Sul compromesso fra editoria cattolica e denaro

Sul compromesso fra editoria cattolica e denaro

Non è possibile dirsi editori, librai o scrittori cattolici e poi tendere la mano a realtà avverse alla verità di Gesù Cristo per soli fini commerciali. Ciò significa essere ipocriti, compromessi con il denaro e dipendenti da esso.
Certe librerie dichiaratamente cattoliche nel nome e nell’insegna, con la motivazione del “dialogo-diavolo”, che è al contempo una farsa-falsa apposizione, presentano persino in vetrina testi totalmente distanti dall’economia cattolica e dalla realtà cristiana in genere.
Allo stesso modo, certi editori promuovono nei loro cataloghi abomini anti-cattolici, sapendo che tramite essi crescerà di certo il numero dei loro volumi venduti.
E lo stesso discorso vale tanto più per la distribuzione cattolica, ove ormai si intersecano testi, manuali, opere letterarie e quant’altro di ogni genere e specie, senza più un discernimento davvero cattolico alla base.
Non solo. Le stesse riviste, storicamente cattoliche, e persino i piccoli giornalini diocesani e/o parrocchiali non riescono più a distinguere se stessi per una cultura espositiva e informativa integralmente cattolica. Necessariamente si confondono tra le cose del mondo, con immagini spesso dissonanti con l’insegnamento di Gesù Cristo e contenuti ad esso talvolta opposti.
Persino certi straconosciuti scrittori cattolici, alcuni sacerdoti, altri laici, sono consenzienti che il proprio scritto sia distribuito e promosso da fonti distributive totalmente avverse al cristianesimo (questo i lettori non sempre lo sanno), mediante un reciproco compromesso di sorta fra autore e distributore. Si osservino ad esempio le case editrici di alcuni fra i più popolari scrittori “su Gesù Cristo” nell’ambito della cultura popolare (non quella ristrettamente teologica) e si veda poi chi li distribuisce sul territorio nazionale e quali canali promozionali utilizzino. Nonché la loro storia ed il loro pensiero istituzionale.
La scrittura cattolica, la comunicazione cattolica, quella che alcuni grandi santi hanno difeso, istituito e promosso nella loro vita, non sia svenduta per quattro monete al principe del male.
Alle nostre Edizioni spesso sono pervenute proposte distributive estrinsecamente “fascinose”, tuttavia data la fonte non cattolica, queste proposte sono state rispedite al mittente. Senza neanche troppe ragioni per ringraziare. Se infatti la questione “essenziale” diventa il mercato in sé (piuttosto che non l’apostolato cattolico attraverso di esso), allora vada al diavolo il mercato.

Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino
www.lacasadimiriam.altervista.org