi come “estraendoli” per elezione, e che odia coloro che Gesù sceglie, proprio a motivo di questa loro estrazione dal mondo.

Si potrebbe quasi elaborare una teologia del concetto di “mondo” nell’evangelista Giovanni, alla luce di quanto Gesù insegna sul rapporto tra quanti a lui appartengono ed il “mondo”, inteso in modi non sempre identici, ma qui nel senso di realtà degli uomini viventi, legati alla loro carnalità ed umanità e niente affatto inclini a voltarsi indietro per la sequela di Gesù e che per questo si oppongono polarmente a lui.

“Se voi foste del mondo, il mondo vi amerebbe” (dice Gesù), poiché ogni ente ama ciò che caratterizza la sua essenza. L’uomo, sentendosi intensamente contrastato dalla predicazione di Gesù relativamente a ciò che gli è divenuto abitudinario – cioè il peccato – non può che opporsi a Gesù stesso, divenendo “mondo-che-si-oppone” a quanti dal mondo sono stati scelti in modo elettivo/astrattivo da Gesù.

L’esito è il non-amore del mondo, sia nei riguardi di Gesù, sia in quelli dei suoi discepoli di ogni tempo. E tuttavia, con la medesima parola “mondo” (anche qui si usa “ὁ κόσμος”), Gesù rivela a Nicodemo come sia per un atto d’amore per “il mondo” (Gv 3,16), che Dio Padre consegni ad esso suo Figlio.

Questa non è una contraddizione, ma una compensazione teologica di uno schema giovanneo secondo il quale:

Dio ama il mondo – Il mondo non ama Colui nel quale Dio rivela se stesso e che indica al mondo il suo peccato, ossia suo Figlio Gesù – I discepoli di Gesù, amando Gesù, saranno odiati dal mondo.

Di fatto, “mondo” resta una “categoria” giovannea dalla coloritura negativa: esso identifica quanti “non” vogliono Gesù, non lo accettano nel suo insegnamento, nel suo amore e nemmeno nel suo dono di salvezza, ma si trincerano nella loro stessa essenza, quella appunto di “mondo”, cioè la mondanità che illude l’umanità secondo un principio di falsificazione della sua stessa natura.

“Ma io vi ho scelti, dal mondo”, dice Gesù anche a noi: quindi, non dobbiamo temere l’odio del mondo, ma piuttosto di disattendere questa scelta che il Figlio di Dio ha deposto su di noi, estraendoci dal mondo e associandoci alla sua economia umana “nel” mondo. Questo è il nostro grande e quotidiano pericolo: tornare a preferire “il mondo” a Gesù, che da esso ci libera in ogni suo condizionamento e boicottare, rifiutandolo, l’amore elettivo di Gesù che ci eleva dal legame con il mondo a quello con se stesso.

Amen

 

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