Tu ci hai insegnato, Gesù ***

Tu ci hai insegnato, Gesù ***

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Tu ci hai insegnato come si diventa uomini veri, secondo il disegno di Dio che ci ha creati. Come si diventa, poiché l’esserlo è una meta, un percorso continuo, fatto di cadute e di ripartenze, segnati come siamo dal peso delle colpe, del limite, del peccato. Tu ci hai insegnato che la morte non ci è più nemica, grazie a te che l’hai vinta morendo per noi, e che essa non è più il sigillo ultimo, la resa all’effetto del peccato, ma un dolce passaggio – se avviene insieme a te – nella tua eterna pace. Tu ci hai insegnato cosa significhi amare, non secondo un’accezione romantica o istintiva, che vale il tempo di un momento, ma nella continuità, nell’impegno del dono, dell’alienazione e della rinuncia di se stessi per colui che si ama. E ci hai insegnato come davvero sia possibile e necessario – oltre ogni cosa – amare Dio più di tutto, poiché da lui ogni amore proviene, da lui è conoscibile – in te – come dono e responsabilità, da lui ogni bene è dato a noi come oggetto di amore possibile.

Tu ci hai insegnato come si possano amare anche coloro che non ci amano affatto, e che anzi, proprio perché ci diciamo tuoi discepoli, tanto di più ci odiano, ci ostacolano nella nostra pace, si rendono nostri nemici. In te è l’unica vera e invincibile medicina contro ogni odio, contro qualunque vendetta, servilismo al mondo, indifferenza umana.

Tu hai amato quanti ti hanno umiliato, li hai spiritualmente inseguiti facendo di tutto affinché volgessero al bene – cioè all’amore per te – il loro cuore, così sazio di se stesso, così chiuso alla logica del dono, dell’abnegazione, della purezza. E dove non c’è stato un esito positivo, ciò non è dipeso da te, ma dall’altrui volontà di mantenersi ostinatamente distante da te, e con te dalla Verità e dalla Giustizia.

Tu ci hai insegnato come le piccole cose diano senso alla vita, come la povertà sia più auspicabile – se vissuta con te – di qualunque effimera ricchezza. Tu ci hai insegnato come la purezza, il decoro, la mitezza, siano virtù fondamentali per essere amati da Dio e ottenere la sua compiacenza, e come inversamente tutto ciò condizioni – umiliandolo – il corpo e la mente nella lussuria, nella gelosia, nella soddisfazione dei sensi dia una falsa luce dove in realtà è stabile la notte del peccato e delle tenebre, dove Dio non abita mai e mai vi potrebbe abitare.

Tu ci hai insegnato quanto valga saper soffrire – e ancor di più soffrire ingiustamente – dinanzi all’amore di Dio, che tiene in deposito un’infinita ricompensa a quanti sono emarginati dal mondo, umiliati dalle logiche di massa, afflitti dalle prove e dalle malattie.

Tu ci hai insegnato il valore della preghiera del cuore, la potenza dell’invocazione del tuo nome dinanzi a qualunque situazione, avversità, solitudine, delusione, crisi o prova della vita: ci hai insegnato come mai il tuo sguardo – che è lo stesso sguardo di Dio – sia distante dalle nostre esperienze umane, ma sempre pienamente coinvolto in esse, attento in ogni dettaglio, onnicosciente di quanto vi si muove e viene da noi esperito.

Tu ci hai insegnato che Dio ci ama infinitamente, fino al dono di se stesso per noi, divinizzandoci dove siamo più miserabili ed immondi, se solo sappiamo pentirci e cercare con fede il tuo perdono, la tua compassione, la tua misericordia.

Tu ci hai insegnato che tutto passa, ma che questo passaggio è finalizzato al bene – se orientati a te – e che nulla di ciò che di buono abbiamo seminato qui, nel fuggitivo istante della terra, è mai dimenticato da Dio come ricompensa nel Cielo, ed anche il più piccolo dei nostri atti d’amore è compensato da Dio nell’eternità della sua potenza.

Tu ci hai insegnato davvero chi sia Dio, chi sei tu, chi è lo Spirito Santo e chi siamo noi. In te, Gesù, ogni cosa diviene luminosa e dolce, e tutto si può auspicare, se a te conduce, anche quando è doloroso o sofferente, come lo è stata in modo ineguagliabile la tua vicenda umana per il nostro riscatto.

E dunque diciamo a tutto il mondo, professiamo davanti al sinedrio, cantiamo al cielo e alla terra, confessiamo dinanzi a qualunque altra religione o credo, o filosofia o devozione, che tu sei il Signore, tu sei il Messia, tu sei il Salvatore, tu sei Dio.

Amen

*** Testo di Francesco G. Silletta

Edizioni e Libreria Cattolica La Casa di Miriam

Piazza del Monastero 3 – 10146 – Torino

 

 

 

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