Falsità della reincarnazione e verità del Purgatorio

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Queste erano due realtà che lo stesso Gesù si è trovato – ma con un linguaggio che solo lui sapeva usare – a dover difendere non solo davanti ai pagani del suo tempo, ma agli stessi Israeliti, presso alcuni dei quali, a motivo di infatuazioni ellenizzanti, la credenza nella reincarnazione era stata importata. Giustamente Gesù si lamentava che questi erano pronti a condannare chi non osservasse uno solo dei 613 precetti, ma poi credessero loro stessi in alcune “nuove” dottrine importate da chi non aveva avuto il dono della Scrittura. Una di queste era quella pagana della reincarnazione, che Gesù afferma che fin quando la sostiene chi non conosce Dio, ciò può essere ancora sopportabile, ma quando sono i figli di Israele, no.

Nel testo base di Maria Valtorta c’è una chiara esposizione di Gesù su questo tema:

“Lo spirito umano non trasmigra che dal Creatore all’essere, e dall’essere al Creatore, al quale si presenta dopo la vita per avere giudizio di vita o di morte. Questa è verità. E là dove è mandato, resta in eterno. […] Il Purgatorio è già vita: tramortita, legata, ma vita sempre” (quindi non ha nulla in comune con la reincarnazione, ndr).

Solo Dio, infatti, è in senso assoluto “eterno”. Le anime sono invece “immortali”, ma ciò non equivale all’eternità di Dio. E Dio nella sua eternità può dar vita a quante anime voglia, senza quel limite numerico che la reincarnazione comporta e senza dover attendere cicli di nuove incarnazioni delle anime per giudicarle.

Amen

Edizioni e Libreria Cattolica La Casa di Miriam

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