Edith Stein – Un estratto dal suo contributo filosofico

Edith Stein – Un estratto dal suo contributo filosofico

“Incontriamo, nel mondo che ci circonda, delle comunità reali che si configurano come famiglie, popoli, comunità religiose e via di seguito. Nella vita quotidiana lo avvertiamo solo occasionalmente, poiché rivolgiamo la nostra attenzione soprattutto agli individui, pur essendo inclini ad attribuire loro le caratteristiche che li contraddistinguono in quanto membri di una comunità, come ad esempio la loro posizione sociale o cose simili. Sappiamo quello che si addice al singolo in quanto fa parte della comunità, ma non vediamo la comunità che gli sta dietro. Ci sono tuttavia momenti in cui siamo forzatamente strappati da questo atteggiamento verso l’individuo, momenti in cui le comunità escono dalla loro latenza ed attirano violentemente su di sé il nostro sguardo. Se, ad esempio, due popoli si scontrano in un conflitto, essi ci si propongono come forme unitarie, proprio come le personalità individuali; il singolo dispare in esse e quando ci interessa, ci si configura come un membro della comunità, ovvero una persona che adempie ad una delle sue funzioni. Questo atteggiamento, che toglie il cittadino normale dalla sua esistenza abituale soltanto in casi eccezionali, è invece naturale per il politico di grande levatura e per lo storico. La vita con la quale essi si confrontano, sia tramite l’azione che con l’osservazione, è la vita dell’umanità e delle grandi comunità in cui questa si articola. Se il termine “storia” indica, secondo il significato originario della parola, soltanto l’accadimento, potremo parlare di storia della natura, di storia della terra e così via, mentre quando parliamo semplicemente di storia, intendiamo la vita dei popoli e lo sviluppo dell’umanità che si realizza in essi e dunque la scienza che si interessa di tutto questo. Troviamo le comunità nella vita esterna ma le troviamo anche “in noi”, quando viviamo come un loro membro. È problematico stabilire quale delle due esperienze sia “precedente”. Una analisi teoretica probabilmente metterà in evidenza il fatto che sia nella conoscenza della comunità che in quella della personalità individuale l’esperienza esterna e quella interiore si intrecciano. […]

Sappiamo già che una comunità unisce in sé una pluralità di soggetti ed è portatrice di una vita che si compie attraverso questi soggetti. Sappiamo inoltre che la comunità dispone di una forza vitale di cui il suo vivere si alimenta; che gli individui contribuiscono a questa fonte di forza e ne vengono alimentati, ma che non sono costretti a vivere, come membri della comunità, con tutta la forza a loro disposizione. Nel vivere della comunità si apre un mondo dotato di senso. Sono gli individui che con la loro attività spirituale costituiscono il mondo della comunità e, comunque, non tutto quello che appartiene al mondo individuale entra nel mondo della comunità […]”

Edith Stein, Psicologia e scienze dello spirito (1970), tr. it. a cura di Città Nuova ed., Roma 1996, pp. 217-218