“La terra di Canaan è il nostro corpo” – dai Sermoni di S. Antonio da Padova ***:

“La terra di Canaan è il nostro corpo” – dai Sermoni di S. Antonio da Padova ***:

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  1. […] nel libro dei Numeri si racconta che gli esploratori, mandati da Mosè e dai figli di Israele, percorsero per quaranta giorni tutta la terra di Canaan (cf. Nm 13,26). […] La terra di Canaan è il nostro corpo, con il quale dobbiamo operare, o permutare, con cambio favorevole, le realtà terrene per quelle eterne, le cose passeggere per quelle che resteranno, e questo sempre nel­l’umil­tà del cuore. Di questo commercio leggiamo nei Proverbi, quando si parla della donna forte: “Gustò e vide che il suo commer­cio andava bene” (Pro 31,18). Nota che dice due cose: gustò e vide. La donna forte, cioè l’anima, gusta quando, con il sano palato della mente, prova le delizie della gloria celeste, per amore della quale di­sprezza il regno di questo mondo e tutte le sue ricchezze; e in questo modo, con l’andar del tempo, con l’occhio penetrante della ragione, vede e comprende che è un buon affare vendere tutto quello che ha e darne il ricavato ai poveri (cf. Mt 19,21), e poi, spoglia di tutto, seguire Cristo nudo. È quello che dice Giobbe: “Pelle per pelle, e tutto quanto l’uomo ha, è pronto a darlo per la sua anima” (Gb 2,4). L’uomo, provando e constatando quanto è buono il Signore (cf. Sal 33,9), dà e scambia la pelle della grandezza di questo mondo per la pelle della gloria celeste. Ed è anche disposto a conse­gnare al carnefice e al torturatore il suo corpo mortale di pelle ed esporlo alla spada e alla morte, in cambio della pelle gloriosa del corpo immortale. Giustamente il nostro corpo è chiamato “pelle”: infatti, come la pelle più viene lavata e più si deteriora, così il nostro corpo quanto più viene nutrito con delicatezza e infiacchito dai piaceri, tanto più presto perde le forze, invecchia e si copre di rughe. E per la sua anima l’uomo dev’essere disposto a dare non solo la pelle, ma anche tutto ciò che possiede, per meritare di sentirsi dire, come agli apostoli che avevano abbandonato la pelle e tutto il resto: “Sederete su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele” (Mt 19,28).

*** (S. Antonio da Padova, Sermoni, IV, 22)

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