“Quelli che stanno con me non possiedono nulla, ma possiedono Dio” (S. Agostino) – da una conferenza di P. Agostino Trapè ***.

“Quelli che stanno con me non possiedono nulla, ma possiedono Dio” (S. Agostino) – da una conferenza di P. Agostino Trapè ***.

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Nell’osservanza della povertà evangelica S. Agostino vede un segno certo del possesso di Dio. Da qui la gioia di questa scelta, una gioia che si completa con la certezza che con la scelta della povertà evangelica noi siamo nel giusto, cioè diamo al Vangelo la sua autentica interpretazione, proprio perché la nostra interpretazione di oggi coincide con quella degli inizi della Chiesa, quando i primi discepoli di Gesù, quelli che lo avevano visto, che lo avevano sentito parlare, quelli che avevano mangiato con Lui, interpretarono così l’insegnamento del Vangelo: spogliamento totale dai beni terreni per dare a tutti la prova che amavano solo Cristo, cercavano solo Cristo, attendevano solo a Cristo. Tornando indietro di venti secoli nella storia della Chiesa, vogliamo che nella Chiesa di oggi continui ancora quella primavera e si veda l’entusiasmo, l’ardore, la gioia della Chiesa dei

primi giorni […]”

(Omelia del P. Agostino Trapè OSA Tolentino, 4 ottobre 1971)

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