Il Beato Geremia da Valacchia

Parliamo del Santo frate rumeno Geremia da Valacchia (nome originale Jon Stoika)
Szent MOLDVAI (Valahai) JEREMIÁS | Franjevci Subotica - Szabadkai ferencesek

Il nostro santo nasce nel 1556, il 29 giugno, presso Tzazo, in Romania. Maggiorenne, venne in Italia e prese l’abito cappuccino nel 1578 nel convento di Sessa Aurunca. Per 40 anni lavorò come religioso nell’infermeria del convento di S. Eframo Nuovo.

Morì il 5 marzo del 1625.

Era un religioso analfabeta, estremamente povero (e tale rimase per tutta la vita), tanto da non possedere neppure una cella propria dove trascorrere la notte. Tuttavia nonostante il livello culturale, attirava molta gente per il suo modo solare e gioioso di parlare di Cristo e di testimoniare il Vangelo, affermando, ad esempio, che la carità è più dell’estasi.

Un fatto straordinario lo accolse nel 1608. Egli infatti ebbe una rivelazione privata della Vergine Maria, la quale, pur presentandosi a lui in quanto Regina, non aveva corona sul capo, dicendo di se stessa che la sua corona era il suo stesso Figlio.

Un’esperienza certo misteriosa e soprannaturale, che tuttavia ebbe un riverbero estremamente pratico nel nostro Geremia. Egli, infatti, strabordò di letizia, da quella visione, nell’aiutare i poveri nel senso più radicale del termine e secondo l’estensione più ampia del termine “povertà”, fosse cioè quella spirituale (malati, storpi, disoccupati, ecc.), che quella spirituale.

La sua fama divenne ampia e stimata da molti. In alcuni casi la sua “unione” con i derelitti, con gli ultimi, con coloro che davvero nulla possedevano di materiale, era talmente intima da apparire egli stesso un miserabile ricercatore di elemosina e carità, da offrire a tutti i bisognosi che incontrava.

Povero nella cultura, era immensamente ricco nella carità.

San Giovanni Paolo II lo beatificò nel 1983.

Sua madre, rumena, gli aveva suggerito l’Italia come “paese di santi”. Ma giunto nella nostra terra ebbe modo di considerare quanto difficili fossero le cose e di offrire egli stesso, dinanzi ad immense fatiche, un esempio di santità nella propria persona.

Un particolare della sua vita spirituale è quello della singolare affezione alle preghiere del Padre nostro e della Salve Regina.

Possa dunque intercedere per noi questo caro santo cappuccino, per le nostre vite e per la nostra testimonianza cristiana nel mondo.

Amen

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