Dagli scritti di Maria Valtorta

Dagli scritti di Maria Valtorta

Caravaggio - La vocazione di S. Matteo

 “Lezioni sullEpistola di Paolo ai Romani

Tratto dall’edizione del Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (Fr) 2012, pp. 120 – 121

 

(Dice Gesù): “Voglio che osserviate la regola del Maestro Divino nello scegliersi il collegio apostolico e i 72. Nel primo, solo Giovanni era vergine. Nei secondi, meno pochi, quasi ancora fanciulli quando divennero discepoli, non uno che non avesse morso all’appetitoso frutto, via ad ogni altro cedimento alla colpa. Erano uomini. Nulla più che uomini, Figli di Adamo. E il fomite si agitava come serpe nei loro corpi. Il ramo della concupiscenza carnale era vivo anche nei più giusti fra loro, ossia in quelli che avevano domato già la concupiscenza dell’oro e la superbia della vita.

Ma nessuno era senza imperfezioni. Neppure lo stesso Giovanni, il serafino dei discepoli del Maestro. Facile all’ira, come il fratello, meritò il nome di “figlio del tuono” da Colui che lo amava. L’apostolo della Carità, perfetto nell’amore al Maestro, divenne apostolo della carità contemplando la mansuetudine, la carità, la misericordia del Martire Divino dall’alba al tramonto del venerdì pasquale, e depose per sempre l’abito dell’ira davanti alla nudità Ss. del Re dei re, che si spogliò finanche della sua immortalità divina per conoscere la morte e salvare l’uomo.

Maria Valtorta

Gesù Dio, scorrendo la Terra – e lo poteva fare se lo avesse voluto fare – avrebbe potuto trovare, negli abitanti dei 3 continenti di allora, 12 e 72 giusti più giusti dei 72 che scelse in Israele. Perché Dio Creatore ha messo (e mette) nell’anima di ogni uomo un dono eccelso, che sviluppa nei migliori santità di vita quale che sia la loro conoscenza della Divinità: la legge naturale. E chi la osserva e la riconosce come veniente dall’Ente Supremo, da Dio, o dalla deità massima della propria religione, può, senza errare, dirsi che è spirito naturalmente unito al Dio vero Uno e Trino. Il Re universale poteva dunque col suo volere chiamare a Sé dai 3 continenti 12 e 72, così come, per voce d’astri, aveva chiamato alla sua cuna i 3 Savi, ed avere così un Collegio di giusti al suo servizio. Non lo fece.

Prese degli uomini molto umani. Materia grezza, informe, con molte parti impure. La formò. Soffrì nel farlo per le defezioni e i tradimenti di parti di essa. Ma alla sua Ascensione lasciò una Chiesa docente capace di continuarlo nella redenzione del mondo. Capace per la dottrina e l’esempio avuti dal Verbo; capace per l’aiuto dello Spirito Santo, ricevuto da Gesù Risorto una prima volta nel Cenacolo, e una seconda volta, nello stesso Cenacolo, 10 giorni dopo l’Ascensione, come da promessa divina, e per diretta azione dello Spirito Santo, onde i 12 fossero ripieni dello Spirito Paraclito e lo potessero trasmettere ai loro coadiutori nel ministero sacerdotale; e capace infine perché, istruita nei diversi membri di Essa dalla conoscenza propria delle loro debolezze, delle loro lotte di uomini per formarsi nella giustizia, delle loro ricadute, non fosse incapace di essere maestra, ma sapesse capire, compatire, sorreggere, guidare coloro che venivano al cristianesimo deboli tutti perché uomini, debolissimi nello spirito perché pagani, essendo il paganesimo dottrina di materialità e di piacere sfrenato.

Trasfigurazione del Signore

Questo è il prologo alla lezione tratta dai versetti che ti ho indicato e che ti spiegherò domani, non consentendo il tuo stato più lunga fatica”.

Fonte: La Casa di Miriam Torino