Meditazione serale alla Casa di Miriam dell’11 febbraio 2019

Meditazione serale alla Casa di Miriam dell’11 febbraio 2019
 
 
Questa sera la nostra meditazione coincide con una festa particolare, l’anniversario della prima apparizione della Madonna in quel di Lourdes, avvenuta appunto l’11 febbraio del 1858. Questa ricorrenza può aiutare molto la nostra riflessione di oggi. Innanzitutto pensando ad un fatto di per se stesso misterioso: la Madonna che appare. Qui non ci interessa pensare chi fosse il referente di questa apparizione, né che genere di persone siano quelle a cui la Madonna appare. Ci interessa il fatto in sé e per sé: la Madonna che si manifesta in maniera sensibile. Chi vive con intensità la propria esperienza di fede cattolica, forse non si stupisce più di tanto rispetto a questa realtà, a differenza di alcuni studiosi che, o indagano sino all’esaurimento proprio e dei destinatari della propria indagine rispetto alla possibile verità dell’apparizione annunciata, o rigettano tout-court l’apparizione di per se stessa, definendola impossibile.
Il cristiano semplice, tuttavia, sa che nulla è impossibile a Dio, innanzitutto. In secondo luogo comprende che se la Madonna appare, non lo fa di propria iniziativa, per quanto la sua sollecitazione presso l’Onnipotente, a tal riguardo, sia certo intensa e pregnante. Ciò chiude immediatamente la porta a possibili ostinate ribellioni alle apparizioni della Madonna ritenute come una “deificazione” (da parte di chi le sostiene) della Madonna stessa. Per terzo la Madonna, quando appare, lo fa per una ragione chiara e che riguarda non se stessa, come se cioè fosse un suo desiderio di mostrarsi, e nemmeno in senso proprio il soggetto o i soggetti (quando sono più di uno) destinatari diretti della sua apparizione, bensì moltitudini di gente, quando non direttamente il mondo intero. E dunque è il mondo stesso in qualche modo ad essere interpellato dalla sua apparizione. Ivi è il punto problematico. L’orientamento del mondo in seno al proprio essere creato, al suo rapporto con il Creatore, e tutto questo nell’attualità presente, non cioè in riferimento ai tempi che furono.
Vi è poi un quarto punto: spesso, perlomeno lo ha fatto a Lourdes, la Madonna non solo appare in maniera visibile, ma parla, entra in relazione locutoria con il soggetto che esperisce l’apparizione. Vi è un dialogo fra di loro, con un messaggio intrinseco a questa comunicazione. E questo messaggio, molto spesso, prevede che il veggente faccia qualcosa a nome della Madonna, si rechi in tal posto, dia le tali direttive a qualcuno, si faccia cioè suo speciale portavoce.
E quindi un punto ancora: l’incomprensione prima del veggente rispetto a quanto vede, solitamente superata per un intervento materno e chiarificatore della Madonna stessa, e soprattutto l’incomprensione della gente e molto spesso, ancor peggio, dell’autorità ecclesiastica prima locale e poi universale. Solitamente, infatti, il veggente viene ecclesiasticamente osteggiato nella sua presunta esperienza di veggente. Qui il seguito dipende da molti fattori, che non possono omologarsi tutti in un unico genere di fenomeno, poiché molto dipende sia dalla soggettività, dal carattere, dalla forza spirituale del veggente stesso (soprattutto dinanzi a discriminazioni o vere e proprie persecuzioni causate dalla sua affermazione di aver visto la Madonna), sia dal carattere, dalla sensibilità e dalla preparazione di coloro ai quali il veggente stesso si appella.
Il sesto punto riguarda allora l’inevitabile tensione che si viene a creare molto spesso a seguito delle apparizioni fra soggetto veggente e contesto soggettivo entro cui egli si muove, ossia coloro ai quali comunica la realtà delle apparizioni. Questa tensione, di ordine a volte dialettico, non ha una durata predefinita, né una risoluzione scontata o prestabilita; nemmeno è scontato che la Madonna, pur conoscendola a priori rispetto al proprio apparire, la comunichi al veggente come destino successivo delle sue visioni. La storia delle apparizioni testimonia come ogni apparizione abbia dei retroscena a sé in tal senso, alcuni dei quali addirittura rimasti ancora irrisolti, “inevasi” nella loro oppositività dialettica e, persino, a motivo di questo, dimenticati (nel senso che si è finito poi per lasciare in sospeso il tutto per non parlarne più nei secoli).
Il settimo punto riguarda tuttavia lo zelo, la serietà con la quale la Madonna, apparendo, si manifesta al veggente. Le sue apparizioni, se certo possono da un lato avere dei contenuti “elogiativi” rispetto ad una parte, ad un “popolo”, ad una porzione degli uomini e delle donne, solitamente condensa la propria sollecitudine rispetto a gravi problematiche di approccio alla fede, cui si riferisce in ultima istanza il senso stesso, la motivazione ultima dell’intervento materno attraverso l’apparizione.
Vi sarebbero poi molti e molti altri punti che qui non ci interessa considerare. Piuttosto, in questa nostra meditazione prima della preghiera serale, vogliamo tenere fisso il nostro cuore, lo sguardo della nostra fede, sull’amore materno di Maria che si manifesta ai suoi figli e comunica loro apertis verbis dei messaggi, per divina permissione, finalizzati al loro bene. Talvolta, non sempre, essi contengono addirittura delle profezie rispetto al futuro dell’umanità affinché, analizzandole, l’umanità stessa possa ravvedersi rispetto al proprio corso esistenziale.
Fermiamoci allora a pensare a questo grande amore materno. Immergiamo il nostro pensiero nella contemplazione di Maria, poiché se non fisicamente, ci viene tuttavia data spiritualmente, ogni giorno, l’occasione di dialogare con lei, di “vederla” per come davvero si manifesta al nostro cuore.
Prendiamo coscienza dell’importanza della presenza di Maria nella nostra vita. Parliamole senza riserve, senza nasconderle niente, poiché è nostra Madre.
Ed offriamole il Santo Rosario che subito dopo questa riflessione reciteremo, affinché se abbiamo fatto del male, anche solo “rimpiangendolo”, oppure se non abbiamo fatto il bene che avremmo potuto fare, ella cooperi alla remissione del nostro peccato, illuminando la nostra coscienza rispetto ad esso. Amen.