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“San Tommaso e la consacrazione nella verità” – Un bellissimo articolo di J. Ratzinger del 1987:

“La morte di Gesù è il vero Yom Kippur, il giorno della riconciliazione che non finisce più, ed è in questo contesto che troviamo le parole: “Consacrali nella verità”. L’unico bagno che è in grado di renderci idonei a Dio è la verità. Dio è la verità, il suo “sacro” è il suo essere la verità. La consacrazione, di cui abbiamo bisogno per la comunione con Dio, è il bagno della verità: “Consacrali nella verità”. San Tommaso ha collocato la sua vita in queste parole del Signore. La sua fu una vita nella verità, per la verità. Il servizio umile e costante per la verità fu la sua consacrata, il ministero sacerdotale. […] Per capire meglio la sua figura intellettuale e spirituale mi ha aiutato molto una osservazione di Chesterton. Lo scrittore inglese dice: “Se dovessimo dare al dottore angelico un nome sul tipo di quelli che usano i carmelitani, tipo “di Gesù Bambino”, “della Croce”, ecc., non sarebbe difficile trovare il nome appropriato per lui. Dovrebbe essere chiamato: San Tommaso “del Creatore”. La verità espressa nella parola “Creatore” era rimasta sconosciuta ai grandi filosofi greci, i quali avevano indovinato tanti aspetti del mistero di Dio e avevano così preparato il pensiero umano per recepire la luce della rivelazione divina. Tommaso è stato il primo ad interpretare tutte le conseguenze di questo articolo di fede e a scoprire la cerniera esistente tra fede e ragione, la capacità naturale dell’essere umano di ricevere la verità. La convinzione che l’essere nella sua creaturalità è creato da Dio comporta l’ottimismo creaturale; implica la gioiosa certezza che l’essere è buono fino in fondo; indica il Sì alla materia, voluta da Dio non meno dello spirito; implica anche una autonomia dell’essere naturale creato da Dio per essere se stesso, in maniera tale che questo essere rimane in una intima relazione con Dio. La redenzione non è soppressione della natura, dell’io; la redenzione è perfezionamento, completamento dell’essere naturale. Di conseguenza, il credere non si oppone al pensare, al nostro impegno intellettuale, ma anzi lo esige, lo presuppone, lo fa maturare. La filosofia diventa così una necessità per la teologia, il rispetto della sua autonomia è una implicazione della fede, perché la verità consacra. Il coraggio della verità è la conseguenza della fede in Dio Creatore.

San Tommaso ha allargato l’orizzonte del pensiero cristiano. Un fideismo chiuso in se stesso è un atteggiamento di paura e porta in sé l’infedeltà, riduce la fede al positivismo di una fede arbitraria e infine rinuncia alla verità. Se Dio è la verità, se la verità è il “sacro”, la rinuncia alla verità diventa una fuga da Dio. […] L’apertura necessaria per la verità viene dunque minacciata da due parti: viene minacciata da un positivismo fideista, che ha paura di perdere Dio  nell’esporsi alla verità delle creature; viene minacciata, d’altra parte, da un positivismo agnostico, il quale si sente minacciato dalla grandezza di Dio e, perdendo il Creatore, perde anche le creature. […] La verità appare nelle creature solo se il loro carattere creaturale non viene dimenticato. L’essere creatura implica relatività e relazionalità, e la relatività esige l’umiltà. […] Il messaggio delle creature viene percepito bene soltanto se si comprende che per mezzo di esse parla un altro, dal quale vengono, dal quale dipendono, al quale tendono. Ma lo spirito dell’uomo peccatore, dell’uomo autonomo, è proprio uno spirito di dominio e di isolamento. Non è possibile per l’uomo dominare l’essere nella sua totalità. Il desiderio di dominare, il desiderio di essere un dio, autonomo e dominatore, porta così, con una conseguenza inevitabile, all’isolamento e al riduzionismo: l’uomo non cerca più il messaggio proprio delle creature, cerca solo l’applicabilità delle cose per il proprio sistema di vita. Alla falsa umiltà del riduzionismo, San Tommaso oppone la vera umiltà della creatura, che è condizione della grandezza umana: del suo essere chiamato ad ascoltare l’intero messaggio dell’essere. La creatura è come una potente tromba che ci parla di Dio, dice San Gregorio di Nissa. San Tommaso fu un attento uditore di questa tromba e la sua filosofia è un invito permanente ad aprire gli orecchi del nostro spirito, ad andare oltre il puro uso delle cose, fino al punto nel quale esse non sono più soltanto delle cose, ma creature di Dio; fino al punto nel quale le creature ci offrono il bagno sacro della verità. […]

Amore di verità e amore di Gesù sono un’unica cosa indivisibile nella figura spirituale di San Tommaso. Amando Cristo, egli ha amato la verità; cercando una relazione sempre più profonda con Cristo, egli ha ricevuto la forza consacrante della verità. […] La sua vita era desiderio di Cristo, desiderio di Dio, desiderio di verità […]”.

*** (J. Ratzinger, Omelia in occasione della festa di San Tommaso d’Aquino, in Angelicum, Vol. 64, No. 2 1987, pp. 189-192)

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