Il matrimonio spirituale in S. Teresa d’Avila

– Il matrimonio spirituale in S. Teresa d’Avila –

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(Dal libro “Il castello interiore”, di S. Teresa d’Avila, tr. it. di L. Falzone, Paoline, Milano 2005, pp. 221-222)

“Veniamo ora dunque a parlare del divino e spirituale matrimonio, nonostante che tale somma grazia non trovi in questa vita il suo perfetto compimento, perché, potendoci ancora allontanare da Dio, perderemmo subito un bene così prezioso. La prima volta in cui Dio concede questa grazia si compiace di mostrarsi all’anima mediante una visione immaginaria della sua sacratissima umanità, affinché se ne renda ben conto e non ignori di ricevere un tale dono sovrano. Ad altre persone forse si mostrerà in una forma diversa, ma a questa di cui parliamo il Signore apparve, quando aveva appena fatto la comunione, in un aspetto di grande splendore, bellezza e maestà, come dopo la sua resurrezione, e le disse che era ormai tempo che ella si assumesse, quali suoi propri, gli interessi di lui e che egli si sarebbe preso cura di ciò che la riguardava, aggiungendo altre parole che sono più da sentire che da dire. Ciò potrà forse non sembrarvi una novità; anche perché altre volte il Signore si era mostrato a quest’anima nello stesso modo. Ma questa volta la visione fu talmente diversa, che la lasciò fuori di sé e piena di turbamento; anzitutto, per la violenza con cui agì su di lei; poi, per le parole che le furono dette; infine, perché nell’intimo dell’anima sua, dove le si presentò, non ne aveva avute altre, tranne quella di cui ho detto prima. Sappiate, infatti, che vi è un’enorme differenza fra tutte le visioni precedenti e quelle di questa dimora (la settima): è la differenza che passa tra il fidanzamento e il matrimonio spirituale, o come quella che si ha tra due fidanzati e coloro che non possono più separarsi. Ho già detto che, se anche si fa ricorso a questi paragoni, non essendovene altri che calzino meglio, bisogna tener presente che qui non si pensa più al corpo, come se l’anima ne fosse separata. Qui non c’è altro che puro spirito. Nel matrimonio spirituale, poi, meno ancora, perché questa unione segreta avviene nel centro più intimo dell’anima, dove credo abiti Dio stesso e dove, secondo me, non c’è bisogno di porta perché vi si entri. Dico che non c’è bisogno di porta in quanto, nelle grazie fin qui descritte, sembra che i sensi e le potenze facciano da intermediari, ed è stato così, credo, in questa apparizione del Signore nella sua umanità. Ma ciò che avviene nel matrimonio spirituale è ben differente. Il Signore appare in questo centro dell’anima non per visione immaginaria, ma intellettuale, benché più delicata di quelle già dette, come apparve agli Apostoli, senza entrare per la porta, quando disse loro: “Pace a voi!”. È un così grande segreto e una grazia così sublime ciò che Dio comunica allora in un attimo all’anima, e talmente straordinario il diletto che ne prova, che io non so a che cosa paragonarli. Posso solo dire che in quel momento il Signore vuole manifestarle la beatitudine che regna in cielo in un modo più elevato che non con ogni altra visione e diletto spirituale. Tutto quello che si può dire – a quanto è dato intendere – è che l’anima, cioè lo spirito di quest’anima, diviene una cosa sola con Dio, il quale, essendo spirito anche lui, vuole mostrarci l’amore che ha per noi, facendo conoscere ad alcune persone fin dove giunga quest’amore, affinché lodiamo la sua grandezza. Egli si compiace, infatti, di unirsi in modo tale alla sua creatura che, alla stessa guisa degli sposati i quali non si possono più separare, non si vuole più dividere da lei”.

Oggi 6 ottobre inizia la Novena a Santa Teresa d’Avila. Con l’Eucaristia quotidiana, per nove giorni, ripetiamo questa preghiera:

NOVENA A SANTA TERESA D’AVILA

O Santa Teresa, che attraverso la tua costanza nella preghiera, raggiungesti le più alte vette della contemplazione e sei stata additata dalla Chiesa quale maestra di orazione, ottienici dal Signore la grazia di imparare il tuo stile di preghiera per poter raggiungere come te quell’intimo rapporto di amicizia con Dio dal quale sappiamo di essere amati. Pater, Ave, Gloria…

Fonte: Francesco Gastone Silletta – La Casa di Miriam Torino

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