La sposa di Jahvè – da una conferenza di Ignace de la Potterie ***

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La sposa di Jahvè – da una conferenza di Ignace de la Potterie ***

“Paolo dice ai Corinzi: “Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo” (2Cor 11,2). … Qui ritroviamo il tema della gelosia di Dio. Paolo prova nei confronti di Corinto una sorta di gelosia divina, perché egli non può sopportare che i suoi cristiani siano infedeli al loro Signore. È la gelosia dell’apostolo, che sa di essere responsabile della purezza della loro fede e della loro fedeltà al Signore. Se essi sono infedeli, Paolo sente in sé la stessa gelosia di Dio per il suo popolo, sebbene egli non sia qui che il servitore.

Perciò la Chiesa è insieme sposa e vergine: “Io vi ho fidanzati ad un unico sposo, il Cristo, per condurvi a lui come una vergine casta.” Questi aspetti si realizzano pienamente in Maria.

Un altro testo molto importante a riguardo è Efesini 5,21-33, il testo classico di Paolo sul matrimonio, dove sviluppa il parallelo tra la vita coniugale e la relazione d’alleanza tra il Cristo e la Chiesa.

E un altro testo fondamentale è Apocalisse 19-21, dove la Gerusalemme celeste è descritta come una sposa: “Sono giunte le nozze dell’agnello, la sua sposa è pronta” (Ap 19,7).

Se il titolo di Madre non si presenta così spesso nell’Antico Testamento, l’idea della maternità, della relazione materna della Donna Sion con i figli di Israele si incontra in esso in diversi modi.

Si trova espressa con forme particolarmente belle nel salmo 87 (86).

Nel testo ebraico, il versetto 5 è formulato come segue : “Di Sion si dirà: in essa un tale è nato”. In altri termini, ogni membro del popolo di Dio può dire: “Io sono nato a Sion”. In questo senso, Sion può essere considerata come “madre” del popolo di Dio. Ma più tipica è la versione dei Settanta: “Madre Sion, dirà un uomo: e un uomo nacque in essa. E Lui, l’Altissimo, l’ha fondata”.

Nei testi cultuali dell’Antico Israele, ugualmente, soprattutto alla fine dell’AT, Sion è descritta come la madre di tutti i membri del popolo di Dio. In Isaia 60 il profeta celebra lo splendore di Gerusalemme, immagine della nuova Gerusalemme della fine dei tempi, come quella di una madre raggiante.

Nella tradizione biblica giudaica, il tema Madre Sion si incontra dunque soprattutto sotto l’immagine escatologica della Donna Sion, che chiama i suoi figli dall’esilio perché essi rientrino a Gerusalemme e formino sul monte di Sion il nuovo popolo di Dio.

Incontriamo questo tema anche nel NT. Si trova in primo luogo il testo di GV: “Donna, ecco tuo figlio” (19,26). Un passo di Isaia è di grande importanza per l’interpretazione di questo versetto. Questa esegesi, certamente, non è ancora accettata da tutti. Ma la conformità fra i due testi è così netta che è quasi necessario accostarli l’uno all’altro: il testo profetico di Isaia sulla “Madre” Israele che vede i suoi figli e le sue figlie rientrare dall’esilio fa da sfondo alle parole di Gesù sulla croce. Questa Donna Sion, a cui il profeta dice: “Alza gli occhi intorno e guarda: tutti si radunano e vengono da te. I tuoi figli giungono da lontano” prefigura la Donna ai piedi della croce, a cui Gesù dice: “Donna, ecco tuo figlio”. Come vedremo più avanti, questo è per Giovanni lil momento della costituzione del nuovo popolo di Dio, la Chiesa”.

*** Ignace de la Potterie, Maria nel mistero dell’alleanza, tit. or. “Het Mariamysterie in het Nieuwe Testament (1985), tr. it. di F. Tosolini, 1988, Marietti, Genova, pp. 23-26

 

 

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