“Non avrai altro Dio all’infuori di me”

“Non avrai altro Dio all’infuori di me” –

Questo fondamentale comandamento, in realtà presuppone qualsiasi approccio umano rispetto a Dio, ma anche qualsiasi forma di rivelazione divina rispetto all’uomo. Partendo proprio da questo aspetto, la parola-comandamento di Dio avvolge l’uomo in tutta la sua esperienza universale: “uomo” sarà tale solo e sempre in quanto avente un Dio unico, esclusivo, come suo creatore e redentore. La sua umanità è connotata da questo legame in senso assoluto, come espresso dal senso futuro del comandamento stesso. Ovunque andrà, in qualsiasi modo cambierà o progredirà da un punto di vista sociale, culturale, intellettuale eccetera, l’uomo sarà sempre creatura di Dio, sarà a lui soggetto nell’essere stesso, dal principio alla fine dei suoi giorni in terra e per l’intera umanità. In tal modo Dio attraverso questo primo comandamento rivela anche se stesso, ossia la propria identità di “Dio dell’uomo”: poiché il comandamento si può anche leggere inversamente ponendolo, in quanto Dio non avrà altro termine di donazione di sé all’infuori dell’uomo, altro polo comunicativo estrinseco a sé all’infuori dell’uomo.
Ivi la ragion d’essere dell’importanza di questo comandamento per l’uomo stesso: solo “in” Dio, in “quel” Dio che gli si rivela e che è unico nel senso di non assimilabile intellettualmente, psichicamente, spiritualmente, materialmente a niente altro, l’uomo stesso riconosce l’importanza di sé, il proprio valore, il proprio senso esistenziale. “All’infuori” di Dio, cioè presso le divinizzazioni costruite per autonoma umana derivazione, l’uomo non racimola alcunché di permanente, di strutturante, di vitale. La vita resta al di là di sé, se svitalizzata entro forme “dinivatorie” di senso esistenziale. L’umano si deprime progressivamente nel nulla, fino ad autogenerare la propria morte eterna. Appassendo rispetto a ciò che non appassisce, viene putrefatto il permanere della forma divina impressa nell’uomo ed ivi l’uomo stesso giace nel proprio pagano complesso di divinizzazione del mondo, del piacere, della fortuna, della ricchezza, del benessere e via dicendo.
Amen

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