“Il grande valore spirituale della parabola sulla scelta dei posti” – Meditazione serale alla Casa di Miriam del 9 novembre 2023

“Il grande valore spirituale della parabola sulla scelta dei posti” – Meditazione serale alla Casa di Miriam del 9 novembre 2023 ***

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Dice il testo di Luca (14,8-11): “«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.  Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Così il testo. Tuttavia sappiamo che le parole di Gesù non hanno mai un unico significato, non suscettibile di applicazioni distinte da quella storica, da quella immediata o da quella soltanto simbolica. Vi è sempre un’altra applicazione possibile, che le situazioni della vita rendono agevole a seconda dei casi e dei cammini spirituali intrapresi. Ebbene. Se osserviamo il testo, vediamo come esso sia contestualizzato in un momento conviviale, tanto che Luca preambola il discorso di Gesù dicendo che egli lo pronunciò “Osservando come gli invitati sceglievano i primi posti” (Lc 14,7). Di per sé, l’orientamento ermeneutico primitivo parrebbe dunque esclusivo di quello di un contesto di invitati a cena. Ma Gesù si serve di un’immagine storica, per presentarne una spirituale, molto più elevata in quanto al suo significato. “L’invito a nozze”, infatti, è quello che Gesù stesso ci dà nel suo regno. Se siamo invitati, significa che non siamo noi i padroni di casa e dobbiamo mantenere in tal senso una condotta lodevole, anche dal punto di vista posizionale. Dove poni te stesso, cioè, quando Gesù ti invita a sé? Avanti a tutti? Se così fosse, significa che la tua anima si sente perfetta, pronta per il faccia a faccia con Gesù, come se nessun impedimento morale si frapponesse a questa autostima. Gesù però ammonisce consigliando di non avanzare ai primi posti, cioè a ridosso di lui, che quel banchetto ha istituito; piuttosto, con umiltà, ci si ponga una mano sulla coscienza, riconoscendosi in se stesso immeritatamente invitato lì, a motivo della pesantezza dei propri peccati. È dunque in coda alla tavola che ci si deve porre all’invito a nozze di Gesù. Un invito che non è soltanto quello escatologico (cioè quello decisivo e ultimo), ma quello quotidiano nella vita spirituale di ognuno. Io dico sempre a me stesso, da quando Gesù mi ha fatto il dono di una coscienza cristiana: “Signore, conosco tanti peccatori che tu hai convertito, ma nessuno mi eguaglia nel peccato”. Esagerazione? Sarà Gesù stesso a dirlo, non certo la mia coscienza, poiché essa non è affatto intrisa di finta umiltà e mi reputo davvero tale. E se Gesù interviene, come padrone che mi invita a nozze, per dirmi: “Vieni più avanti, non stare al fondo”, significa che in me trova comunque qualcosa di buono, non di superiore agli altri in quanto tali, ma che comunque genera la sua compiacenza”. Ed io avanzo, sin dove Gesù me lo permette. Ma se disgraziatamente fossi stato io stesso, per primo, a ritenermi degno di una speciale vicinanza a lui, sedendomi ad inizio tavola, guai a me quando mi sentissi dire: “Vai indietro. Altri infatti sono più degni di te”. Così è nella vita spirituale quotidiana, così sarà all’ultimo giorno della mia vita, e così ancora alla fine dei tempi. Una graduatoria nei posti è inevitabile. I due apostoli che, anticipatamente, li domandarono in terra, ottennero il disappunto di Gesù. Così anche quel fariseo menzionato in un’altra parabola, che davanti a Dio lodava la sua anima e umiliava quella del pubblicano. Non ci capiti questo. La coscienza, in fondo, molto difficilmente ci permette di alzare da noi stessi gli occhi verso i primi posti, senza un intervento particolare di Gesù. Amen

*** Testi di F.G. Silletta

 

Pubblicato da lacasadimiriam

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