Padre Pio e le tentazioni

Padre Pio e le tentazioni

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Dall’Epistolario di Padre Pio,
(a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4ª ed., p. 20).

“Mio carissimo padre, non mi regge l’animo per poterle narrare tutto ciò che mi accade da vari giorni in qua, perché in questo frattempo che scrivo il demonio mi muove guerra più che mai. Io non posso arrivare a respingere le insidie che il nemico della salvezza mi va muovendo. Chi, dunque, o padre mio, mi libererà da tante tentazioni e da tante angustie? Chi mi consolerà? Chi mi darà tanta forza, da poter resistere come si conviene? Chi mai crederebbe che anche nelle ore del riposo uno venga angustiato? Ebbene, padre mio, le posso assicurare che anche queste ore mi vengono oltre modo amareggiate. Trovo un po’ di calma solo nel pensare e nel leggere i suoi ammaestramenti. Ma sono brevi istanti, perché il nemico è sempre vigilante, è lì sempre da capo. Le lotte spirituali, in paragone di ciò che vado soffrendo nel corpo, sono assai superiori, sebbene anche le sofferenze corporali si vadano rendendo sempre maggiori. Ed ora me lo dica, padre, per l’amore di Gesù Cristo e della nostra bella Vergine Addolorata, se nel cuore mio ci sia qualcosa, anche piccola, che non piaccia a Dio; perché con il suo aiuto voglio strapparla ad ogni costo. Chissà che tale permissione non sia in pena dei disgusti che potrebbero essere ancora in me, e che senza rimuovere prima questi non si muoverà a pietà. Sono sicuro che ella, sapendomi in tante miserie, pregherà il Signore per me, affinché voglia dispensarmi almeno delle lotte spirituali, perché i motivi di offenderlo sono tanti, almeno sotto forma condizionale: se cioè fosse di maggior gloria di sua divina maestà e vantaggio dell’anima mia. Certo di avere da lei un conforto, le bacio la mano; e chiedendo la sua paterna benedizione,
mi dico il suo Fra Pio” – (Lettera a Padre Benedetto del 10 gennaio 1911).

Fonte: La Casa di Miriam Torino

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