La storia dei santi ANDREA KIM TAE-GÔN, (Presbitero), PAOLO CHÔNG HA-SANG, e compagni martiri

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Non tutti sanno che la Chiesa coreana è stata fondata inizialmente da un gruppo di laici, verso la fine del 1700. Essa derivò dalla trasmissione, in quella terra, dell’insegnamento del gesuita missionario Matteo Ricci, la cui conoscenza fu introdotta in Corea da alcuni coraggiosi sacerdoti cinesi che ivi si recavano saltuariamente in missione. Alcuni laici, quindi, fondarono la prima comunità cristiana in Corea. In poco tempo fu necessario, per quella comunità, l’invio di un sacerdote dalla Cina, cosa che avvenne quando in Corea fu inviato il sacerdote Chu-mun-mo. Questa bella fioritura della fede cristiana, che divenne ora anche una vera pratica liturgica, fu immediatamente combattuta dal governo coreano, che uccise il suddetto sacerdote. Era stato infatti posto un decreto che vietava la pratica cristiana in Corea (1802) e perseguitava tutti coloro che si dichiaravano di Cristo. Anche i due sacerdoti e il vescovo che – questa volta da Parigi – vennero in Corea dopo il martirio di Chu-mun-mo, vennero uccisi. La Corea diveniva terra di sangue per la fede cristiana.

Il martire Andrea Kim Taegon si forma in questo contesto di persecuzione. Suo padre, a soli 44 ani, è morto martire. La sua casa è una sede battesimale per molti neofiti coreani. Egli prende la via del sacerdozio, ma a sua volta, nel 1846, viene ucciso.

Dal canto suo, il laico Paolo Chong Hasang è stato un instancabile testimone della fede cristiana in Corea, con metà della sua famiglia uccisa dalle persecuzioni. Di lui si contano una quindicina di viaggi missionari tra Cina e Corea, per favorire l’ingresso di sacerdoti e vescovi. Venne per questo ucciso martire il 22 settembre 1839.

Amen

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