L’incarnazione del Verbo dove già era il Verbo – Un passo di sant’Agostino dal suo libro “La dottrina cristiana”:

Feast of the three wise men in India

“[…] Di Lui si dice che è venuto a noi, non nel senso che abbia attraversato degli spazi, ma nel senso che si è fatto vedere ai mortali in una carne mortale. Venne dunque in un luogo dove già era, poiché egli era in questo mondo, anzi il mondo fu creato per opera sua (Gv 1,10). Gli uomini però si erano lasciati prendere dalla insana voglia di godere della creatura invece che del Creatore e, configurati con questo mondo, giustissimamente erano stati chiamati mondo (Rm 12,2). Non lo avevano quindi conosciuto, sicché l’Evangelista dice: E il mondo non lo conobbe (Gv 1,10). Nel piano sapiente di Dio, pertanto, il mondo non fu in grado di conoscere Dio mediante la Sapienza, poiché, in effetti, essa già stava quaggiù. […] E come venne a noi se non in quanto il Verbo si fece carne ed abitò fra noi (Gv 1,14)? Un esempio: quando noi parliamo, affinché quel che noi abbiamo nell’animo si comunichi, attraverso le orecchie, all’animo di chi ci ascolta, la parola chiusa nel nostro cuore diventa suono e si chiama linguaggio. Tuttavia, il nostro pensiero non si tramuta in quel suono, anzi, restando intero in se stesso, assume la forma di voce con cui penetra nelle orecchie, e ciò senza subire alcuna menomazione a causa del suo mutamento. Così è stato del Verbo di Dio: non subì alcun mutamento, ma si fece carne per abitare in mezzo a noi. Come, poi, qualsiasi cura è la via per recuperare la salute, così fu della cura adottata da Dio: si rivolse a dei peccatori, per guarirli e rimetterli in salute. E, come quando i medici fasciano le ferite, lo fanno non alla buona ma con arte, per cui dalla fasciatura deriva non solo un’utilità ma anche una specie di bellezza, così è stato della medicina della Sapienza quando, assumendo l’umanità, si è adeguata alle nostre ferite […]”

(S. Agostino, La dottrina cristiana, Libro 1, 12-14)

Edizioni e Libreria Cattolica La Casa di Miriam