Sul clericalismo mariologico e le apparizioni della Madonna

Sul clericalismo mariologico e le apparizioni della Madonna
 

Il grande mariologo Roschini, dopo l’incontro con i testi di Maria Valtorta, soprattutto quelli “mariologici”, definiva il modo di parlare sulla Madonna negli ambienti accademici a lui contemporanei come una “mariologia di cartapesta”. Alcuni suoi illustri successori, che non la pensano affatto in questo modo, e sono diventati “famosi” più che per effettivi carismi intellettuali per il solo fatto che, appartenendo al clero e tenendosi ben stretta questa alle volte così “conveniente” appartenenza (provate a vedere le gerarchie delle facoltà teologiche, osservate quanti laici le popolano), continuano a promuovere quella stessa “obsoleta” mariologia, da una parte sostenendo il loro amore per la Madonna, dall’altro relegandone la profondità biblica, teologica ma anche sociale (una Madre non può essere esclusa dall’orizzonte della società, e della società contemporanea) a quattro nozioni spesso “medievaleggianti” che allontano la Madonna dalla vitalità contemporanea e dall’approccio contemporaneo alla Madre di Dio insito “naturalmente” nei fedeli.
Ecco perché detestano la devozione mariana più o meno quanto detestano quei laici che hanno studiato quantomeno alla loro pari, negli stessi contesti accademici, ma non essendo “del clero” (e servitori del contesto) si dissociano dal clericalsimo e da tutto quanto ad esso sia associato, lottando “fuori” dal mondo delle tonache e dei colletti bianchi e diffondendo quanto più possibile l’amore per la Madonna, esponendo la propria vita a non indifferenti difficoltà: non un amore “de-teologizzato”, come vorrebbero far credere coloro che “abitano” (nel senso che non si muovono mai da lì) gli Atenei Pontifici e pensando di sapere tutto loro ivi creano “schiere di eletti” a loro difesa, bensì fra le strade, nel mondo, nei contesti più lontani dal mondo del clericalismo cattolico.
La teologia del futuro, tuttavia, ivi compresa la cosiddetta (termine bruttissimo!) “mariologia”, è destinata ad un grande sussulto strutturale. Cambierà infatti il modo di “sentire” la Madonna, la relazione con la Madre e finalmente sarà debellata quella malattia ecclesiologica che per secoli ha deturpato l’immagine stessa del popolo di Dio, ossia il clericalismo.

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