Sull’Immacolata come fonte di speranza

“Sull’Immacolata come fonte di speranza” – da uno studio del mariologo P. Amadio M. Tinti (1960)
 
“[…] Se Maria, per un singolare privilegio, fu preservata dal peccato originale, vuol dire che la discendenza di Adamo fu viziata e discesa nella necessità di redenzione. Se Maria fu preservata dalla colpa perché doveva essere la Madre di Dio, vuol dire che il suo Figlio Gesù è una persona reale, vero Dio, ipostaticamente unito alla natura umana. Se Maria fu preservata dal peccato originale in virtù dei meriti di Gesù Cristo, Redentore della umanità decaduta, vuol dire che la missione di Gesù non fu terrena, ma soprannaturale, cioè fu il riscatto dell’uomo dalla morte dell’anima alla vita della grazia, quella grazia che ci fa figli adottivi di Dio. Se per la colpa di Adamo, dalla quale solo Maria SS.ma fu esente, l’umanità è decaduta dallo stato di giustizia originale, vuol dire che quanto ci viene prescritto per tenere a freno le sregolate passioni, per resistere al fomite della concupiscenza e ricorrere agli insegnamenti della fede per supplire al difetto della ignoranza e alla debolezza della volontà, non è una esagerazione, ma saggezza e carità. Se l’uomo ha prevaricato, vuol dire che non era un indipendente, ma aveva una legge superiore a cui era tenuto sottostare; e però le massime, oggi messe in giro, che insegnano avere l’uomo una libertà assoluta, senza limiti, il pensiero indipendente e assoluta sovranità su tutte le cose, sono insegnamenti falsi ed erronei.
Queste sono le verità racchiuse nel dogma della Immacolata Concezione di Maria Vergine. E non sono queste anche le verità fondamentali della fede? […]”
 
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