Su alcuni errori strutturali di certi esorcisti

 
Gli esorcisti dovrebbero aggiornarsi anche rispetto a ciò che possessione non è, ma che comunque proviene dal diavolo in maniera inequivoca (anche se spesso sono loro stessi i primi a non accorgersene) ed incide pesantemente nell’esistenza di tante persone della nostra società.
L’istituzione a suo modo “banale” di un rapporto unilaterale tra possessione ed esorcismo è qualcosa che, per quanto in molti esorcisti (peraltro alle volte con eccessiva e manifesta modalità d’espressione) ne divulghino attraverso diverse forme comunicative l’esistenza (libri, interviste, catechesi, corsi, ecc.), risente di un profondo “buco” strutturale, dal momento che pare crearsi per l’appunto un vincolo duale fra possessione ed esorcismo, senza lasciare traccia di altre drammatiche esperienze di invadenza satanica (sulla cui eziologia il discorso è lungo) che non rientrano affatto nella nozione di “possessione” e che per questo vengono emarginate, cosa ancora più “drammatica”, dall’attenzione stessa dell’esorcista, incapace di interporsi, con una terapia spirituale di liberazione, fra l’azione del demonio su una sua vittima (non posseduta) e quella vittima stessa, che a suo modo si affida (ma senza buon esito) alla forza ministeriale dell’esorcista.
Ovvio che poi in molti esorcisti divulghino la notizia che, di fatto, “i veri posseduti sono pochissimi”: se sono questi “pochissimi”, tuttavia, l’oggetto specifico e per certi aspetti “riservato” dell’attenzione dell’esorcista, si conclude di per sé come il molteplice numero di anime esistenti disturbate in maniera eloquente da Satana (con effetti non necessariamente meno gravi di quelli apportati da una “pura” possessione) rimangano in ultima istanza isolate, non sostenute, a loro modo abbandonate dall’attenzione dell’esorcista e, nel migliore dei casi, inviate a qualche cura di ordine medico-scientifico.
L’esorcista dovrebbe essere una persona meno “fiera” del proprio incarico e assolutamente umile. Alcuni di loro, invece, paiono lì, “neo-maestri della liberazione” (magari entusiasti del loro corsetto di formazione all’Antonianum o da un’altra parte), nominati da certi Vescovi spesse volte senza alcun previo legame strutturale, formativo, spirituale rispetto all’ambito ministeriale in cui operano, ma solo per ragioni d’ufficio o per simpatie personali. Ivi il danno è fatto e Satana ringrazia, sia il Vescovo che l’esorcista. Tutto a danno delle anime sofferenti e anche di quelle che neppure sanno di soffrire per ragioni connesse ad un’azione diabolica su di loro.Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam 24h
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