Sul trasferimento di demoni da una persona a un’altra

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Dai 4 volumi dell’opera “Liberaci dal male. Preghiere di liberazione” – di Francesco G. Silletta – Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
Gesù ha detto in un suo insegnamento che il demonio, dopo essere uscito da un uomo, “va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima” (Lc 11,26). Ciò che Gesù qui non svela esplicitamente, è “dove” quel demonio vada a prendere “altri sette spiriti peggiori di lui” per rientrare nella persona abbandonata in precedenza e tormentarla maggiormente rispetto a prima. “Dove” si genera questa “unione” di demoni? Rispondere: “All’inferno”, è una risposta a buon mercato, troppo semplice. Esiste, piuttosto, un’altra dimora in cui il demonio trova “conforto”, in senso numerico, per le proprie mire e che l’esperienza della preghiera di liberazione ci rivela molto spesso: quel “luogo” è dato infatti da altre persone umane, già soggette alla sua tirannia. Lì, in esse, spesso il demonio va ad attingere dei “rinforzi”, affinché per mezzo di essi egli possa “trasferirsi” in un’altra persona in maniera efficace e devastante. In tal senso, ci è capitato diverse volte – sottolineando apertamente ad alcuni esorcisti alcuni loro palesi errori (forse viziati dal demonio stesso) durante le loro preghiere, come ad esempio confondere i nomi dei demoni che possiedono una persona con quelli che possiedono un’altra, oppure le patologie proprie di una persona con quelle di un’altra, e via dicendo – abbiamo messo in evidenza come con le preghiere di liberazione e tanto più con gli esorcismi occorra essere svegli, lucidi, santi, umili, fermi, preparati e anche in buona salute psico-fisica, perfettamente coscienti della potenza del nemico con cui ci si mette a combattere. Il rischio è infatti quello di permettere che un’anima libera si ritrovi intossicata da una presenza di demoni, a motivo del trasferimento di questi da una persona ad un’altra, proprio a causa di alcune distrazioni o “sufficienze” rituali da parte dei ministri della liberazione, oltre che ovviamente da ragioni di altra natura, legate a quella persona e che qui, rientrando nell’ordine soggettivo, non possiamo spiegare. Con il demonio non si deve mai scherzare, né quando si è liberi dalla sua tirannia (perché comunque sempre soggetti alla sua minaccia), né tantomeno quando si è posseduti, ossessi o vessati in maniera particolare. La preghiera rimanga il continuo e forte rimedio da parte del soggetto al proprio male, in particolare la preghiera del santo Rosario, unita quotidianamente alla santa Messa.
Amen
4 volumi – “Liberaci dal male. Preghiere di liberazione” Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam Con Cenacolo 24h – Tel. 34505892741 www.lacasadimiriam.altervista.org
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