“Un amore che non passa” – Meditazione serale alla Casa di Miriam del 7 febbraio 2019

“Un amore che non passa” – Meditazione serale alla Casa di Miriam del 7 febbraio 2019
 
 
Iniziamo la nostra meditazione serale cercando il più possibile di concentrarci su questo momento, lasciando dietro di noi tutto ciò che, solo fino ad un istante fa, ci premeva dentro il cuore. Cerchiamo di creare uno spazio interiore a noi perché ivi possa subentrare una novità, una sorpresa spirituale rispetto a quello che, in bene o in male, ha condizionato la nostra giornata. Non si tratta di far finta che non sia successo niente oggi: siamo andati al lavoro, abbiamo incontrato tante persone, abbiamo vissuto momenti diversi, belli e brutti, edificanti oppure umilianti. Siamo esistiti, e lo abbiamo fatto nel mondo. Tuttavia abbiamo bisogno di chiudere un momento gli occhi rispetto a questa fotografia della nostra giornata, affinché l’istantanea di ciò che è stato non condizioni ciò che ora, in questo momento, viene per noi, l’incontro con Gesù.
Ogni esperienza, per essere compresa sino in fondo, necessita di un’altra esperienza previa, del medesimo genere, cui la nuova possa riferirsi in termini di comprensione. Se uno non ha mai sperimentato un atto d’amore in senso passivo, neppure una volta, non può comprendere quanto valga l’amore in senso donale, attivo, comunicativo. Per questo cerchiamo di pensare, in questo momento, quanto Gesù ci abbia amato sino a qui, a quest’ora della sera. Non importa evocare per filo e per segno ogni singola esperienza. Non siamo chiamati a ricostruire un puzzle esperienziale perfetto, perché forse non ne siamo neppure capaci. No. Dobbiamo unicamente abbandonarci nel silenzio di quest’ora al pensiero di Gesù, di come e di quanto profondamente egli sia “passato” nella nostra giornata, nei nostri incontri, nel nostro lavoro, nei nostri pensieri, desideri, conoscenze, eccetera. Qui il discorso dell’esperienza previa ci aiuta molto a riconoscere questi stessi momenti di cui andiamo in cerca. E molto di più ci aiuta a decifrare il momento presente, quello del nostro attuale incontro con Gesù. Ecco. Ora siamo noi stessi, alla luce del riconoscimento del suo passaggio, ad andare incontro a lui con il cuore aperto. Siamo desiderosi di immergerci nell’amore di Gesù che si espande senza misura nel nostro cuore. Non c’è bisogno di pensare ad una infatuazione, ad una suggestione soggettiva, ad un autoconvincimento: proprio perché capaci di pensare e di discernere nel nostro spirito, vediamo chiaramente, pur “chiudendo gli occhi”, quanto estrinseco a noi sia il provenire e l’espandersi di questo amore. Una realtà oggettiva, a sé stante, che tuttavia in una maniera intensissima è desiderosa di avvolgerci nella realtà sua propria, di renderci una cosa con essa. Dunque non siamo noi ad autocrearci questo spazio amoroso, ma ci ritroviamo immersi in esso: di nostro rimane unicamente la volontà di non rimanere distratti a questo passaggio.
Sì, ora con la nostra preghiera silenziosa ci metteremo in dialogo con Gesù: tuttavia ciò avviene solo “dopo”, cioè in un secondo momento rispetto alla scoperta viva di lui nel nostro cuore: il suo passaggio è per noi la comprensione di una amore che “passa”, da un punto di vista dell’agire, ma “non passa”, dal punto di vista della permanenza. Un amore continuato, esteso, stabile in noi.
Meravigliosa partecipazione all’amore di Gesù! Siamo una cosa sola, per davvero, con lui, grazie all’Eucaristia che poco fa abbiamo assunto, grazie alle preghiere di questo giorno, ma soprattutto grazie alla natura stessa di questo amore, cioè alla grazia stessa che proviene da Gesù e che in noi viene a prendere dimora, con il nostro libero assenso.
Questa è l’ambientazione spirituale perfetta per poter trasformare l’esperienza comunionale in una esperienza locutoria: parlare con Gesù, dirgli ogni cosa che sentiamo nel cuore.
Iniziamo allora con l’invocazione allo Spirito Santo, perché protegga questa nostra disposizione da infatuazioni esterne, e dunque procediamo con la recita del Santo Rosario e con la nostra supplica per la liberazione.
Amen.
 
Edizioni Cattoliche e Cenacolo La Casa di Miriam 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino
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